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Natura e Biodiversità

Specie pioniere

I ginepri: piante preziose con grandi problemi di propagazione

Foto di ginepro (juniperus)I ginepri sono piante pioniere, fra le prime a comparire negli ecosistemi costieri marini, grazie ad una serie di caratteristiche morfologico-funzionali che le rendono adatte alla sopravvivenza in condizioni selettive, quali aridità, insolazione elevata e variazione di salinità. La struttura squamiforme delle foglie ed il loro rivestimento ceroso, assicurano una riduzione delle perdite idriche dovute alla traspirazione, e contemporaneamente garantiscono la tolleranza allo spray marino. I ginepri hanno inoltre un’elevata capacità di assorbire acqua anche in ambienti soleggiati e privi di copertura vegetazionale, dove il calore elevato aumenta l’evaporazione e la rimozione dell’acqua dagli strati superficiali del terreno. Sono infatti dotati di un sistema radicale particolarmente sviluppato, che consente l’approvvigionamento idrico sia dagli strati superficiali che da quelli profondi del suolo.

Grazie a questo insieme di caratteristiche, i ginepri svolgono un ruolo ecologico fondamentale come piante pioniere, capaci di colonizzare ambienti sfavorevoli, quali le dune costiere e le aree degradate o sottoposte a stress. In questi habitat, particolarmente impoveriti e sottoposti a continue pressioni destabilizzanti, sia antropiche che naturali, i ginepri compaiono nelle prime fasi della colonizzazione vegetale e perdurano durante tutto l’evolversi delle successioni ecologiche, svolgendo un ruolo di consolidamento continuo. Il sistema radicale, estremamente sviluppato, realizza infatti un efficace trattenimento del terreno, che aiuta la progressione delle fasi di formazione del suolo e dell’insediamento di specie vegetali meno resistenti. Queste ultime trovano così un substrato più stabile ed una protezione dal vento e da alcuni predatori grazie alla folta e pungente chioma dei ginepri. Tutto ciò facilita l’instaurarsi di una graduale evoluzione da condizioni difficili e semplificate, verso una maggiore stabilità dell’ecosistema, grazie all’accumulo di materia organica, ai processi di formazione del suolo ed alla differenziazione della comunità vegetale.

Negli ultimi anni si è riconosciuta l’utilità di ripristinare gli stadi intermedi della successione vegetale, attraverso le tecniche di ingegneria naturalistica, allo scopo di facilitare l’attivazione dei naturali fenomeni di successione ed aumentare le possibilità di successo insediativo della vegetazione matura. Grazie all’insieme di caratteristiche fisiologico-ecologiche descritte i ginepri possono venire utilizzati nelle strategie di ripopolamento e recupero in modo da abbreviare i tempi della successione naturale, ricostituendo rapidamente le strutture di protezione del suolo.

Nonostante queste straordinarie caratteristiche, i ginepri, che spesso sono gli unici a sfidare condizioni desertiche, hanno numerosi e seri problemi di propagazione: dall’impollinazione spesso a-specifica, alla produzione di un elevato numero di semi vani, alle difficoltà di raccolta, alle complesse dormienze che limitano l’allevamento in vivaio.   Per cercare di aiutare nella difficile impresa della propagazione naturale e artificiale (in vivaio) dei ginepri, impiegando i motori disponibili nella Biblioteca dell’APAT è stata preparata una bibliografia sull’argomento che parte dal lontano 1893.