Ultimo aggiornamento: 01/06/2004
Effetti dei campi elettromagnetici sui sistemi biologici
I campi elettromagnetici (c.e.m) producono effetti diversi sui
sistemi biologici quali cellule o gli esseri umani, in funzione
della loro frequenza ed intensità. Questi effetti possono
provocare un danno alla salute. Un effetto biologico si
verifica quando l'esposizione alle onde elettromagnetiche provoca
alcune variazioni fisiologiche notevoli o rilevabili in un sistema
biologico. Un danno alla salute, ossia un effetto sanitario,
avviene quando l'effetto biologico è al di fuori
dell'intervallo in cui l'organismo può normalmente
compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di detrimento
della salute. Gran parte degli effetti
riscontrati nell’esposizione ai c.e.m derivano da due
meccanismi principali: il riscaldamento
dei tessuti e l'induzione di correnti
elettriche. Il meccanismo dominante ed eventualmente
responsabile dell'effetto negativo varia a seconda della frequenza
del c.e.m.
Effetti dei c.e.m inferiori a 1
MHz
Non producono riscaldamento significativo, ma inducono
soprattutto correnti e cariche elettriche. Stimolano nervi e
muscoli; ad intensità molto elevate possono determinare
vibrazioni dei peli cutanei. Nei processi di reazioni biochimiche
presenti nel corpo umano si riscontrano correnti intorno a 10
mA/m2 ; valori superiori a 100 mA/m2 possono
modificare in modo significativo tali correnti di "fondo" e
provocare contrazioni muscolari involontarie, fibrillazioni,
arresti della respirazione contestualmente all'esposizione fino
all'arresto cardiaco (effetti acuti). Di minore gravità si
segnalano percezioni di corrente, scosse e bruciature. In ogni caso
gli effetti dovuti ad esposizione a campi elettrici ELF
(Extremely Low Frequency) fino a 20 kV/m sono pochi,
innocui e riguardano unicamente la stimolazione dovuta alle
cariche elettriche indotte sulla superficie del corpo. Per quanto
riguarda i campi magnetici, l'esposizione per varie ore di
volontari a campi ELF fino a 5 mT (millitesla) ha dimostrato scarse
evidenze fisiologiche. Per esposizione a livelli molto bassi di
intensità presenti negli ambienti di vita, dell'ordine di
0,2µT (micro tesla), da alcune ricerche epidemiologiche
vengono riferiti effetti nocivi dei quali non esistono
conferme nelle ricerche scientifiche di laboratorio e pertanto non
ancora accertati: tra questi il rischio di tumore in quanto
l'esposizione a campi ELF inibirebbe la secrezione della
melatonina, un ormone che protegge dal tumore mammario generato da
altri agenti; ma allo stato attuale ciò risulta poco
probabile. Sono segnalate alterazioni nell'attività
elettrica cerebrale di animali dovute a variazioni di
mobilità degli ioni calcio ovvero modificazioni nel tasso di
proliferazione delle cellule con alterazioni dell'attività
enzimatica o influenza sui geni del DNA delle cellule, ma le
incertezze in proposito sono molte. Esistono diversi studi
epidemiologici sull'uomo ma i risultati sono incerti: alcuni studi
indicano una relazione tra esposizione ai CEM ELF, anche a bassa
intensità, ed insorgenza di tumori, soprattutto leucemie
infantili, ma tale possibile effetto cancerogeno è
controverso.
Effetti dei c.e.m tra 1MHz - 10
Ghz
Penetrano nei tessuti esposti e producono induzione di correnti
elettriche e riscaldamento a causa dell'assorbimento di energia
(effetto termico). La profondità della penetrazione dipende
dalla frequenza del campo, ed è maggiore per le frequenze
più basse. A bassi livelli l'aumento localizzato della
temperatura stimola il sistema termoregolatore che ripristina le
condizioni termiche iniziali, e l'individuo non ne è
conscio. Questo effetto biologico può risultare
particolarmente grave in quanto il riscaldamento interessa zone
interne del corpo e non viene direttamente percepito dagli organi
sensoriali; per di più l'organismo non riesce a smaltirlo
adeguatamente attraverso i meccanismi di compensazione del corpo.
Per gli effetti sanitari, come conseguenza del riscaldamento
indotto nei tessuti (stress termico) e delle sollecitazioni anomale
dei meccanismi di termoregolazione, si possono manifestare diverse
risposte dovute al calore, come avviene in conseguenza di febbri
prolungate o in ambienti surriscaldati, quali ad esempio la non
capacità di svolgere compiti mentali o fisici ma anche
l'influenza sulla fertilità maschile e difetti alla nascita,
ma solo se la temperatura del feto aumenta di 2-3 gradi all'ora. Ad
alta intensità, si determinano effetti acuti nocivi per la
salute quali ad esempio cataratte oculari, ustioni della pelle,
riduzione dei globuli bianchi e sterilità come conseguenza
del riscaldamento indotto superiore a 1 grado, che è il
limite compatibile con il normale svolgimento dei processi
biologici. Per un aumento di temperatura minore di 1 grado, si
manifestano degli effetti non termici a lungo termine, associati ad
esposizioni prolungate a campi di bassa intensità che
provocano modificazioni funzionali delle cellule, quali disturbi
neuroendocrini e comportamentali (astenia, affaticamento,
impotenza, perdita della memoria), e ipotizza induzione di tumore.
Tali effetti sull'uomo non sono mai stati provati con certezza.
Effetti dei c.e.m tra 10 GHz -
300 GHz
Vengono assorbiti presso la superficie della pelle e delle parti
del corpo esposte (effetto termico), e l'energia che penetra nei
tessuti sottostanti è molto ridotta. Le esposizioni, intense
e prolungate nel tempo, possono essere molto gravi, in particolare
per gli organi poco vascolarizzati e dunque a bassa
conducibilità termica come il cristallino dell'occhio o i
testicoli. Ad alta intensità del campo si manifestano danni
quali cataratte oculari e ustioni della pelle.
Effetti dei campi
elettrici statici
Non penetrano nel corpo. Si possono trovare livelli elevati di
campi vicino alle sorgenti e possono essere all'origine di scariche
elettriche. Possono provocare vibrazione dei peli cutanei e non
esistono evidenze di nocività.
Effetti dei campi magnetici
statici
Si trasmettono inalterati nel corpo umano senza attenuazione di
intensità. Ad alta intensità, al di fuori dei normali
livelli ambientali, si manifestano alterazioni del flusso del
sangue o modificazioni dei normali impulsi nervosi.