Trattato di non proliferazione delle armi nucleari
Il 5 maggio 2005 è stato emanato il Decreto
Interministeriale (G.U. n. 157 del 8/07/2005) che
consentirà l’attuazione dei nuovi provvedimenti
previsti nel Protocollo Aggiuntivo, firmato dall’Italia il 22
settembre del 1998, per rafforzare il sistema di controlli
istituito dal Trattato di non proliferazione delle armi atomiche
del 1968. Il Protocollo Aggiuntivo, adottato in ambito AIEA
(Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e ratificato
con la legge 332 del 31 ottobre 2003, introduce importanti
innovazioni rispetto alle precedenti misure di salvaguardie
nucleari. Esso, infatti, sottopone al controllo dell’AIEA
attività che, pur non trattando materie nucleari, dispongano
di componenti, anche di natura convenzionale, connesse al ciclo del
combustibile nucleare.
Cenni storici
Verso la metà degli anni 60, in piena guerra fredda,
inizia a farsi sentire la preoccupazione per la proliferazione
delle armi atomiche. Nel 1961 l’ONU apre un grande dibattito
sulle misure per la prevenzione della diffusione degli ordigni
nucleari che si conclude nel 1968 con la firma
del Trattato di Non Proliferazione delle armi
nucleari (TNP).
Oggi il Trattato vede l’adesione di tutti gli Stati del
mondo, dotati di armi nucleari e non, ad eccezione di India,
Israele, Pakistan e Cuba.
L’obiettivo principale del Trattato è, nel breve
periodo, il controllo e, nel lungo periodo, il disarmo totale di
tutti quei Paesi ancora in possesso di armi atomiche. Il Trattato
proibisce, infatti, agli stati firmatari di fabbricare, distribuire
o acquisire armamenti, tecnologie o materiali utilizzabili per la
loro costruzione. L’utilizzo delle tecnologie nucleari
è ammesso solo per scopi pacifici sotto lo stretto controllo
e approvazione dell’Agenzia Internazionale per
l’Energia Atomica (AIEA).
Recentemente, il potenziale pericolo rappresentato dai gruppi
terroristici e le vicende del Medio Oriente hanno indotto i diversi
Paesi a rafforzare il Trattato attraverso l’emanazione del
Protocollo Aggiuntivo (P.A.).
Il nuovo scenario
Il Protocollo Aggiuntivo prevede che gli Stati firmatari
raccolgano, presso gli operatori interessati, e forniscano
dettagliate informazioni, non solo sulle attività nucleari,
ma anche su quelle che pur non trattando materie nucleari,
dispongano di componenti, anche di natura convenzionale, connesse
al ciclo del combustibile nucleare.
L’obiettivo del Protocollo
è di verificare, anche attraverso l’esteso diritto di
accesso riconosciuto all’AIEA:
- se il materiale nucleare è utilizzato in modo diverso
rispetto allo scopo dichiarato;
- se esiste materiale non dichiarato.