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Radon

Valori di riferimento negli ambienti di lavoro

Il Decreto Legislativo 241/2000 (che modifica e integra il precedente Decreto Legislativo 230/95) ha introdotto la valutazione e il controllo della esposizione al radon nei luoghi di lavoro (scuole incluse).
Nel decreto sono individuate, in una prima fase, alcune tipologie di luoghi di lavoro: catacombe, tunnel, sottovie e tutti i luoghi di lavoro sotterranei per i quali i datori di lavoro hanno l’obbligo di effettuare misure e valutazioni.
Il decreto fissa anche un livello di riferimento di 500 Bq/m3, oltre il quale il datore di lavoro deve intervenire con più approfondite valutazioni ed eventualmente con azioni di bonifica.
Sono stati definiti anche compiti per le istituzioni: in particolare, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano devono eseguire una mappatura del territorio e individuare le zone in cui il problema si presenta in modo più rilevante, dove sarà obbligatorio effettuare misure e interventi in tutti i luoghi di lavoro, anche in superficie.
Una prima individuazione delle aree doveva essere effettuate entro il 31 agosto 2005, tuttavia la mancata costituzione di una speciale commissione, che avrebbe dovuto stabilire le linee guida per le metodologie di mappatura, porterà a un ritardo. La commissione ha anche l’incarico di indicare le modalità di misura della concentrazione di radon.