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ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
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OGM

Cenni storici

Il primo OGM fu ottenuto nel 1973 da Stanley Cohen e Herbert Boyer. Nel 1974 la comunità scientifica si autoimpose una moratoria internazionale sull'uso della tecnica del DNA ricombinante, per avere il tempo di valutare lo stato della nuova tecnologia ed i possibili rischi, attraverso un approccio precauzionale. La conferenza che ha raccolto i risultati ottenuti, che si tenne ad Asilomar in California, concluse che gli esperimenti sul DNA ricombinante potessero procedere a patto che rispettassero severe linee guida, poi redatte dal National Institute of Health ed accettate dalla comunità scientifica. Queste linee guida sono tuttora la base che ispira tutte le ricerche di laboratorio che riguardano esperimenti di trasformazione genica. Tale severità è stata inoltre applicata alle normative che presiedono all'uso commerciale ed al rilascio ambientale di tali organismi nell'ottica di consentire l'utilizzo solo di varietà e animali che siano stati riconosciuti sicuri per l'ambiente e per il consumo umano e animale.

I primi animali transgenici furono topi, creati nel 1974 da Rudolf Jaenisch che riuscì a portare a termine la procedura di inserimento di un gene esterno all'interno degli embrioni. In seguito Jaenish dimostrò l'effettiva efficacia del processo di transgenesi: i topi non solo avevano integrato il DNA esterno, ma erano in grado di tramandare questo carattere alla progenie.

I principali progressi nelle applicazioni pratiche delle biotecnologie in campo vegetale sono stati compiuti negli ultimi venti anni. In particolare, le biotecnologie vegetali hanno preso l’avvio dalla fusione delle metodiche di coltura in vitro di cellule e/o tessuti vegetali con la tecnologia del DNA ricombinante e con lo sviluppo di sistemi per inserire singoli geni direttamente nel nucleo cellulare.
La combinazione tra la possibilità di rigenerare piante intere da poche cellule da un lato, e la possibilità di modificare il contenuto e la struttura del DNA delle singole cellule dall’altro, hanno rappresentato uno strumento eccezionale che ha consentito la produzione di piante geneticamente modificate.
Per introdurre stabilmente nel genoma di una pianta un gene di interesse sono utilizzati fondamentalmente 5 metodi, che devono essere modificati e adattati alle caratteristiche specifiche della singola specie vegetale:

Con la tecnica dell’infezione con Agrobacterium fu prodotta nel 1983 la prima pianta transgenica, cioè tabacco resistente ad un antibiotico.
Agli inizi degli anni ’80 alcune ditte private furono in grado di trasferire una copia del gene del Bacillus thuringiensis nelle piante al fine di ottenere caratteristiche di resistenza agli insetti. Il B. thuringiensis è un batterio che si trova comunemente nel suolo e che produce una proteina tossica per molti insetti fitofagi ma innocua per l’uomo.
Nel 1994 venne autorizzata negli Stati Uniti la commercializzazione del primo prodotto di una pianta transgenica: il pomodoro Flavr Savr, caratterizzato da frutti che si mantenevano compatti anche a maturazione avanzata.

Negli ultimi anni sono state ottenute e autorizzate alla coltivazione numerose piante transgeniche, appartenenti a diverse specie, in cui l’inserimento di tratti genetici di interesse ha determinato la presenza di caratteri quali ad esempio:

  • tolleranza agli erbicidi (glifosato, glufosinato)
  • resistenza agli insetti (Bt)
  • maschio sterilità
  • resistenza a virus
  • resistenza a funghi
  • resistenza a stress ambientali (basse temperature, salinità, ecc.)
  • alterazione di vie biosintetiche (contenuto in: nitrati, proteine, acidi grassi, ecc.)
  • modificazioni della morfologia (ramificazione, portamento, ecc.)
  • aumento della produttività

L’ingegneria genetica si sta ora indirizzando verso nuovi settori quali la produzione di prodotti ad alto valore aggiunto derivati dalle piante.
Tra i nuovi “biomateriali” l’interesse è rivolto al miglioramento diretto o alla modificazione dei costituenti della pianta e alla produzione nelle piante di composti di origine non-vegetale.