Ultimo aggiornamento: 11/12/2008
Valutazione delle richieste di autorizzazione al rilascio
deliberato di OGM
Come previsto dall’art. 6 del D.lgs 224/2003, la norma che
in Italia regola l’emissione deliberata nell’ambiente
di OGM, è stata istituita la Commissione Interministeriale
di Valutazione (CIV). I compiti di tale Commissione sono:
- verificare che il contenuto delle notifiche sia conforme alle
disposizioni del decreto;
- esaminare qualsiasi osservazione sulle notifiche eventualmente
presentata dalle Autorità competenti degli altri Stati
membri e dal pubblico;
- valutare i rischi dell’emissione per la salute umana,
animale e per l’ambiente;
- esaminare le informazioni del notificante e promuovere, ove lo
ritenga necessario, la richiesta di parere al Consiglio superiore
di sanità e al Comitato nazionale per la biosicurezza e le
biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- disporre, se del caso, la consultazione delle parti sociali,
del pubblico e di ogni altro soggetto interessato, ivi compresi
eventuali Comitati scientifici ed etici, sia nazionali che
comunitari;
- redigere le proprie conclusioni e, nei casi previsti, la
relazione di valutazione.
La CIV esamina le relazioni di valutazione e le informazioni
relative all’emissione deliberata e all’immissione sul
mercato di OGM provenienti dalle Autorità competenti degli
altri Stati membri e dalla Commissione europea e trasmesse
all’Autorità competente ai sensi della Direttiva
2001/18/CE del Parlamento europeo, richiedendo, se del caso,
ulteriori informazioni ed esprimendo il proprio parere sulla base
della valutazione dei rischi dell’emissione. Attualmente, la
CIV ha autorizzato
291 rilasci sperimentali.
La Commissione interministeriale è presieduta da un
Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio, o da un suo sostituto, ed è composta da
rappresentanti e da esperti di comprovata competenza scientifica
designati dalle Amministrazioni interessate (tra cui figura anche
l’APAT), così ripartiti:
- un rappresentante del Ministero dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio;
- un rappresentante del Ministero della Salute;
- un rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali;
- un rappresentante del Ministero delle Attività
Produttive;
- un rappresentante del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali;
- tre rappresentanti della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome;
- due esperti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio;
- due esperti del Ministero della Salute;
- due esperti del Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali;
- due esperti dell’Agenzia per la Protezione
dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT);
- un esperto dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli
Alimenti e la Nutrizione (INRAN);
- un esperto del Ministero delle Attività Produttive;
- un esperto dell’Istituto Superiore di Sanità;
- un esperto dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e
la Sicurezza del Lavoro.
I componenti della Commissione interministeriale di valutazione
durano in carica quattro anni.