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Energia rinnovabile

Combustibili eco-compatibili

I bio-combustibili sia liquidi che gassosi sono prodotti sostanzialmente a partire dalle biomasse e possono essere utilizzati come combustibili per il trasporto e per il riscaldamento.
Si possono distinguere dei bio-combustibili di prima generazione con tecnologie di produzione ed utilizzo ormai consolidate ed alcuni di seconda generazione che necessitano di ulteriori sviluppi tecnologici.
Possiamo considerare bio-combustibili di prima generazione:

  • il Biodiesel (MetilEstere): derivato dalla esterificazione degli oli vegetali di colza e girasole;
  • il Bio-etanolo: prodotto da biomasse zuccherine (canna da zucchero, barbabietole, mais, ecc.) attraverso fermentazione e successiva estrazione;
  • il Biogas: costituito principalmente da metano (CH4) e anidride carbonica (CO2) e prodotto dalla fermentazione anaerobica della sostanza organica contenuta nei rifiuti urbani e nei reflui zootecnici.

Per quanto riguarda i bio-combustibili di seconda generazione le ricerche si stanno concentrando sull’utilizzo di DME (Dimetiletere), del FT-Diesel (diesel di sintesi derivato dal processo di Fischer-Tropsch) e del Bio-Etanolo derivato da biomasse legnocellulosiche.
Infine, tra le iniziative nel campo dei biocombustibili la più affascinante è sicuramente quella che riguarda lo sviluppo del vettore energetico Idrogeno (liquido e gassoso).
In particolare l’uso dell’idrogeno come vettore energetico può aumentare la sicurezza energetica a lungo termine mitigando gli effetti dell’inquinamento e delle emissioni dei gas serra.       
Le sfide tecniche per raggiungere una economia ad idrogeno includono l’abbassamento del costo di produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione e l’uso finale dell’idrogeno. Le altre necessità includono le tematiche di sicurezza attraverso una migliore conoscenza di codici e standard relativi alle tecnologie da utilizzare in maniera efficiente, pulita, sicura ed affidabile, le campagne educative per aumentare la coscienza sociale, per accelerare il trasferimento di tecnologia e per aumentare la conoscenza pubblica dei sistemi energetici ad idrogeno.

Nel maggio del 2003 l’Unione Europea ha pubblicato la Direttiva 2003/30/CE sulla “Promozione dell’uso dei bio-carburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti”, in cui vengono proposti degli obiettivi indicativi per assicurare la penetrazione nel mercato della distribuzione dei carburanti di una quota minima di bio-combustibili. Gli Stati Membri sono tenuti ad utilizzare una quota minima di bio-combustibili pari al 2% dell’energia contenuta nella benzina e nel diesel immesso sul mercato entro il 31 dicembre 2005 e ad aumentare tale percentuale fino a raggiungere il 5,75% entro il 31 dicembre 2010.