Valori di riferimento nelle abitazioni
Molti dei paesi industrializzati hanno emanato delle
raccomandazioni per spingere la popolazione ad affrontare il
problema, invitandola a misurare innanzitutto la concentrazione di
radon e ad adottare azioni di risanamento quando questa superi
determinati livelli, in quanto ritenuta fonte di un rischio elevato
per la salute. Tali valori variano da Paese a Paese e comunque per
la maggior parte si trovano nell’intervallo tra 150 e 400
Bq/m3. La Commissione Europea, con la
Raccomandazione 143/Euratom del 1990, ha fissato dei
valori di riferimento della concentrazione di radon nelle
abitazioni oltre i quali raccomanda interventi di bonifica
per la sua riduzione:
- 400 Bq/m3 per edifici esistenti
- 200 Bq/m3 per edifici da costruire (come
parametro di progetto)
I due valori sono diversi in relazione alla maggiore
semplicità di intervento in caso di nuovi edifici.
Molti paesi hanno adottato valori di riferimento unici per case
già costruite e in costruzione:
- Stati Uniti: 150 Bq/m3;
- Inghilterra: 200 Bq/m3;
- Germania: 250 Bq/m3.
In Italia non è ancora stato fissato un
valore di riferimento a livello nazionale ma è comunque
vigente la raccomandazione europea.