Ultimo aggiornamento: 30/04/2004
Servizi idrici e Servizio Idrico Integrato
La riorganizzazione del Servizio Idrico Integrato, programmato
con il Piano d'Ambito dall'Autorità d'Ambito, consiste nel
perseguire l' obiettivo di miglioramento del livello di servizio
reso all'utenza, distribuito a scala di intero ambito,
nell'accezione più globale dell'obiettivo di qualità,
comprendendo qualità tecnica, affidabilità,
efficienza organizzativa, positivi effetti socioeconomici e
ambientali e costi sostenuti dall'utenza. L'obiettivo di cui sopra
dovrà essere in sintonia con la normativa in evoluzione,
riguardante sia gli standard di servizio per l'approvvigionamento
idropotabile (D.lgs.
31/2001) che le caratteristiche di mitigazione degli impatti di
acque reflue trattate sui corpi idrici recettori, anche in
correlazione con i futuri Piani di Tutela delle
acque(D.
lgs. 152/99).
L'istituzione degli ATO ha consentito una razionalizzazione della
gestione dei servizi idrici, precedentemente affidata ad una
molteplicità di gestori (circa 7800 soggetti) diversi per
natura, dimensioni e organizzazione.
A fine maggio 2003 risultavano concluse in 66 Ambiti le
ricognizioni delle opere di acquedotto, fognatura e depurazione,
corrispondenti al 73% degli ATO complessivi. Inoltre 25 Ato, che
servono 20 milioni di utenti, hanno concluso il processo con
l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato,
optando, in gran parte, per l'affidamento ad una Società per
Azioni a prevalente capitale pubblico locale.
Alla fine del 2002 vengono fornite informazioni da 52
Autorità di ATO, pur con insufficienze e imprecisioni, che
contribuiscono a formare una significativa visione di insieme,
attraverso molteplici comparazioni eseguite, con i seguenti
risultati:
- la copertura del servizio di acquedotto, rapportato alla
popolazione residente, risulta generalmente superiore al 90%; la
risorsa viene prelevata per circa l'85% da acque sotterranee e per
il restante 15% da acque superficiali;
- il valore medio della dotazione idrica pro-capite risulta di
297 l/g. con significativa variabilità tra i diversi
ATO;
- il valore medio delle perdite in rete risulta pari al 42% del
volume approvvigionato, ma considerato che in alcune situazioni le
perdite apparenti possono essere rilevanti è lecito pensare
che le perdite reali siano alquanto inferiori alle perdite
denunciate nelle ricognizioni;
- l'età media delle reti di distribuzione, per gli ATO
considerati, si attesta intorno ai 30 anni;
- il grado di copertura del servizio fognario è di circa
84% e in 18 ATO arriva al 90%; la tipologia è di tipo
misto nel 72% dei casi, reti nere nel 22% e per le reti di acque
bianche o meteoriche di circa il 9%; Le reti fognarie raccolgono le
acque usate, provenienti dagli agglomerati urbani e industriali, e
le convogliano agli impianti di depurazione dove subiscono un
processo di riduzione del loro potere inquinante: tale processo, ai
sensi della normativa vigente, dev'essere più o meno spinto
a seconda degli obiettivi di qualità del corpo idrico
recettore.
- il livello di copertura del servizio di depurazione dell'acqua
ad usi civili è del 73%; dalle ricognizioni eseguite emerge
la proliferazione di impianti di piccole dimensioni (80%
delle 7000 unità censite) e circa il 10% del parco esistente
non è funzionante o risulta non adeguato ai limiti di
emissione previsti dalla normativa vigente. L'età media
degli impianti censiti è di 16 anni.
- lo smaltimento dei fanghi di depurazione avviene per
l'80% in discarica. Il trattamento di termodistruzione dei fanghi
è adottato soltanto in 12 impianti ripartiti tra Toscana,
Umbria, Marche e Puglia. Lo spandimento dei fanghi su terreno
agricolo è utilizzato per il 16% della potenzialità
complessiva degli impianti censiti.
Infine, i consorzi di bonifica e di irrigazione realizzano e
gestiscono le reti irrigue e di scolo delle acque. In Italia, la
superficie totale consorziata è di circa 15 milioni di
ettari; lo sviluppo dei canali consortili (di scolo, irrigui, uso
promiscuo, condotte tubate) è di 195.000 km. Le opere di
irrigazione, con invasi e vasche, sono 564 di cui 433 al sud. I
volumi idrici, trattati con le opere di irrigazione, ammontano a
circa 2.470 milioni di metri cubi in invasi e vasche.
La normativa, in materia di risorse idriche, è in vigore da
parecchi anni ma il sistema di gestione integrata del ciclo idrico
nell'ambito degli ATO comincia adesso a far intravedere il disegno
della riforma ed i suoi primi effetti sull'organizzazione dei
servizi.