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OGM

Ultimo aggiornamento: 10/12/2008

Virus vettori

Il metodo biologico che impiega i virus come vettori utilizza la capacità dei virus di trasferire, al momento dell’infezione, il proprio genoma all’interno di una pianta. Quando nel genoma virale viene inserito un gene esogeno, anch’esso può essere trasmesso a tutta la pianta infettata.
I virus da impiegare, tuttavia, devono godere d’alcune caratteristiche:

  • le particelle virali ricombinanti, rispetto al wild-type, devono essere difettive rispetto alla replicazione;
  • il virus non deve possedere alcune qualità non desiderabili (tipo produzione di composti tossici od attivazione del sistema immunitario);
  • vi deve essere spazio a sufficienza per il gene terapeutico (vincolo di dimensione).

I virus attualmente studiati quali vettori, per esempio nella terapia genica, sono:

  • i retrovirus;
  • i lentivirus;
  • gli adenovirus;
  • i virus adenoassociati;
  • gli herpesvirus.

Uno specifico vantaggio è dato dal fatto che le infezioni virali interessano la pianta a livello sistemico: è quindi possibile trasformare piante già differenziate, e non solo le singole cellule, eliminando i problemi connessi con il fenomeno della variabilità somaclonale, il mantenimento in coltura e la successiva rigenerazione della pianta intera. Con questo metodo è inoltre possibile trasformare con successo alcune monocotiledoni, come il mais, poiché alcuni dei virus utilizzati nelle trasformazioni (es. gemini virus) presentano un ampio spettro d’ospite.

Nelle foto seguenti si possono osservare lo schema generale del genoma di un retrovirus e lo schema del sistema di packaging usato per la produzione di retrovirus ricombinanti.

 

Fonte foto: Wikipedia



 

 

Fonte foto: Wikipedia