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Cartografia geologica e geotematica

Cartografia idrogeologica

Immagine di stralcio del foglio idrogeologico 389 “Anagni” alla scala 1:50.000 - Collegamento al documento in una nuova finestra (jpg 13 kb)La cartografia idrogeologica rappresenta in modo sintetico ed in forma globale le principali informazioni idrogeologiche esistenti su un determinato territorio. Essa rappresenta, quindi, una base di lavoro indispensabile per coloro che operano nel settore.
Negli ultimi decenni per la stesura delle carte idrogeologiche sono stati adottati criteri di rappresentazione che rendono le carte di facile lettura ed accessibili non solo a specialisti geologi e/o idrologi.
La finalità di una carta idrogeologica è di dare informazioni su:

  • caratteristiche e tipologia delle falde acquifere;
  • unità idrogeologiche;
  • acquiferi e loro rapporti idrogeologici (scambi idrici, sovrapposizioni, spartiacque sotterranei, ecc.).

Nelle carte idrogeologiche sono rappresentati i parametri idrogeologici essenziali del territorio, selezionati in base agli obiettivi della ricerca. Tra i parametri idrogeologici che rivestono particolare interesse si possono citare la permeabilità, l’infiltrazione efficace, la trasmissività, ecc.
Le carte idrogeologiche possono essere divise essenzialmente in due categorie: carte di sintesi e carte tematiche. Le prime consentono la lettura del territorio in chiave idrogeologica, fornendo in modo sintetico le principali informazioni sulle condizioni idrodinamiche esistenti all’interno e ai limiti dei singoli domini idrogeologici. Le seconde integrano le precedenti con informazioni di maggiore dettaglio su aspetti geologici, idrogeologici ed idrologici di particolare interesse. Al diminuire della scala di rappresentazione della carta idrogeologica di sintesi, per facilitarne la lettura, i dati idrogeologici saranno selezionati in funzione dei tematismi e rappresentati su carte tematiche separate. Inoltre, quando i dati disponibili sono sufficienti, è sempre necessario che l’aspetto quantitativo prevalga su quello qualitativo. Ciò, infatti, facilita la lettura della carta e rende esplicite le informazioni necessarie per una corretta gestione delle risorse.
Per realizzare una carta idrogeologica le indagini devono essere tese a chiarire tutti gli aspetti geologici ed idrogeologici essenziali del territorio, come la genesi delle sorgenti, il regime idrologico naturale di sorgenti e falde, l’esistenza o meno di travasi sotterranei, la ricostruzione dei principali meccanismi di mineralizzazione e riscaldamento delle acque, l’individuazione delle condizioni idro-strutturali favorevoli all’utilizzazione degli acquiferi come serbatoi naturali di compenso, la definizione dei limiti delle aree di alimentazione di sorgenti e falde con ricostruzione dei possibili meccanismi di interscambio con domini idrogeologici adiacenti, il riconoscimento delle aree più vulnerabili all’inquinamento.

Acque sotterranee.
Per acque sotterranee si intendono le acque che si trovano al di sotto della superficie terrestre. Queste acque si trovano immagazzinate in corpi rocciosi permeabili definiti rocce serbatoio, limitati inferiormente da rocce impermeabili (argille, marne, limi, ecc.) con funzione di substrato. Le rocce costituenti il serbatoio possono essere permeabili per porosità (sabbie, ghiaie, ecc.) e/o per fratturazione (calcari, arenarie, basalti, ecc.). Le acque sotterranee immagazzinate all’interno delle rocce serbatoio costituiscono le falde idriche sotterranee. Le rocce serbatoio che permettono un deflusso significativo delle falde idriche danno luogo agli acquiferi. Esistono acquiferi a falda libera quando il livello dell’acqua può avere fluttuazioni libere all’interno della roccia serbatoio, e acquiferi a falda imprigionata quando il limite superiore dell’acquifero è costituito da rocce impermeabili che condizionano la pressione dell’acqua al suo interno.
Le acque sotterranee rappresentano circa lo 0,35% dell’acqua della Terra e la loro quantità è circa 20 volte maggiore del totale delle acque superficiali. Esse sono di fondamentale importanza in quanto rappresentano per l’uomo la più grande riserva di acqua potabile, poiché rispetto alle acque superficiali tendono ad essere meno contaminate dagli scarichi e dai microrganismi patogeni.


Visualizza l'immagine ingranditaLe acque sotterranee possono raggiungere la superficie terrestre attraverso le sorgenti o essere raggiunte attraverso pozzi e, se presenti ad elevate profondità, possono rimanere indisturbate da effetti antropici per migliaia di anni. La maggior parte delle falde acquifere che si trovano a profondità minori entrano a far parte del ciclo idrologico; ciò avviene sia attraverso le sorgenti sia attraverso gli scambi con i corsi d’acqua superficiali.
Le acque sotterranee possono essere sottoposte essenzialmente a due tipi di problematiche:

  • inquinamento delle falde, che può avvenire sia attraverso scarichi sia attraverso percolazione di acque contaminate. Di particolare interesse è il D.lgs. 152/99 riguardante disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento;
  • sovrasfruttamento delle falde, con conseguente abbassamento del livello dell’acqua e possibilità di  intrusione salina nelle aree costiere. Infatti, quando i prelievi delle acque mediante pozzi, captazioni, ecc. sono superiori alla ricarica naturale delle falde acquifere, il livello dell’acqua può scendere drasticamente fino a compromettere la riserva idrica.

Uno dei mezzi per lo sfruttamento delle acque sotterranee è la costruzione di pozzi, che deve essere preventivamente autorizzata dagli enti locali. In particolare per pozzi e perforazioni che superano i 30 metri di profondità è prevista  anche la comunicazione e l’invio dei dati tecnici al Servizio Geologico Nazionale, ora ISPRA,  in ottemperanza alla legge 464/84.