Energia da maree, moto ondoso e correnti marine e fluviali
La marea è il ritmico alzarsi (flusso)
ed abbassarsi (riflusso) del livello del mare provocato dall'azione
gravitazionale della Luna e del Sole. Si tratta di un fenomeno a
carattere universale, persistente e periodico, le cui cause sono
prevalentemente astronomiche. La massima elevazione dell'acqua
è detta alta marea mentre bassa marea è lo stato di
estremo abbassamento. Il dislivello tra un'alta e una bassa marea
consecutive è l'ampiezza o escursione della marea. Nell'arco
di un giorno avvengono due cicli di alta e bassa marea. Già
prima di Newton, e fin dal tempo dei Greci, si conoscevano le
dipendenze dei ritmi delle maree dalle posizioni della Luna e dei
Sole, ma si ignoravano le cause di tali relazioni. La vera natura
delle forze generatrici delle maree apparve chiara solo dopo che fu
scoperta la legge di gravitazione universale.
Le onde sono causate dal vento. L'azione di
pressione e attrito esercitata dal vento produce le onde forzate o
marosi; il moto ondoso però non cessa al calare del vento,
ma si attenua lentamente per dispersione di energia cinetica. Si
hanno così le onde lunghe, di aspetto più liscio ed
arrotondato, che si propagano anche per lunghissime distanze senza
mutamenti apparenti, e il cosiddetto mare lungo. Il moto delle onde
in mare aperto è in qualche modo analogo a ciò che
succede alla superficie di un campo di grano su cui soffia il
vento: durante il moto ondoso viene trasmessa solo la forma
dell'onda mentre l'acqua rimane praticamente stazionaria.
Le correnti possono essere paragonate ad
immensi fiumi che scorrono in seno al mare. Costituiti da masse
d'acqua di densità diversa, questi fiumi marini non si
mescolano tra loro ma scorrono a lungo l'uno accanto all'altro,
sopra e sotto, seguendo una direzione quasi costante e con una
caratteristica velocità. Le correnti marine si distinguono
dalle acque circostanti sia per la temperatura che per la
salinità, ed a volte anche per il colore e le concentrazioni
di materiali sospesi. Esistono molti tipi di correnti marine:
costiere, di mare aperto, superficiali e di profondità,
stabili o stagionali, ecc.
Gli oceani tropicali si godono il Sole durante tutte le
stagioni. La luce solare non penetra molto in profondità, la
maggior parte viene assorbita dalla superficie in pochi metri
d’acqua, riscaldandola.
L’acqua calda è più leggera dell’acqua
fredda che si trova sotto, per cui sta sopra. Gradualmente,
vaporizza e diventa più salata. Questi due effetti
influenzano la densità in direzioni opposte. Il calore
diminuisce la densità, mentre l’aumento di
salinità incrementa la densità. L’acqua
superficiale calda è gradualmente trasportata verso il polo
per la combinazione dei venti e del gradiente di densità
termo-salino.
Nelle regioni Artiche ed Antartiche, l’acqua è
raffreddata e si deposita sul fondo. Poi si distende verso
l’equatore, sollevandosi lentamente, completando il
ciclo.
Il risultato globale della previsione è che gli oceani
tropicali consistono di uno strato superficiale caldo che copre un
vasto serbatoio di acqua molto più fredda.
La temperatura superficiale tipica è nel range di
22-27° C, mentre la tipica temperatura dell’acqua
profonda è di circa 4° C. Ciò comporta una
differenza di temperatura di 18-23° C.
La termodinamica ci dice che se
c’è una differenza di temperatura, c’è
“energia libera”, cioè energia
disponibile per ottenere lavoro.
E’ così possibile ottenere energia da maree, moto
ondoso e correnti utilizzando adeguate macchine idrauliche e
termodinamiche.