Ultimo aggiornamento: 25/06/2004
Le sostanze pericolose
La salvaguardia dello stato di salute delle persone e
dell'ambiente richiede la conoscenza dei fattori che possono
comprometterlo. Tra questi rivestono un ruolo rilevante le sostanze
che vengono prodotte, trasportate, commercializzate, impiegate,
consumate, smaltite e che, attraverso le diverse vie di
esposizione, possono venire a contatto con il nostro organismo e
diffondersi nell'ambiente. E' quindi importante conoscerne le
caratteristiche e valutarne il grado di pericolosità.
A tale scopo, per molte attività (produzione, trasporto,
consumo), tipologie di impiego (per esempio, applicazione di
prodotti fitosanitari), matrici ambientali (acqua, aria, suolo),
sono stati sviluppati sistemi di classificazione delle sostanze
pericolose.
Questi sistemi si basano sull'individuazione di diverse classi di
pericolosità (infiammabilità, tossicità acuta,
cancerogenicità, ecotossicità), sulla definizione dei
parametri che caratterizzano tale pericolosità (punto di
infiammabilità, dose letale per ingestione) e sulla scelta
di valori soglia per tali parametri a cui riferire i diversi
livelli di pericolosità.
Purtroppo i vari sistemi di classificazione non sono coincidenti;
ad esempio, una sostanza considerata pericolosa se
immessa sul mercato e destinata ai consumatori,
potrebbe non essere considerata tale ai fini del
trasporto. A questa situazione si sta comunque ponendo rimedio
sulla base di quanto stabilito dalla Conferenza delle Nazioni Unite
di Rio de Janeiro, con l'approvazione dell'Agenda
21. Allo stato attuale, i diversi gruppi di lavoro
internazionali appositamente costituiti hanno praticamente concluso
il lavoro di armonizzazione: occorreranno, però,
ancora alcuni anni prima che in tutto il mondo, in ogni
settore, sia adottato il nuovo sistema armonizzato di
classificazione.
Ciò non significa che una certa sostanza sarà
considerata egualmente pericolosa in tutti i settori. Infatti, al
fine di valutare l'effettivo impatto sulle persone e sull'ambiente,
è necessaria una ulteriore valutazione che, a partire dalle
caratteristiche intrinseche delle sostanze, prenda in
considerazione le modalità di diffusione e di esposizione:
è abbastanza evidente che le condizioni di diffusione e di
esposizione possono essere ben diverse qualora si abbia, per la
stessa sostanza, un rilascio in corso di trasporto, una fuga in un
ambiente confinato, una ingestione accidentale, una contaminazione
diffusa in un comparto ambientale.
Ne risulta che la valutazione del rischio associato a una sostanza,
ferma restando la classificazione di pericolosità basata
sulle caratteristiche intrinseche, è un procedimento
talvolta complesso che può richiedere l'individuazione
non sempre semplice di tipici scenari di esposizione e il ricorso a
complessi modelli di calcolo per valutarne la diffusione.