Gli effetti sulla salute
Il radon è un agente cancerogeno che
causa soprattutto un aumento del rischio di contrarre il
tumore polmonare.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), attraverso l'Agenzia
Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha classificato fin dal 1988 il
radon nel Gruppo
1, nel quale sono elencate le 95 sostanze dichiarate
cancerogene per l’uomo.
Il radon è un gas inerte ed elettricamente neutro, per cui
non reagisce con altre sostanze. Di conseguenza, così come
viene inspirato, viene espirato. Tuttavia è anche
radioattivo, ossia si trasforma in altri elementi, chiamati
prodotti di decadimento del radon o più generalmente
"figli". Questi sono elettricamente carichi e si attaccano al
particolato presente in aria che può essere inalato e
fissarsi sulle superfici dei tessuti polmonari. Gli atomi,
così depositati, (in particolare due isotopi del polonio,
Po-218 e Po-214) sono ancora radioattivi ed emettono
radiazioni alfa che possono danneggiare le cellule.
I danni prodotti sono generalmente riparati dai meccanismi
biologici. In alcuni casi uccidono le cellule, ma esiste anche la
probabilità che il danno cellulare sia di tipo degenerativo
e che la cellula mantenga la sua capacità di riproduzione
entrando a far parte di un processo cancerogeno. Fino ad oggi non
sono stati dimostrati altri effetti diversi dal tumore
polmonare.
Fondamentale importanza assume la combinazione tra fumo di
tabacco e esposizione al radon. Per i fumatori il rischio
assoluto di un tumore polmonare causato dal radon viene considerato
15-20 volte superiore rispetto al rischio per i non fumatori.
Le più recenti e accurate stime di rischio, che prendono in
esame le esposizioni nelle abitazioni e sono basate su un insieme
di
13 studi europei su un totale di 7.148 casi di tumore polmonare
e di 14.208 controlli, confermano e consolidano le valutazioni dei
decenni precedenti. Il rischio in eccesso rispetto alla non
esposizione viene valutato in circa il 16% per ogni 100 Bq/m3.
Questo vuol dire allora, che, essendo la concentrazione media
italiana pari a 70 Bq/m3 circa l’11% degli oltre 31.000 casi
di tumore polmonare che ogni anno si registrano in Italia sono
attribuibili al radon, e per la grande maggioranza tra i fumatori.
Cifra che rappresenta circa il 2% di tutti i decessi per ogni tipo
di tumore.
La probabilità di contrarre il tumore polmonare è
proporzionale alla concentrazione in aria e al tempo trascorso nei
vari ambienti di vita (case, scuole, ambienti di lavoro, ecc.) e al
consumo di tabacco.
Non esiste una concentrazione "sicura" al di sotto della
quale la probabilità di contrarre il tumore è nulla.
Tuttavia molte organizzazioni scientifiche
internazionali, l’Organizzazione Mondiale della
Sanità, la Comunità Europea e singoli Paesi
hanno fissato dei livelli di riferimento per le abitazioni
e per gli ambienti di lavoro al di sotto dei quali
ritengono il rischio accettabile. Al di sopra di questi valori,
invece, suggeriscono e in alcuni casi impongono di adottare
provvedimenti per la riduzione della concentrazione.
Per aiutare a comprendere il rischio sanitario associato al radon
è utile confrontare questo rischio con altri più
conosciuti.
Nella tabella in alto sono riportati vari
fattori di rischio di morte per alcune cause (fonte EPA - Agenzia per la protezione
ambientale degli Stati Uniti - 2004).