Ultimo aggiornamento: 04/06/2004
Fertilizzanti
I fertilizzanti, pur contribuendo in maniera determinante allo
sviluppo della moderna agricoltura, sono riconosciuti come una
delle principali “pressioni” ambientali generate
dall’agricoltura. Il loro accumulo nei suoli ne altera
le proprietà fisiche e chimiche, con meccanismi diversi da
elemento a elemento e in funzione di numerosi fattori, quali:
- tipo di suolo e di coltura;
- sistema di drenaggio;
- dosi;
- modalità e periodi di fertilizzazione.
I fertilizzanti, soprattutto quelli azotati e fosfatici, possono
contaminare le acque superficiali o profonde e, successivamente,
stimolare lo sviluppo delle alghe (eutrofizzazione). La
stessa Direttiva “Nitrati”, il cui principale obiettivo
è quello di ridurre le concentrazioni di nitrati nelle acque
potabili, invita gli stati membri a predisporre dei codici
nazionali di “buona pratica agricola”, indicati come
strumenti decisivi per raggiungere gli obblighi disposti dalla
Direttiva.
Dall’indagine ISTAT prima menzionata, effettuata nel
1988 e che sarà ripetuta con periodicità
quinquennale, risulta che sui suoli agricoli italiani sono stati
distribuiti mediamente 96 kg/ha di azoto, 75 kg/ha di fosforo, 50
kg/ha di potassio e 12 kg/ha di altri concimi. Una
pubblicazione OCSE (2002) riporta che l’eccesso d’azoto
dovuto all’agricoltura è sceso da 44 kg/ha del
triennio 1985-87a 31 kg/ha del triennio 1995-97. Tale valore
pone il nostro paese al di sotto della media dell’UE (58 kg),
ma al di sopra della media dei paesi OCSE (23 kg).
In base ai dati ISTAT relativi alle vendite, risulta che in Italia,
dagli inizi degli anni ’70, si registra una lieve tendenza
alla contrazione delle quantità di fertilizzanti distribuiti
per uso agricolo. Infatti, rispetto alla media
dell’ultimo decennio, nel 2001 si è registrata una
riduzione delle quantità. Tuttavia, a causa della
contrazione nello stesso periodo della superficie concimabile,
occorre segnalare una tendenza all’aumento del valore stimato
di elementi fertilizzanti per unità di superficie.
Tale aumento ha riguardato in modo particolare i fertilizzanti
azotati (89,4 kg/ha, espressi in unità di fertilizzante di
N, nel 2001), mentre le quantità di fertilizzanti di P2O5
(45,1 kg/ha) e di K2O (32,5 kg/ha) sono rimasti pressoché
costanti. Da dati ISTAT si deduce che, nel 2001, su
15.192.672 ettari di superficie concimabile (e su 3.711.219
aziende) sono stati somministrati mediamente circa 204 kg/ha di
fertilizzanti.