Benvenuto nel sito ISPRA
-
ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
-

Sei in Home:


 

Pianificazione e gestione

Ultimo aggiornamento: 26/01/2007

Gestione e ripristino

 

 

 

 


Lo studio e la sperimentazione di interventi di mantenimento e di ripristino ambientale si sta articolando in Europa in diverse forme.
Quella legata ai criteri di collegamento tra le diverse tipologie di verde urbano in aree metropolitane, quella che riguarda la ricostituzione di sistemi ecologici in ambiti territoriali impoveriti dall’attività dell’uomo  e quella delle ecoconnessioni in area vasta, relative ad ambienti con un alto grado di naturalità o seminaturali.
Tra tutti i diversi livelli, da quello di area vasta, a quello inferiore di area ristretta, fino ad arrivare a quello relativo all’intervento specifico (cioè alla scala operativa), sussiste un sistema specifico di relazioni ecosistemiche in ragione dell’organizzazione strutturale e funzionale dello stesso.
Il sistema ambientale inteso come complesso strutturato di ecosistemi, pertanto, evidenzia l‘impossibilità di pensare alla modificazione di una singola parte senza che la trasformazione si ripercuota ad ambiti territoriali di altra scala.
Nell’ambito dei possibili interventi relativi ad un’area, è fondamentale operare una scelta relazionata da un’approfondita conoscenza degli aspetti territoriali, ambientali e paesistici nonché delle diverse tecniche disponibili.
La metodologia di progettazione consiste infatti in una serie di analisi e verifiche complesse delle varie “potenzialità” territoriali (naturalistiche, paesaggistiche, culturali, sociali, economiche, ecc.), attentamente valutate  ed opportunamente incrociate.
Le valutazioni tecniche devono fare riferimento ad alcune considerazioni fondamentali:

  • gli interventi devono ridurre al massimo gli effetti dell’opera nell’ambiente e ricucire l’interruzione  di continuità (pratica di deframmentazione);
  • le “modifiche” da apportare non devono risultare inibitorie rispetto alle logiche evolutive del sistema naturale, bensì devono sviluppare condizioni di autonomia dell’ambiente;
  • gli interventi devono avere come obiettivo quello di consolidare ed implementare le condizioni di naturalità dei siti, salvaguardando la diversità paesistica anche in termini di valore culturale, sia in relazione all’identità locale che dell’immagine nazionale.

Un corretto esercizio progettuale favorisce quindi “proposte” riguardanti  “opere flessibili”, che non si sovrappongano all’ambiente ma che rendano possibile  un equilibrio elastico, seppur stabile, tra la conservazione delle caratteristiche naturali e l’uso antropico.
Attraverso l’impiego di tecniche adeguate sono possibili interventi effettuati in quell’ottica sistemica capace di alterare il meno possibile le componenti locali e remote dell’ambiente, mantenendo gli equilibri, naturalizzando le aree interessate e promovendo lo sviluppo delle componenti biologiche. Un importante  riferimento per migliorare la qualità dei manufatti in relazione alla conservazione delle caratteristiche dell’ambiente è rappresentato dalle tecnologie adoperate dall’ ingegneria naturalistica.
Questa, basata su esperienze consolidate relative a tecniche di intervento implicanti l’uso di materiali vegetali vivi,  continua attualmente a maturarsi sia a livello teorico che pratico.

APPROFONDIMENTI

PDF dei documenti