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Rumore
Ultimo aggiornamento: 03/06/2004
Normativa nazionale
I principali riferimenti legislativi, predisposti con lo
scopo di ridurre l'inquinamento acustico, sono rappresentati
dalle seguenti normative:
- La Legge Quadro n.447 del
26/10/1995 - "Legge quadro sull'inquinamento acustico"
- che stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela
dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dal rumore, ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione. La
legge individua le competenze dello Stato, delle regioni, delle
province, le funzioni e i compiti dei comuni. Allo Stato competono
principalmente le funzioni di indirizzo, coordinamento o
regolamentazione della normativa tecnica e l'emanazione di atti
legislativi su argomenti specifici.
Le Regioni promulgano apposite leggi che definiscono, tra le altre
cose, i criteri per la suddivisione in zone del territorio comunale
(zonizzazione acustica). Su questo settore molte regioni sono
già intervenute. Alle regioni spetta inoltre la definizione
di criteri da seguire per la redazione della documentazione di
impatto acustico, delle modalità di controllo da parte dei
comuni e l'organizzazione della rete dei controlli. La parte
più importante della legge regionale riguarda, infatti,
l'applicazione dell'articolo 8 della Legge Quadro 447/95.
La Legge Quadro riserva ai Comuni un ruolo centrale con competenze
di carattere programmatico e decisionale. Oltre alla
classificazione acustica del territorio, spettano ai Comuni la
verifica del rispetto della normativa per la tutela
dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio delle concessioni
edilizie, la regolamentazione dello svolgimento di attività
temporanee e manifestazioni, l'adeguamento dei regolamenti locali
con norme per il contenimento dell'inquinamento acustico e,
soprattutto, l'adozione dei piani di risanamento acustico nei casi
in cui le verifiche dei livelli di rumore effettivamente esistenti
sul territorio comunale evidenzino il mancato rispetto dei limiti
fissati. Inoltre, i Comuni con popolazione superiore a 50.000
abitanti sono tenuti a presentare una relazione biennale sullo
stato acustico del comune.
- DPCM (Decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 14/11/1997 -
"Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore". I diversi
valori limite sono riportati nelle tabelle A, B e C.
Tabella A : valori limite di emissione - Leq in dB(A)
| Classi di destinazione d'uso del territorio |
Tempi di riferimento |
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Diurno (06.00 - 22.00) |
Notturno (22.00 - 06.00) |
| I aree particolarmente protette |
45 |
35 |
| II aree prevalentemente residenziali |
50 |
40 |
| III aree di tipo misto |
55 |
45 |
| IV aree di intensa attività umana |
60 |
50 |
| V aree prevalentemente industriali |
65 |
55 |
| VI aree esclusivamente industriali |
65 |
65 |
Tabella B: valori limite assoluti di immissione - Leq in
dB(A)
| Classi di destinazione d'uso del territorio |
Tempi di riferimento |
|
| |
Diurno (06.00 - 22.00) |
Notturno (22.00 - 06.00) |
| I aree particolarmente protette |
50 |
40 |
| II aree prevalentemente residenziali |
55 |
45 |
| III aree di tipo misto |
60 |
50 |
| IV aree di intensa attività umana |
65 |
55 |
| V aree prevalentemente industriali |
70 |
60 |
| VI aree esclusivamente industriali |
70 |
70 |
Tabella C: valori di qualità - Leq in dB(A)
| Classi di destinazione d'uso del territorio |
Tempi di riferimento |
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| |
Diurno (06.00 - 22.00) |
Notturno (22.00 - 06.00) |
| I aree particolarmente protette |
47 |
37 |
| II aree prevalentemente residenziali |
52 |
42 |
| III aree di tipo misto |
57 |
47 |
| IV aree di intensa attività umana |
62 |
52 |
| V aree prevalentemente industriali |
67 |
57 |
| VI aree esclusivamente industriali |
70 |
70 |
Definizioni:
- Valori limite di emissione: il valore massimo
di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora,
misurato in prossimità della sorgente stessa;
- Valori limite assoluti di immissione: il
valore massimo di rumore immesso nell'ambiente esterno dall'insieme
di tutte le sorgenti;
- Valori di qualità: i valori di rumore
da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le
tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per
realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla Legge
Quadro.
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