Normativa UE
La Commissione Europea, secondo quanto stabilito dal Libro
Bianco 2000, ha concluso nel 2003 la
predisposizione del quadro normativo che regola il settore
delle biotecnologie. Tale settore è direttamente
correlato al quadro più generale relativo alla sicurezza
alimentare comunitaria, le cui procedure di base sono descritte nel
Regolamento n. 178/2002 che “Stabilisce i principi e i
requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce
l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa
procedure nel campo della sicurezza alimentare”.
Il quadro normativo comunitario è stato completato dal
Regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento
Europeo e del Consiglio relativo a "Alimenti e mangimi
geneticamente modificati", e dal Regolamento (CE) n.
1830/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio
concernente "La tracciabilità e l’etichettatura di
organismi geneticamente modificati e la tracciabilità di
alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati
nonché recante modifica della direttiva 2001/18/CE".
Tali regolamenti si sono aggiunti alla normativa comunitaria
preesistente, ovvero la direttiva n. 2001/18/CE del Parlamento
Europeo e del Consiglio relativa a "Emissione deliberata
nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che
abroga la dir. n. 90/220/CE", che prevede le procedure di
autorizzazione a fini sperimentali e di commercializzazione delle
colture transgeniche.
Attualmente, chiunque voglia immettere in commercio un OGM, o
prodotti ottenuti da OGM, destinati all’alimentazione umana
e/o animale, può presentare una richiesta di autorizzazione
in base al Reg. 1829 all’Autorità Nazionale Competente
di uno Stato Membro che, a differenza di quanto accadeva per le
richieste presentate in base alla Direttiva 2001/18/CE, informa
l’Autorità per la Sicurezza Alimentare (European Food
Safety Authority – EFSA, istituita con il Regolamento CE n.
178/2002) e le fornisce tutta la documentazione. L’EFSA
è tenuta ad informare immediatamente la Commissione Europea
e gli altri SM della domanda, mettendo a loro disposizione i
documenti relativi. Una sintesi della notifica è pubblicata
sul sito dell’EFSA. Inoltre, l’EFSA fornisce alla
Commissione Europea e agli Stati membri il parere tecnico
scientifico sulla notifica sul quale si baserà la decisione
in merito all’autorizzazione.
L’entrata in vigore del Regolamento 1829 ha suscitato la
perplessità di diversi Stati membri per l’evidente
sovrapposizione normativa del Regolamento con la Direttiva
2001/18/CE. In particolare, per gli OGM sarebbe stato logico che la
norma relativa al settore degli alimenti e dei mangimi si occupasse
solo di tali prodotti e non, come proposto dalla Commissione
Europea, anche del rilascio ambientale degli OGM destinati a
diventare direttamente o indirettamente alimenti o mangimi; gli OGM
in quanto tali dovevano essere trattati nella Direttiva 2001/18/CE,
mentre il Regolamento doveva occuparsi esclusivamente dei prodotti
derivati da OGM, costituiti e/o contenenti OGM per uso
alimentare.
L’apporto positivo che il Regolamento dà
all’interno della normativa per l’immissione in
commercio è una maggiore e specifica attenzione alla
sicurezza alimentare di questi prodotti. Viene,
tra le altre informazioni, specificatamente richiesta
un’analisi, supportata da dati scientifici adeguati, che
provi la sostanziale equivalenza delle caratteristiche
dell’alimento rispetto a quelle dell’alimento
tradizionale, “tenuto conto dei limiti accettati e delle
variazioni naturali di tali caratteristiche” (art. 5
comma 3.f).
E’ opportuno ricordare che, se pur modificato attraverso
l’abrogazione di alcuni articoli, il Regolamento n. 258/97
relativo a “Nuovi prodotti e nuovi ingredienti
alimentari”, è tuttora in vigore. In particolare,
la procedura di notifica sugli alimenti geneticamente modificati
basata sul principio di equivalenza sostanziale è stata
abbandonata, preferendo il nuovo approccio del Regolamento n.
1829/2003 legato ad un processo di valutazione che garantisca
chiarezza, trasparenza e un contesto armonizzato ai fini
autorizzativi.
Per rendere più completo l’impianto normativo del
settore, la Commissione UE ha emanato nel 2003 la Raccomandazione
n. 2003/556/CE recante “Orientamenti per lo sviluppo di
strategie nazionali e migliori pratiche per garantire la
Coesistenza fra agricoltura convenzionale, agricoltura con metodo
biologico e colture geneticamente modificate”, e nel
2004 due regolamenti: il Reg. (CE) n. 65/2004 della Commissione che
“stabilisce un sistema per la determinazione e
l’assegnazione di indicatori unici per gli organismi
GM” e il Reg. (CE) n. 641/2004 della Commissione che
reca “norme attuative del Reg. (CE) 1829/2003 sulla
domanda di autorizzazione di nuovi alimenti e mangimi GM, la
notifica dei preesistenti e la presenza accidentale di materiale GM
oggetto di una valutazione favorevole del rischio”.