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Energia rinnovabile
Energia solare
La conversione della energia della radiazione solare in calore
è uno dei modi più conosciuti e sfruttati per
utilizzare l’energia solare. I parametri chiave per il
progetto di un impianto solare sono la temperatura e la porzione di
energia utilizzabile, determinate per la maggior parte dalla
latitudine dell’impianto (da cui dipende la concentrazione
della radiazione solare) e dalle caratteristiche della superficie
assorbente.
La radiazione solare può essere sfruttata direttamente o
indirettamente.
Nel primo caso l’energia può essere impiegata per il
riscaldamento e il condizionamento degli ambienti e per il
riscaldamento dell’acqua (in abitazioni, strutture sportive,
ecc.), e l’impianto si definisce
Termico.
Nel secondo caso il calore viene sfruttato in cicli termodinamici
che consentono produzione di elettricità da immettere
direttamente nella rete, e si parla di impianti
Termodinamici.
SOLARE TERMICO Il funzionamento è
relativamente semplice e si basa sulla capacità che hanno i
corpi neri di assorbire calore.
Riscaldamento dell’acqua: la superficie
annerita di una lastra metallica (collettore solare) esposta al
sole assorbe calore e lo cede all’acqua che viene fatta
circolare all’interno di tubi a contatto con il collettore,
che cede quindi il calore assorbito al fluido riscaldandolo. Quindi
l’acqua viene inviata ad un serbatoio di stoccaggio ed
è pronta per essere impiegata come acqua calda
nell’ambiente domestico.
Riscaldamento dell’aria: ha un funzionamento
analogo al precedente. A contatto con il collettore solare ci sono
tubi in cui viene inviato un flusso di aria proveniente
dall’interno dell’abitazione. L’aria si riscalda
a contatto con la superficie del collettore, e quindi in parte
viene inviata direttamente nell’abitazione, in parte ad un
serbatoio di stoccaggio per il riscaldamento notturno.
SOLARE TERMODINAMICO
Ci sono fondamentalmente tre tipi di impianti che
producono energia elettrica attraverso cicli termodinamici
lavorando a medie o alte temperature:
- Parabolic Dish (Specchi parabolici): la
superficie riflettente è costituita da un disco a sezione
parabolica mobile, che insegue su due assi la radiazione solare
concentrandola nel punto focale, in cui è posto un
collettore termico. Il calore immagazzinato dal collettore alimenta
direttamente un motore (motore Stirling), grazie al quale si
ottiene la trasformazione in energia elettrica. Il rendimento di
questo motore può raggiungere anche il 40% e permette di
usare direttamente la radiazione senza ulteriori perdite di calore,
però questi impianti sono molto costosi e difficili da
gestire.
- Parabolic Trough (Specchi semicilindrici lineari a
sezione parabolica): sono costituiti da semi-cilindri a
sezione parabolica, che inseguono la radiazione ruotando solo
attorno al loro asse e la concentrano nel fuoco che si sviluppa
linearmente. Il collettore è quindi lineare, ed al suo
interno viene fatto circolare il fluido che costituisce lo
scambiatore primario. Il fluido primario cede poi il calore ad un
fluido secondario (generalmente acqua) collegato al gruppo
turbina-alternatore, che trasforma l’energia termica in
elettrica. Questi collettori vengono disposti sul terreno in file
parallele, pertanto richiedono grandi spazi aperti, ed inoltre
possono ruotare solo intorno al loro asse.
- Solar Tower (o CRS – Central Receiver
System): l’impianto è costituito da numerosi
specchi, detti eliostati, che concentrano la radiazione in uno
stesso punto. Il ricevitore si trova in cima ad una torre (da cui
il nome “torri solari”) ed al suo interno viene fatto
scorrere il fluido primario che assorbe il calore. Come nel caso
precedente c’è uno scambiatore secondario
(generalmente acqua) collegato al gruppo turbina-alternatore che
trasforma l’energia termica in elettrica. Questi sono gli
impianti che lavorano alle più alte temperature. Le perdite
energetiche più importanti sono dovute a perdite ottiche e
perdite collegate al calore radiante.
APPROFONDIMENTI
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