Radioattività e radiazioni
Con il referendum popolare del 1987 l’Italia ha
abbandonato la possibilità di produrre energia attraverso
processi di fissione nucleare. Ciò nonostante il tema rimane
di stringente attualità e, dopo un periodo di relativo
disimpegno dalle attività nucleari in genere (ad eccezione
per le applicazioni in medicina), negli ultimi anni sta emergendo
la necessità di una nuova attenzione per quanto riguarda la
protezione dell’ambiente, della popolazione e di quanti
lavorano nel settore.
Esistono radiazioni di diverso tipo: quelle di
origine naturale, come la luce che vediamo e
avvertiamo con i nostri sensi, e quelle di origine
artificiale, come le onde radio, che non possiamo
percepire ma che possono essere facilmente rivelate dalla radio e
dalla televisione.
Le radiazioni naturali e artificiali, inoltre, si possono
dividere in radiazioni ionizzanti (oggetto di queste pagine del
sito) e
radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici prodotti da
elettrodotti, impianti di teleradiocomunicazioni, radiazioni
luminose).
Radiazioni ionizzanti: le radiazioni ionizzanti
sono particelle e/o radiazione elettromagnetica che scaturiscono
dal processo di decadimento del nucleo di un atomo, la
radioattività, di origine naturale o artificiale, e sono in
grado di modificare la struttura della materia con cui
interagiscono. Nel caso dei tessuti biologici questa interazione
può portare a un danneggiamento delle cellule. Nella maggior
parte dei casi il danno viene riparato dai normali meccanismi di
difesa dell'organismo ma, in funzione anche
dell’entità e della durata dell’esposizione, a
volte le cellule interessate possono risultare compromesse, con
conseguenze sulla salute degli individui esposti.