Ultimo aggiornamento: 17/03/2005
Mercato verde
La Politica Integrata di Prodotto
(Integrated Product Policy – IPP), definita per la
prima volta nel Libro Verde della Commissione Europea (febbraio
2001), è frutto sia della evoluzione delle politiche
ambientali, sempre più attente al sistema prodotto che non
alla regolamentazione settoriale dei processi produttivi, sia
dell’affermarsi della considerazione che gli effetti del
degrado ambientale sono conseguenza non solo
dell’attività produttiva ma anche del comportamento
del consumatore (produzione rispettosa dell’ambiente e
consumo consapevole come elementi sinergici verso la creazione del
“mercato verde”).
L’obiettivo della IPP è
“ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e
dei servizi nell’arco dell’intero ciclo di
vita” attraverso la diffusione, il rafforzamento e
l’integrazione all’interno dei processi economici di
metodologie e di strumenti esistenti, che, in un’ottica di
miglioramento continuo, possono indirizzare la progettazione
ecologica dei prodotti, stimolarne la domanda e l’offerta,
favorire la scelta informata dei consumatori e prezzi dei prodotti
che ne rispecchino la compatibilità ambientale.
Gli strumenti su cui si basa la IPP possono
essere di tipo:
- volontario (progettazione ecologica);
- informativo (schemi di etichettatura e certificazione
ambientale);
- economico (fiscalità, gestione degli acquisti
pubblici);
- normativo (responsabilità estesa del produttore).
Alla base della IPP c’è il concetto
dell’integrazione: tra le azioni delle diverse parti
interessate, tra i diversi strumenti di politica ambientale e tra
le varie fasi del ciclo di vita del prodotto o servizio.
In linea con il principio dell’integrazione, il
Sesto Programma di azione della UE invita gli
Stati membri ad adottare idonee Politiche Integrate di Prodotto
(IPP), ad accrescere la diffusione degli strumenti volontari
esistenti (EMAS, Ecolabel, certificazione ISO 14001, ecc.), a
promuovere lo sviluppo:
- del Green Public Procurement (GPP), per diffondere una politica
degli acquisti “verdi”;
- delle etichette ecologiche, tra cui le Dichiarazioni Ambientali
di Prodotto (DAP), per migliorare l’informazione ambientale
tra le imprese e verso i consumatori;
- degli studi di Life Cycle Assessment (LCA), come base
sistematica per conoscere l’impatto ambientale di prodotti e
servizi durante il loro intero ciclo di vita.