Impianti fotovoltaici
Sono impianti che sfruttano l’energia solare (fotoni)
convertendola direttamente in energia elettrica. Sono
impianti “modulari”:
l’unità fondamentale è detta cella
fotovoltaica, generalmente di forma quadrata e superficie
di 100 cm2, funzionante come una batteria. Le celle sono
raggruppate in elementi commerciali unitari detti moduli
(mediamente hanno una superficie di 0,5 m2), che una
volta collegati prima in serie (stringhe) e poi in parallelo danno
luogo al generatore fotovoltaico. I moduli montati su strutture di
sostegno sono detti pannelli, vengono orientati lungo l’asse
Est-Ovest e inseguono il moto apparente del sole ruotando attorno
al loro asse.
La produzione di energia elettrica sotto forma
di corrente continua avviene nella cella fotovoltaica, che
può essere descritta come un “foglio” di
spessore molto piccolo, generalmente di silicio, le cui
proprietà elettriche vengono modificate tramite
l’impiego di sostanze “droganti”, che cioè
si inseriscono tra gli atomi di silicio modificandone la struttura
chimica e di conseguenza il “comportamento
elettrico”.
La faccia esposta al raggio solare viene drogata generalmente
con piccole quantità di fosforo, mentre la faccia opposta
viene drogata con atomi di boro. Questa procedura permette di
realizzare in uno spessore piccolissimo (0,25 mm – 0,35 mm)
una vasta superficie di contatto (detta ‘giunzione’)
tra due strati (le due facce del foglio) aventi potenziale
elettrico diverso: permette cioè di generare una differenza
di potenziale fra le due facce esterne del foglio. La zona compresa
tra le due facce (e quindi la giunzione) diventa sede di un forte
campo elettrico. A questo punto, quando la parte esterna
(cioè esposta alla radiazione solare) della cella
fotovoltaica viene colpita da un fotone si genera un flusso di
elettroni, e quando la cella è collegata ad un utilizzatore
queste cariche danno luogo ad una circolazione di corrente
elettrica.
La corrente elettrica aumenta all’aumentare della
radiazione incidente. Alle nostre latitudini, ad una temperatura di
25°C, una cella fotovoltaica di 100 cm2 produce una
potenza di picco pari a 1,5 Wp.
Va tenuto presente che la cella fotovoltaica assorbe solo quei
fotoni aventi una energia superiore ad un valore minimo.
Anche se la ricerca scientifica in questo settore sta lavorando
molto sia sull’aumento dell’efficienza della
conversione (il rendimento di conversione della cella fotovoltaica
è circa 12%-17%) sia sulla ricerca di materiali meno
costosi, questi impianti che sfruttano una fonte energetica
inesauribile sono estremamente promettenti.