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ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
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Natura e Biodiversità

Ultimo aggiornamento: 29/01/2007

Gli ecosistemi

Oggi l'ambiente viene sempre più percepito come realtà viva, fragile e complessa che emerge dal sistema di rapporti che si vengono a intrecciare tra tutti i fattori che concorrono all'organizzazione della vita sul pianeta (cellula, individuo, popolazione, comunità, ecosistema, bioma, biosfera ).
Una delle risposte per un'efficace attività di controllo, di fronte alla complessità dei problemi ambientali, alla loro dimensione non più circoscrivibile all'interno di confini nazionali e a un'opinione pubblica sempre più attenta alle tematiche ambientali, viene data dall’APAT e dal Sistema delle Agenzie, tramite l’integrazione della cultura del controllo con quella della protezione dell’ambiente.
Se allora si considera il sistema ambientale secondo l'ottica ecosistemica, cioè come livello di organizzazione che esprime le relazioni che uniscono i diversi suoi comparti, diventa facile notarne alcune caratteristiche fondamentali, presentandosi lo steso come un sistema:
1) aperto, poiché riceve dall'esterno e cede all'esterno materia ed energia (per cui non segue le leggi della termodinamica classica, limitata ai sistemi chiusi);
2) complesso, poiché la sua descrizione, anche sommaria, richiede parecchie variabili di stato;
3) ordinato, perché non è omogeneo nelle sue parti;
4) dinamico, perché in continuo cambiamento, verso un naturale stadio di "maturità" (climax), in genere non stazionario, ma oscillante attorno a valori medi ed entro limiti di efficacia derivanti dai meccanismi omeostatici intrinseci.
Quando questa normale successione ecologica viene alterata da gravi interferenze, di origine per lo più antropica, o da grossi cataclismi naturali, e le oscillazioni "fisiologiche" nei rapporti di equilibrio tra componente biotica e abiotica superano la possibilità di recupero dell'intero ecosistema, s'innescano processi di degradazione con regressioni a forme biocenotiche meno evolute. Se non viene raggiunto il livello di "collasso ambientale", cioè l'allontanamento definitivo dallo stato originario, azioni di recupero o di risanamento ambientale possono indurre una reversibilità nel processo ora visto. In altri termini, un certo ambiente fisico (o la componente biotica in esso presente) è stabile se i cambiamenti che subisce sono tali (lenti, di lieve entità, etc.) da consentire alle comunità dei viventi di adattarsi ad essi; viceversa, se le alterazioni sono rilevanti e il cambiamento è rapido, possono innescarsi fenomeni di estinzione o di sostituzione di comunità con altre più adatte alle nuove condizioni.
Le esperienze di questi ultimi anni portano a ritenere che tutti gli ecosistemi non definitivamente compromessi, una volta cessate le cause di perturbazione, tornano alla condizione di "equilibrio ecologico", cioè a una condizione di stabilità dinamica risultante da forze e pressioni tra loro contrastanti (ad es. produzione/consumo delle biomasse), con un tempo loro caratteristico (resilienza). In genere ogni ecosistema presenta, a parità di fattori d'interferenza, "livelli di criticità", cioè livelli di degrado conseguenti alla pressione cui sono sottoposti, differenti in relazione alla vulnerabilità intrinseca e alla sensibilità per i diversi agenti perturbanti.
Impostare differenti strategie di protezione (risanamento, disinquinamento, rinaturazione, etc.), a seconda del fatto che l'allontanamento dalla condizione di equilibrio avvenga a causa di grandi sollecitazioni o per piccoli, impercettibili "impulsi" protratti nel tempo, è fondamentale; in un'ottica costi-benefici, per stabilire quali siano le azioni di ripristino più efficaci da adottare, è altrettanto importante definire, per i diversi ecosistemi, quale è la capacità di recupero del grado di qualità iniziale al cessare delle cause di perturbazione. Ogni ecosistema presenta una propria vulnerabilità nei confronti di specifiche sollecitazioni, sia naturali che antropiche: a seguito di determinate cause di perturbazione, tende a fornire risposte proprie e caratteristiche, rappresentando l'elemento ambientale che meglio consente di raccogliere, in una visione di sintesi, i diversi caratteri di un territorio.