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Agrobacterium tumefaciens

Il metodo dell’A. tumefaciens è stato il primo ad essere messo a punto. Questo sistema si è sviluppato sfruttando le proprietà del batterio A. tumefaciens, che ha evoluto un sistema naturale di “ingegnerizzazione” delle cellule vegetali. Nel 1974 fu dimostrato che la patogenicità di A. tumefaciens nei confronti di alcune specie vegetali, che si esplica attraverso la produzione di un’abnorme proliferazione cellulare detta tumore, era dovuta alla presenza all’interno della cellula del batterio di un plasmide. Il plasmide di A. tumefaciens, grazie all’inserimento di una porzione del suo DNA nel genoma della cellula vegetale, è responsabile della produzione del tumore, da qui il nome di plasmide Ti (tumor inducing). La cellula vegetale così trasformata naturalmente esprime i geni portati sul frammento di DNA del plasmide. Con la formazione del tumore, la pianta produce composti normalmente assenti e che sono utilizzati come fonte energetica dal batterio infettante, che quindi incassa il dovuto dal plasmide.

Sulla scorta di queste scoperte è stata sviluppata la tecnica di trasformazione che sfrutta la capacità trasformante del batterio e del suo plasmide. Ovviamente i plasmidi usati per la trasformazione sono stati privati dell’informazione che causa la formazione del tumore. Inoltre, il frammento specifico di DNA del plasmide che è veicolato all’interno della cellula vegetale, con un meccanismo che non è completamente conosciuto, è usato come vettore di trasferimento all’interno della cellula dei geni che si vogliono inserire.

Nell’applicazione di questo metodo vengono utilizzati due sistemi, quello di cointegrazione e quello binario. Entrambi i sistemi utilizzano la capacità dell’A. tumefaciens di trasferire il proprio DNA nelle cellule vegetali e integrarlo nel genoma vegetale.
Attualmente il metodo standard per il trasferimento del DNA di Agrobacterium è il sistema binario, che consente il trasferimento dei geni di interesse senza che vengano introdotti i geni che conferiscono la virulenza al batterio.

Tresformazione con Agrobacterium tumefaciens