Ultimo aggiornamento: 03/06/2004
Monitoraggio dei bilanci del carbonio forestale
Un elemento chiave dei progetti forestali che prevedono nuove
piantagioni e la gestione delle foreste già esistenti
(Protocollo di Kyoto, artt. 3.3, 3.4, 6 e 12) è la stima
degli stock (depositi) di carbonio e dei loro cambiamenti
con un livello di precisione sufficientemente alto.
Tali misure possono essere eseguite sulla base di dati rilevati in
campo o mediante strumenti di osservazione a distanza.
L’IPCC ritiene che tale operazione possa essere svolta con un
livello di precisione sufficiente. A tale riguardo, le tecniche per
il rilievo delle biomasse e la creazione di inventari forestali,
seppure piuttosto laboriose, forniscono metodi validi per la
misura.
Attualmente nei progetti forestali i costi per le operazioni di
inventario e monitoraggio possono essere piuttosto alti, a seconda
dell’eterogeneità e dell’ampiezza
dell’area da rilevare. Come si può immaginare, tali
operazioni risultano più semplici da eseguire nelle foreste
coetanee di origine artificiale piuttosto che negli ecosistemi
forestali caratterizzati da un’elevata complessità e
diversità. Relativamente alla periodicità, i rilievi
annuali assicurano un’alta precisione, ma sono costosi.
Inoltre, i cambiamenti annuali nel contenuto di carbonio possono
essere minori del livello di precisione dei sistemi di misura, e
quindi si ritiene più utile effettuare le misurazioni ad
intervalli periodici (cinque anni o più). Realizzare modelli
dei flussi e degli stock di carbonio, periodicamente convalidati,
può essere un’attività economicamente
sostenibile e capace di fornire risultati con un livello di
precisione accettabile. La sfida consiste proprio nel trovare il
giusto equilibrio tra precisione e costi.
Guida alle Buone Pratiche per
gli inventari e il monitoraggio dei depositi di
carbonio
Nel corso della Conferenza di Milano (COP-9) è stato
presentato il rapporto Good Practice Guidance for Land Use,
Land Use Change and Forestry (GPG-LU-LUCF) - Guida alle
buone pratiche per l'uso del suolo, le variazioni d'uso del suolo e
la selvicoltura - redatto dal Gruppo Intergovernativo
sui Cambiamenti del Clima (IPCC). Tale rapporto definisce le
metodologie che i paesi dovranno seguire per la stima dei crediti
di carbonio e delle loro variazioni nelle diverse categorie di uso
del suolo su tutto il territorio nazionale (secondo quanto previsto
dalla UNFCCC) e sui terreni che ricadono nelle attività
previste dal Protocollo di Kyoto (artt. 3.3, 3.4, 6 e 12) .
Il rapporto indica tre livelli gerarchici di metodologie, a cui
corrispondono diversi livelli di precisione e a cui i paesi
potranno fare riferimento per la stima delle emissioni e degli
assorbimenti di CO2 e di altri gas-serra. In relazione
ai diversi livelli nazionali di disponibilità di dati e
informazioni, si potranno usare semplici equazioni basate
sull’uso di dati già posseduti, oppure di dati
specifici nazionali, oppure ancora modelli e altri strumenti di
valutazione delle variazioni degli stock, o anche dati derivanti da
indagini stazionali specifiche o ricerche e esperimenti, in grado
di integrare due o più dei metodi sopra citati.
I metodi per la stima degli stock di carbonio si baseranno comunque
sulle tecniche sviluppate dagli inventari forestali: i volumi di
legname saranno trasformati in peso, attraverso l’uso della
densità basale del legno; per stimare la biomassa totale
(che comprende tutte le componenti della parte epigea ed ipogea di
una pianta), il valore ottenuto si moltiplica per una serie di
fattori di conversione, quindi si trasforma il valore ottenuto in
carbonio e, da ultimo, in anidride carbonica.
Per assicurare una esaustiva e completa conformità agli
impegni assunti e per rendere ammissibili i crediti derivanti dalle
attività previste dal Protocollo di Kyoto (artt. 3.3 e 3.4),
è necessario che i Paesi riportino:
- dati quantitativi affidabili e trasparenti sulle variazioni
degli stock di carbonio nelle aree interessate
- una serie di informazioni aggiuntive sulla localizzazione
geografica delle aree su cui avvengono tali variazioni, a partire
dal 1990 .
Tali informazioni possono derivare, per esempio, dagli inventari o
indagini stazionali, da immagini rilevate a distanza (foto aeree,
immagini da satellite), da documenti amministrativi e legali.
I prodotti legnosi
forestali
Una valutazione corretta delle funzioni di stoccaggio collegate
al settore forestale dovrebbe includere anche il carbonio fissato
nei prodotti legnosi (carbonio “extra-boschivo”) dal
momento che l’impiego finale di molti prodotti legnosi
(legname utilizzato in edilizia ad uso strutturale, mobili,
oggettistica in legno in sostituzione di altri materiali) consente
di espandere (anche se temporaneamente, in relazione alla durata
del ciclo di vita delle diverse categorie di prodotti: carta,
pannelli, mobili, edilizia) la funzione fissativa
dell’anidride carbonica da parte delle piante.
Tuttavia, la difficoltà di riportare con trasparenza e
credibilità tali dati e la mancanza di una metodologia
adeguata ha suggerito di rinviare il reporting dei prodotti legnosi
al secondo periodo d’impegno (2013-17).