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Direttiva quadro sulle acque 2000-60-CE

Ultimo aggiornamento: 12/05/2004

Caratterizzazione dei corpi idrici significativi e stato di qualità

Sono significative tutte le acque e in particolare quelle che presentano valori naturalistici e paesaggistici di rilievo. Per il decreto legislativo 152/99 l'attenzione è centrata sui corpi idrici con un bacino di deflusso superiore a 200 km2. La caratterizzazione delle acque superficiali, consiste nella individuazione all'interno del distretto idrografico nelle seguenti categorie: fiumi, laghi, acque di transizione o costiere, oppure corpi idrici superficiali artificiali e fortemente modificati.
Il territorio europeo è stato suddiviso in Ecoregioni. Le ecoregioni d'interesse per l'Italia sono quella Alpina e quella Mediterranea. Individuata l'ecoregione, si passa all'attribuzione della tipologia che per i fiumi e laghi si effettua in particolare in base all'altitudine, alla dimensione (bacino idrografico) e alla composizione geologica e per le acque marine in base alla salinità media annuale e alla profondità. Altri elementi descrittori sono utilizzati per caratterizzare con maggior dettaglio la tipologia di un corpo idrico all'interno delle classi che compongono la risorsa idrica: fiumi, laghi, etc.
Le acque sotterranee presentano diversi livelli di caratterizzazione, di cui la prima ha lo scopo di valutarne gli utilizzi e appurare in che misura esse rischiano di non conseguire gli obiettivi fissati relativamente alla concentrazione di inquinanti e all'equilibrio tra estrazione e ravvenamento. Sono ritenuti utili alla prima analisi dati idrologici, geologici, pedologici, sull'utilizzazione del suolo, sugli scarichi ed estrazione. Per i corpi idrici che sono stati valutati a rischio si procederà ad un'ulteriore caratterizzazione per meglio definire l'entità del rischio ed individuare le misure da attuare; questo tipo di caratterizzazione dovrà contenere informazioni pertinenti l'impatto delle attività umane.
La definizione di alcuni corpi idrici proposta dalle due norme quadro, è vicina ma non sempre coincidente. Per esempio, il decreto 152/99 definisce marine costiere le acque al di fuori della linea di bassa marea o del limite esterno di un estuario.  Di queste acque sono ritenute significative al fine di conseguire il buono stato ambientale quelle comprese entro 3000 m dalla costa e comunque entro la batimetria di 50 m.
Invece la direttiva comunitaria definisce tali acque come le acque superficiali situate all'interno di una retta immaginaria distante in ogni suo punto un miglio nautico rispetto alla linea di base che limita le acque territoriali e della linea limite estrema delle acque di transizione.
Al fine di stabilire lo stato ecologico e la conseguente classificazione per ogni tipologia di corpo idrico  s'individua un sito di riferimento che rappresenta uno sito ecologico elevato in base agli elementi di qualità (E.Q.) biologici, idromorfologici e chimici previsti dalla direttiva.
Fissata una scala di Environmental Qualità Ratio per gli E.Q. biologici

EQR = (Valore attuale EQ/ Valore di riferimento EQ)

che identifichi discostamenti sempre maggiori dell'Elemento di Qualità dal valore che esso assume nelle condizioni di riferimento, per quella tipologia di corpo idrico, si attribuisce una delle cinque classi di qualità ecologica tra Elevato (EQR = 1) Buono (EQR di poco inferiore a 1), Sufficiente, Scarso e Cattivo. Gli EQR saranno definiti congiuntamente dagli Stati Membri a seguito di un esercizio di intercalibrazione. Lo stato ecologico è determinato dai valori peggiori degli EQ.
Nella Direttiva Europea gli Elementi di Qualità (EQ) biologici richiesti per la classificazione dovranno essere riferiti a tutti i livelli trofici della catena alimentare (composizione e abbondanza di flora acquatica, fitoplancton; macroinvertebrati bentonici; fauna ittica). Attualmente l'unico indicatore biologico utilizzato in modo esteso e standardizzato in Italia per tale classificazione è l'IBE, Indice Biotico esteso basato sui macroinvertebrati bentonici, mentre gli elementi chimici (sostanze prioritarie pericolose e altre sostanze scaricate) e idromorfologici sono simili a quelli previsti dalla norma nazionale.
Nel breve/medio periodo anche l'Italia dovrà dotarsi di altri indicatori biologici per l'analisi dello stato ambientale ed ecologico dei corpi idrici.
Per il 2016 ogni Stato membro dovrà raggiungere il buono stato ambientale(ecologico per la direttiva), che è definito in funzione della capacità del corpo idrico di mantenere i processi naturali di autodepurazione e di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.
La stessa Direttiva, richiede, a livello di bacino, l'analisi degli elementi che caratterizzano gli impatti e le pressioni esercitate dalle attività umane sui corpi idrici, nonché l'analisi economica degli usi della risorsa, sempre a livello di bacino. Attualmente i contenuti e i metodi per attuare i requisiti della direttiva si stanno sperimentando in quindici bacini pilota dei diversi Stati Membri della UE. In Italia sono due:il bacino del Tevere e del Cecina.