Biotecnologie
Le nuove conoscenze nel campo della biologia molecolare stanno
consentendo la messa a punto di tecniche e metodologie in grado di
intervenire direttamente sul patrimonio genetico degli organismi
viventi (uomo, piante, animali, microrganismi). I concetti basilari
su cui trovano fondamento le biotecnologie sono i seguenti: ogni
organismo possiede un proprio
genoma, contenente tutte le informazioni utili alla sviluppo e
costituito dal DNA. Quest’ultimo è paragonabile ad un
alfabeto di quattro lettere (GATC) che, lette in sequenza,
compongono i geni, assimilabili a “frasi” che
codificano le
proteine, costituenti principali di tutti gli organismi
viventi. E’ importante richiamare l’attenzione sulla
universalità del
codice genetico, per la rilevanza che ha per la biotecnologia
in generale. Il codice è universale in quanto una sequenza
di DNA è interpretata allo stesso modo da tutti gli esseri
viventi, dai batteri all’uomo.
L’universalità del codice genetico e il fatto che,
in generale, i processi che regolano la sintesi delle proteine sono
comuni a tutti gli esseri viventi, ha reso possibile, ad esempio,
inserire e far funzionare un gene batterico all’interno di
una pianta. In teoria oggi, con la moderna biotecnologia, inserendo
un gene isolato in qualunque organismo è possibile ottenere
l’espressione di qualsiasi carattere.
Le biotecnologie trovano applicazione in diversi campi:
- Medicina: sono utilizzate per produrre farmaci
(insulina umana, ormone della crescita, interferone,
interleuchine), vaccini (epatite B, influenza, pertosse), prodotti
diagnostici (anticorpi monoclonali, sonde nucleotidiche), terapia
genica;
- Zootecnia: in questo campo una delle
applicazioni più importanti è stata la produzione
dell’ormone somatotropo bovino grazie al quale si determina
un aumento della quantità giornaliera di latte
prodotta;
- Industria alimentare: le applicazioni
più importanti riguardano la produzione di enzimi utilizzati
per i processi di trasformazione (mais, latticini, carne, bevande)
e di conservazione degli alimenti. Uno degli enzimi ottenuti
tramite le biotecnologie è la chimosina utilizzata per la
produzione dei formaggi;
- Ambiente: l’applicazione delle
biotecnologie è utilizzata per risolvere alcune tra le
più urgenti problematiche ambientali quali lo smaltimento
dei rifiuti, il trattamento delle emissioni gassose, il trattamento
degli effluenti liquidi, la bonifica dei siti contaminati, e si
basa sull’utilizzazione di microrganismi geneticamente
modificati capaci di degradare composti e sostanze tossiche;
- Agricoltura: molte specie vegetali sono state
modificate per ottenere piante capaci di resistere più
efficacemente a stress ambientali, a patogeni e parassiti, e di
tollerare alcuni erbicidi. Inoltre si è intervenuti
per realizzare piante con modificate caratteristiche nutrizionali.
Le specie maggiormente utilizzate fino ad ora sono state il mais,
la colza, la soia, il cotone e il riso.
Purtroppo, a fronte degli indiscutibili benefici che potrebbero
derivare dal rilascio di OGM nell’ambiente, numerosi sono gli
interrogativi con i quali l’umanità dovrà
confrontarsi prima di accingersi ad un viaggio che si preannuncia
irto di insidie, costellato di rischi per la salute umana, animale,
per l’agricoltura, ed inoltre per organismi con i quali gli
OGM potrebbero interagire.
Tra i rischi maggiori vanno citati quelli
relativi alla sicurezza del cibo, che potrebbe essere compromessa
dall’introduzione di elementi tossici; inoltre, potrebbero
ingenerarsi allergie e resistenze a farmaci in organismi
patogeni.
Anche l’ambiente potrebbe patire severe conseguenze
dall’introduzione di OGM: da problemi di persistenza del
gene, dell’organismo transgenico o dei prodotti da esso
derivanti, alla suscettibilità di organismi utili o non
dannosi, dall’aumento dell’uso di sostanze chimiche in
agricoltura all’imprevedibilità dell’espressione
genica o della stabilità dell’organismo
transgenico.
L’agricoltura si preannuncia
anch’essa come uno dei settori ad alto
“rischio-OGM”, in particolare per quanto attiene ai
pericoli generati dall’induzione di resistenze o tolleranze
in organismi nocivi, dalla selezione di organismi infestanti o
“superinfestanti”, dall’alterazione del valore
nutrizionale e infine dalla riduzione di varietà coltivate e
perdita di biodiversità.
Non trascurabili sono anche i rischi derivanti
dall’interazione con altri organismi, che potrebbero
originare un pericoloso trasferimento orizzontale dei geni,
l’inquinamento della base genetica attraverso la dispersione
di semi o polline, il trasferimento di geni a microrganismi (DNA
uptake), ed infine la generazione di nuovi virus per
ricombinazione
genetica.
Il ruolo della ricerca scientifica e in particolare di quella
pubblica non si deve quindi esaurire nella ricerca di nuove e
vantaggiose applicazioni delle moderne biotecnologie, ma deve
essere anche quello di valutare e prevenire i rischi connessi
all’introduzione di tali tecniche nell’ambiente, in
modo da dare delle risposte esaurienti e rassicuranti
all’opinione pubblica.