Ultimo aggiornamento: 01/06/2004
Effetti uditivi (o di tipo specifico)

Sono causati
dall'esposizione professionale al rumore. Il danno provocato a
carico dell'apparato uditivo può essere di tipo acuto se si
realizza in un tempo brevissimo, in seguito ad una stimolazione
acustica particolarmente intensa, oppure di tipo cronico quando
evolve lentamente a seguito dell'esposizione a rumore protratta nel
tempo come accade ad esempio ad operai che lavorano per giorni con
il martello pneumatico. Il danno di tipo acuto è solitamente
monolaterale (orecchio direttamente esposto), in quanto la testa
agisce come schermo. Il soggetto, immediatamente dopo l'evento
accusa dolore lacerante all'orecchio, senso di stordimento,
ipoacusia sino alla completa sordità con acufeni
(cioè rumori che il soggetto percepisce all'interno del
proprio orecchio in forma di fischi o ronzii) fischianti continui,
sensazione di orecchio pieno e, spesso, vertigini. All'esame
otoscopico la membrana timpanica può essere solo congesta
oppure presentare lacerazioni: i disturbi tendono a regredire fino
a raggiungere, nei casi più fortunati, il completo recupero.
Spesso però permangono postumi, dovuti soprattutto ai danni
alle strutture nervose, e persistono pertanto acufeni e deficit
uditivi (Merluzzi, 1986).
La perdita uditiva provocata dall'esposizione prolungata al rumore
è, in genere, associata alla distruzione delle cellule
cigliate dell'orecchio interno: la gravità della perdita
uditiva dipende dalla sede e dall'estensione del danno subito
dall'organo del Corti.
I sintomi della forma cronica dell'ipoacusia da rumore variano
nelle diverse fasi della malattia: nel primo periodo di esposizione
al rumore il soggetto accusa acufeni, sensazione di orecchio pieno,
lieve cefalea, senso di fatica e intontimento; nella seconda fase,
i sintomi sono pressoché assenti, ad esclusione di qualche
acufene intermittente e soltanto un esame audiometrico permette di
evidenziare i segni della malattia. In seguito il soggetto si
accorge di non avere più un udito normale, in quanto
incontra alcune difficoltà nella comunicazione con gli altri
e nell'ascolto della radio o della televisione; infine la
sensazione di insufficienza uditiva diventa palese (Merluzzi,
1986). Nell'ipoacusia da rumore la perdita non è soltanto
quantitativa ma anche qualitativa, poiché i suoni sono
percepiti in maniera anomala e distorta e possono risultare persino
fastidiosi (Merluzzi et al., 1999). La socioacusia,
cioè il fenomeno per la rumorosità presente nei
consueti ambienti di vità delle società
industrializzate induce traumi acustici, causa di un progressivo
innalzamento della soglia uditiva, sembra stia assumendo una certa
rilevanza. Uno studio effettuato su società primitive
(Rosen, 1962) suggerisce che l'assenza di socioacusia possa
spiegare le considerevoli differenze nel livello di soglia uditiva
fra queste popolazioni e quelle dei paesi più
"civilizzati".
Fra le cause che possono esporre la popolazione, ed in particolare
i giovani, al rischio della perdita dell'udito si possono
ricordare, ad esempio, l'ascolto della musica ad alto volume in
discoteca, ai concerti o con le cuffie, taluni giocattoli, i
fuochi d'artificio e la pratica di alcuni sport (sport motoristici,
tiro a segno, caccia).