Ultimo aggiornamento: 01/06/2004
Fitofarmaci
I fitofarmaci hanno un ruolo determinante nell’attuale
agricoltura, essendo usati per difendere le colture da parassiti
(soprattutto insetti e acari) e patogeni (batteri, virus, funghi),
per controllare lo sviluppo di piante infestanti e per assicurare
l’ottenimento di elevati standard di qualità dei
prodotti agricoli.
Tuttavia, essendo i fitofarmaci generalmente costituiti da sostanze
tossiche (in alcuni casi cancerogene), il loro uso improprio, non
sperimentato e non autorizzato, determina rischi e pericoli per la
salute umana e animale. Il loro impiego ha un impatto ormai
largamente confermato sulle proprietà fisiche e chimiche dei
suoli e sulla micro-, meso- e macro-fauna. Alcuni residui,
inoltre, possono contaminare le acque superficiali e sotterranee,
con ulteriori effetti pericolosi sulla salute umana e
sull’ambiente. Ciò è dimostrato anche
dalla Direttiva CE 152/99, che impone limiti molto restrittivi
(soprattutto per erbicidi e insetticidi) sulla loro presenza nelle
acque destinate a fini potabili. La limitazione al minimo
necessario dell’uso di questi mezzi tecnici in agricoltura
dovrebbe essere una delle politiche per progredire verso forme
più evolute di agricoltura sostenibile.
Negli anni una serie di Direttive comunitarie sono state emanate al
fine di ridurre i rischi derivanti dall’uso dei fitofarmaci,
definendo una serie di limiti alle loro concentrazioni nella frutta
e nei vegetali, nei cereali e nei prodotti di origine
animale. Altre Direttive, invece, hanno riguardato
l’armonizzazione delle regole nazionali (per gli aspetti
relativi alla classificazione, al confezionamento e
all’etichettatura di pesticidi e delle sostanze attive), come
pure le norme relative alla registrazione, alla commercializzazione
e all’uso.
In Italia, le informazioni dell’ISTAT del 2001 ci dicono che
i prodotti fitosanitari sono distribuiti sul 73% della Superficie
agricola utilizzata (SAU). Per quanto riguarda
l’evoluzione delle quantità negli anni, per i
fitofarmaci valgono le stesse considerazioni fatte per i
fertilizzanti: da un lato si registra una contrazione delle
quantità di principi attivi contenuti nei prodotti
fitosanitari distribuiti per uso agricolo (76,3 milioni di kg nel
2001, 10% in meno rispetto al 1997), dall’altro lato un
aumento della quantità distribuita per ettaro di superficie
trattabile (8,3 kg/ha nel 2001, 52,6% in più rispetto al
1997).