Ultimo aggiornamento: 11/05/2004
Stato dei controlli
I controlli, integrati con il monitoraggio dello stato e delle
tendenze evolutive dell'ambiente, oltre a contribuire allo sviluppo
delle conoscenze in campo ambientale, hanno la fondamentale
funzione di accertare il rispetto delle prescrizioni e degli
adempimenti richiesti dalla legislazione e dai regolamenti, di
verificare l'efficacia e l'efficienza, in termini di completezza e
di qualità, delle prestazioni dei soggetti e delle strutture
responsabili, di svolgere un'adeguata azione di deterrenza e
sanzionatoria che consenta di identificare e circoscrivere i
fenomeni d'irregolarità e quelli illeciti. Proprio per la
loro caratteristica di strumento dissuasivo e di contenimento dei
comportamenti illeciti, quindi per le possibili conseguenze
amministrative o penali, deve essere garantita la qualità
dei dati, dei metodi, delle procedure e delle strutture a loro
dedicate.
Le strutture tecniche per il monitoraggio e i controlli ambientali
sono prevalentemente gestite dal sistema delle Agenzie ambientali
(APAT, ARPA e APPA), quale
soggetto principale per le attività di controllo, ma le loro
attività si completano con un sistema rappresentato da
numerosi laboratori pubblici, dalle Istituzioni e Corpi Centrali
dello stato con funzioni specialistiche (Autorità di bacino,
Magistrato alle Acque, CCTA,
CFS,
Capitanerie di Porto, etc.) e da un insieme di Istituti
tecnico-scientifici (CNR, ISS, ICRAM, ENEA, Università) che operano
nel settore del monitoraggio e controllo, spesso per conto della
Pubblica Amministrazione.
L'APAT, per contribuire a conseguire le finalità di
coordinamento delle attività di controllo, ha messo in
atto, con il CCTA e con la collaborazione delle ARPA, e nell'ambito
del sistema informativo SINANet, uno spazio specificatamente
dedicato ai controlli, con l'obiettivo di realizzare l'integrazione
e lo scambio di tutte le informazioni fornite dagli organi deputati
al controllo ambientale degli interventi effettuati sul territorio
(SPINA).
Dalla recente ricognizione effettuata presso le ARPA, per il
popolamento dell'indicatore "attività di controllo"
pubblicato sull'Annuario 2003, le attività di controllo
mirate alla tutela delle acque (scarichi, acque superficiali e
sotterranee), eseguite per l'anno 2002 sono circa 210.000 per una
copertura territoriale di 18 regioni su 20. Tali dati, se sommati
ai controlli effettuati da Corpi e Istituti dello Stato diversi dal
Sistema Agenziale, portano il numero dei controlli a livelli
rilevanti, anche considerando le attività aggiuntive
dei monitoraggi periodici (balneazione, acque marino costiere,
captazione per usi diversi, tutela dei fiumi, torrenti, laghi,
etc.).
I controlli sulle risorse idriche possono essere sintetizzati
in:
- Controlli qualitativi di natura chimica, fisica e
biologica;
- Controlli sulla idromorfologia dei corpi idrici e la loro
funzione;
- Controlli quantitativi sugli usi e sulle portate dei
fiumi;
- Controlli delle acque per specifica destinazione (acque
idonee alla vita dei pesci, dei molluschi, acque destinate alla
balneazione, all'uso potabile);
- Controlli sulle fonti di
inquinamento (scarichi), sulla depurazione,
sulle reti fognanti;
- Controlli documentali sulle autorizzazioni.
Per quanto riguarda le possibili conseguenze amministrative e
penali, con la recente normativa (D. lgs. 152/99) sono state
inserite alcune innovazioni (alla precedente Legge
319/76), circa l'obbligo di autorizzazione e il sistema
sanzionatorio. E' stata modificata la possibilità di
ottenere l'autorizzazione tacita per decorso del tempo dopo la
domanda e l'obbligo è adesso incentrato sul possesso di
autorizzazione espressa e non più sulla presentazione della
sola domanda. Per il sistema sanzionatorio si prevede un
inasprimento delle sanzioni pecuniarie, che fa seguito al principio
fondamentale nella normativa della U.E. "chi inquina paga", con
sanzioni amministrative fino a 100 milioni di vecchie lire e
sanzioni penali, con arresto fino a tre anni e ammende fino a 200
milioni. Il decreto ha introdotto per la maggior parte degli
illeciti la sanzione amministrativa, sottolineando particolare
severità per gli scarichi e la gestione delle sostanze
pericolose che è sempre di natura penale.
Altra innovazione è l'inserimento nel decreto di una
nuova fattispecie e cioè la messa in sicurezza, la
bonifica e il ripristino ambientale delle aree inquinate e
degli impianti dai quali è derivato il danno o deriva
il pericolo di inquinamento.