Ultimo aggiornamento: 14/04/2005
Biomonitoraggio
Con il termine di Biomonitoraggio si intende il
monitoraggio dell'inquinamento mediante organismi viventi. Le
principali tecniche di biomonitoraggio consistono nell'uso di
organismi Bioaccumulatori (organismi in grado di
sopravvivere in presenza di inquinanti che accumulano nei loro
tessuti; con il loro uso è possibile ottenere dati sia di
tipo qualitativo che quantitativo) e di organismi
Bioindicatori (organismi che subiscono variazioni evidenti
nella fisiologia, nella morfologia o nella distribuzione spaziale
sotto l'influsso delle sostanze presenti nell'ambiente).
Spesso non si conosce nulla riguardo la presenza delle migliaia di
molecole sintetiche veicolate in atmosfera, trasportate dall'acqua,
deposte al suolo, delle quali sono ignote non solo la
pericolosità e il grado di biodisponibilità (se una
sostanza inquinante non è biodisponibile non risulta dannosa
per l'organismo) ma, nella maggioranza dei casi, sono sconosciuti
anche il nome, la formula chimica, l'origine. Tanto meno si conosce
il comportamento di queste molecole nell'ambiente, nelle varie
condizioni meteorologiche, le loro modalità di assunzione e
i loro effetti sugli esseri viventi, le sinergie e le reazioni che
esse provocano all'interno di questi.
Le maggiori difficoltà nelle misurazioni dirette delle
alterazioni ambientali si verificano in presenza di basse
concentrazioni di inquinanti propagati da sorgenti puntiformi o
diffuse, spesso discontinue, le cui sostanze immesse nell'ambiente
subiscono trasformazioni ignote. Queste difficoltà possono
essere superate con l'uso degli organismi viventi bioindicatori
che, seppure non in grado di definire le sostanze tossiche presenti
nell'ambiente, sono senz'altro capaci di rilevare gli effetti
tossici che queste sostanze hanno su di essi.
Il biomonitoraggio, rispetto alle tecniche analitiche tradizionali,
ha il vantaggio di fornire stime sugli effetti combinati di
più inquinanti sugli esseri viventi, ha costi di gestione
limitati e dà la possibilità di coprire con relativa
facilità vaste zone e territori diversificati, consentendo
una adeguata mappatura del territorio.
Biomonitoraggio della
qualità dell'aria
Il biomonitoraggio della qualità dell'aria si basa sulla
valutazione degli effetti prodotti dall'inquinamento atmosferico
sugli organismi e sulle loro comunità. Gli organismi possono
essere impiegati nel monitoraggio della qualità dell'aria
sia come bioindicatori (piante vascolari, muschi e pollini), sia
come bioaccumulatori (piante vascolari, licheni, muschi e
pollini).
Numerose indagini di biomonitoraggio, basate su diverse categorie
di organismi viventi, sono già state realizzate in varie
aree del territorio nazionale. Le tecniche di misura basate sulle
categorie di organismi più comunemente utilizzati sono:
Biomonitoraggio della
qualità dell'acqua
Nelle tecniche di biomonitoraggio della qualità
dell'acqua vi sono:
- test di tossicità per misurazioni sulle risposte
biomolecolari e fisiologiche di organismi nei confronti di tossici
in situazioni sperimentali, compresi biosaggi e sistemi di
controllo (tossicità acuta, tossicità cronica,
genotossicità, bioaccumulazione e biomagnificazione);
- monitoraggio degli ecosistemi per misure sull'integrità
di ecosistemi sottoposti a perturbazioni ambientali.
Tutti i metodi di monitoraggio per la valutazione della
struttura di un ecosistema si traducono in campionamenti di
specifici gruppi di biota. Avremo indici per specie indicatrici,
indici di ricchezza, indici di abbondanza, indici di
diversità, indici biotici.
(Pubblicazione
"Metodi Analitici per le Acque" - APAT IRSA/CNR
- Manuali e Linee Guida APAT 29/2003)
Biomonitoraggio della
qualità del suolo
Rispetto all'acqua e all'aria, il suolo appare immobile e
spazialmente eterogeneo. I costituenti dei vari tipi di suolo
possiedono una grande capacità di trattenere contaminanti
ambientali, specialmente quelli costituiti da molecole apolari o da
ioni bi-trivalenti carichi positivamente; in conseguenza di
ciò il suolo si comporta come una trappola per gli
inquinanti e la loro concentrazione è in genere più
alta rispetto agli altri comparti ambientali.
Una rassegna dei metodi di bioindicazione utilizzati per il suolo
è presente in: