Ultimo aggiornamento: 08/11/2004
Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento - IPPC
Il fattore ambiente ha assunto progressivamente, nelle politiche
comunitarie e conseguentemente in quelle italiane, il ruolo di
importante criterio di selezione delle tecnologie di
processo e dei prodotti nei cicli produttivi.
Si è affermata così la necessità non solo di
proteggere le risorse fondamentali e l'ambiente, ma anche di
assicurare uno sviluppo economico responsabile a vantaggio delle
future generazioni.
La natura stessa del processo produttivo comporta - trasformando la
materia - particolari effetti ambientali quali il consumo di
energia ed acqua, le emissioni in aria ed in acqua e la
produzione di rifiuti.
In questa nuova visione dello sviluppo, l'Unione Europea si sta
muovendo con l'obiettivo di conciliare gli aspetti di crescita e di
competitività con quelli di compatibilità ambientale
e sicurezza dei processi e dei prodotti, nonché di tutela
della salute delle persone e dell'ecosistema di riferimento.
Il concetto di sviluppo sostenibile implica, infatti, una
sostanziale interdipendenza tra politica industriale e politica
ambientale, con un ruolo particolare delle strutture tecniche e
amministrative della pubblica amministrazione, che dovranno
accompagnare ai tradizionali compiti di controllo quelli di
prevenzione dell'inquinamento e di promozione e assistenza
dell'attività industriale basata sullo sviluppo di
tecnologie avanzate per la protezione dell'ambiente.
Un altro elemento essenziale da tenere in considerazione è
il rapporto con il territorio, quale fattore determinante sia per
la valutazione delle pressioni ambientali dovute alle
attività produttive sia per le decisioni di investimento
delle imprese, soprattutto per quanto riguarda la
disponibilità di infrastrutture.
In questi ultimi anni il problema dell'impatto ambientale delle
attività produttive ha determinato l'impegno di molti
governi, organismi governativi e della stessa Unione Europea, per
la definizione di nuove normative e azioni che permettessero lo
sviluppo di produzioni più pulite.
La
Direttiva 96/61/CE, nota anche come direttiva
IPPC (Integrated Pollution Prevention and
Control - in italiano, Prevenzione e Riduzione Integrate
dell'Inquinamento), è lo strumento di cui l'Unione Europea
si è dotata per mettere in atto i principi di prevenzione e
controllo dell'inquinamento industriale e di promozione delle
produzioni pulite, valorizzando il concetto di "migliori tecniche
disponibili".
La direttiva IPPC richiede ai Paesi appartenenti all'Unione Europea
un nuovo atteggiamento per quanto riguarda la tutela dell'ambiente
e della salute dei cittadini, attribuendo ai singoli organismi
nazionali un'innovata funzione metodologica e operativa rispetto
alle questioni ambientali. La direttiva, infatti, si pone
l'obiettivo di prevenire, ridurre e, per quanto possibile,
eliminare l'inquinamento, intervenendo alla fonte delle
attività inquinanti (attraverso una più rigorosa
definizione del termine "compatibilità ambientale") e
garantendo una corretta gestione delle risorse naturali.
La direttiva Ippc è stata recepita in Italia attraverso
l'emanazione del Decreto
Legislativo n.372 del 4 agosto 1999.
La modalità d'azione proposta dalla direttiva è
incentrata su un approccio integrato per la
prevenzione e la riduzione dell'inquinamento proveniente dai
settori produttivi individuati in un apposito allegato.
Tale approccio integrato è riferito sia
al coordinamento delle autorità competenti
relativamente alle procedure e alle condizioni di autorizzazione
alla produzione per gli impianti industriali, sia al controllo
delle emissioni nell'ambiente, non più considerato suddiviso
in tre autonome parti (acqua, aria e
suolo), ma come un unicum da proteggere.
Questo si inserisce in una logica di razionalizzazione e
semplificazione che valorizza le specifiche funzioni e competenze a
livello centrale (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare e APAT) e sul territorio (Regioni, Enti
locali e sistema delle Arpa).
La direttiva Ippc ha introdotto il concetto di valori limite di
emissione basati sull'individuazione di standard tecnologici,
gestionali e criteri di valutazione politica: le migliori tecniche
disponibili (Bat - Best Available Techniques).
Per migliori tecniche si intendono non solo le tecnologie di
processo, ma anche la loro progettazione, gestione, manutenzione,
messa in esercizio e dismissione; per tecniche disponibili si
intendono quelle che consentono la loro applicazione nei
diversi settori industriali sia dal punto di vista tecnologico che
economico, in una valutazione articolata dei costi e benefici
derivanti dal loro impiego.
Tale valutazione non esclude (anzi integra) le opzioni di
"politica ambientale", nazionale e locale, riguardanti i processi e
le tecnologie nei settori produttivi interessati all'applicazione
dell'IPPC.
L'Unione Europea (UE) si è attrezzata per favorire
l'attuazione della direttiva Ippc creando un apposito ufficio,
operante presso il Centro comunitario di ricerca di
Siviglia. L'ufficio "IPPC" coordina una serie di gruppi
tecnici che sono incaricati della redazione di documenti di
riferimento per l'individuazione delle migliori tecnologie, i
cosiddetti BAT reference documents (BRefs).
L'Italia, negli ultimi anni, ha attivamente contribuito ai lavori
dei gruppi tecnici, con il coordinamento del Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Allo stesso tempo, sempre nell'ambito dell'UE, è stata
costituita una rete di soggetti esperti, denominata IMPEL e
costituita prevalentemente dalle Agenzie ambientali dei paesi
membri, che organizza studi finalizzati all'approfondimento degli
aspetti normativi e di controllo (in generale dunque degli aspetti
di attuazione). Anche l'APAT ha partecipato ai lavori
della rete Impel, coordinando alcuni progetti e ospitando eventi di
presentazione dei risultati.
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare si avvale dell'APAT per la fase di attuazione della
direttiva IPPC e del decreto 372/99.
Ulteriori informazioni sulle attività dell’APAT
e sull’applicazione della Direttiva IPPC, nonché
documenti utili, sono consultabili nelle pagine del sito indicate
in calce.