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Industria, tecnologie, infrastrutture
Ultimo aggiornamento: 05/07/2004
Industria, tecnologie e infrastrutture
La moderna società industriale è caratterizzata
dalla presenza sul territorio di attività produttive di
vario tipo che comportano pressioni sull’ambiente e sul
benessere umano sia derivanti dal “normale” svolgimento
di quelle attività sia ascrivibili a eventuali situazioni di
malfunzionamento o incidente.
La necessità di convivere con tali fonti di rischio non
comporta una sorta di passiva e rassegnata accettazione di un
“prezzo da pagare” al “progresso”, uno
scambio tra vantaggi e rischi della modernità. Al contrario,
induce alla ricerca di modi migliori di pianificare, progettare e
gestire la complessa rete di relazioni tra sistemi socio-tecnici e
ambiente.
Tale prospettiva implica necessariamente la considerazione
dell’ambiente non come mero inerte fondale sul quale
campeggiano le azioni umane bensì come soggetto sensibile,
complesso e articolato nelle sue componenti bio-geo-fisiche e
antropiche, e implica, soprattutto, in coerenza con il cuore di
questa area tematica, l’acquisizione di una concezione della
tecnologia che ne colga la natura di insieme organizzato di
conoscenze, procedure di trasformazione, impianti, attrezzature,
ecc., in stretta connessione con i suoi aspetti sociali e
gestionali (ad esempio, scelta di obiettivi, processi decisionali,
reti di comunicazione, sfere di controllo e di competenza, ecc.),
in sintesi, un sistema composito, problematico ed in continua
evoluzione.
Molto schematicamente, lo svolgimento delle attività
produttive, con i relativi presupposti e implicazioni (dirette e
indirette), è fonte di modificazione dello stato
dell’ambiente e, quindi, di impatti, ad esempio attraverso le
trasformazioni nell’uso del territorio, la costruzione di
impianti produttivi e di infrastrutture, le emissioni dovute al
normale esercizio e quelle provocate da incidenti,
l’utilizzazione di fitofarmaci e sostanze pericolose,
ecc.
Si afferma quindi la necessità di approfondire queste
problematiche e di sviluppare strumenti normativi, procedurali e
tecnici in grado di garantire una pianificazione dello sviluppo,
sistemi di controllo e processi autorizzativi mirati alla
prevenzione, alla tutela dell’ambiente e alla minimizzazione
dei rischi.
Le tematiche da approfondire, a cui l'APAT contribuisce con
specifiche attività, riguardano:
- Prevenzione e riduzione integrate
dell’inquinamento, relativamente
all’attuazione sul territorio nazionale della Direttiva
comunitaria 61/96 nota con il nome “IPPC” (Integrated
Pollution Prevention and Control). Con il Decreto
Legislativo 4 agosto 1999, n. 372 viene introdotto uno
strumento normativo che, nell'ambito di un sistema
autorizzativo, opera secondo principi generali di prevenzione,
avendo per obbiettivo il miglioramento delle prestazioni in
termini di prevenzione e riduzione dell'inquinamento
complessivamente prodotto da determinati complessi
industriali.
- Valutazione ambientale strategica (VAS)
e Valutazione di impatto ambientale (VIA):
la prima riguarda la valutazione “a monte” di piani e
programmi elaborati a livello nazionale e regionale per determinati
settori e oggetto di scelte legislative e regolamentari,
mentre la seconda è una procedura per la valutazione di
singole opere di più o meno grande rilevanza.
- Rischio tecnologico, in termini di prevenzione
dei rischi per l’ambiente connessi alle attività
produttive, anche attraverso l'utilizzazione delle migliori
tecnologie attualmente disponibili e l'innovazione tecnologica,
nonché di studi e analisi relativi all'utilizzo di sostanze
pericolose e al trasporto di merci pericolose.
- Rischio industriale, con la presa in carico
delle problematiche pluridisciplinari connesse con la prevenzione
di situazioni anomale o incidentali originate da attività
industriali, in particolare quelle disciplinate dal Decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334.
APPROFONDIMENTI
- PDF dei documenti
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