Ultimo aggiornamento: 03/08/2004
Parchi e aree protette
La tutela e la valorizzazione delle risorse naturali si attua
nel nostro Paese soprattutto grazie all’istituzione di
Aree Naturali Protette e alle numerose attività che in
esse si propongono e svolgono.
Il panorama che il termine Aree Protette apre è altamente
variegato nel senso della tipologia di territorio (ambienti
terrestri e marini, pianeggianti e montani, ecc.),
dell’estensione (da pochi ettari a centinaia di migliaia),
degli obiettivi (conservazione di specie e habitat, monitoraggio,
ripristino, creazione di corridoi ecologici, riserva genetica
ecc..), delle attività consentite (dalla tutela integrale
all’intervento umano costante) e dell’amministrazione
(Aree Protette pubbliche: Parchi Nazionali, Parchi Regionali e
Interregionali, Riserve, ecc.; Aree Protette private: oasi,
giardini, parchi privati, zoo ecc.).
La legge quadro sulle Aree Protette (L. 394/91), adottata in
Italia nel 1991, ha previsto l’istituzione di nuovi Parchi
Nazionali in aggiunta ai 5 storici (Parco Nazionale
d’Abruzzo, Parco Nazionale del Gran Paradiso, Parco Nazionale
dello Stelvio, Parco Nazionale del Circeo, Parco Nazionale della
Calabria. Attualmente, i territori già ricadenti in questo
parco "storico" della Calabria, che come tale ha cessato
di esistere sono stati ricompresi nel Parco Nazionale della
Sila, istituito con D.P.R. 14/01/2002, pubblicato sulla G.U. n.63
del 17/03/2003).
Secondo l’ultimo Elenco Ufficiale (2003) fornito dal
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio,
l’Italia ospita 772 Aree Protette pubbliche alle quali si
aggiungono quelle private, i pSIC (Siti di Importanza Comunitari
proposti in base ai criteri della Direttiva “Habitat”
92/43/CEE) e le ZPS (Zone di Protezione Speciale individuate
in base alla Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE).
In tutte queste realtà accanto al ruolo di studio e tutela
delle valenze naturali e degli equilibri degli ecosistemi sono
importanti le attività nell’ambito della ricerca
scientifica, della didattica, della ricreazione e, strettamente
legato ad esse, va ricordato il compito di tentare una
conciliazione tra tutela della natura ed esigenze antropiche per
cui frequentemente le Aree Protette si fanno strumento di
promozione di sviluppo sociale ed economico sostenibile.
E’ per tutti questi motivi che il Servizio Parchi, Ecosistemi
e Biodiversità (NAT-BIO) del Dipartimento Difesa della
Natura dell’APAT trova negli Enti di gestione delle Aree
Protette dei validi interlocutori nella progettazione di
attività.