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Acque dolci
Ultimo aggiornamento: 29/04/2004
I fiumi
I fiumi, insieme ai laghi, al mare e agli agenti atmosferici,
rappresentano i fattori fondamentali del ciclo dell'acqua che
costituisce uno dei più importanti cicli naturali, insieme a
quello del carbonio, dell'azoto, del fosforo e dello zolfo.
Il ciclo dell'acqua può essere riassunto in un semplice
schema: l'acqua che evapora dalle acque superficiali, e che ricade
sulla terra sotto forma di precipitazioni piovose e nevose, ritorna
dopo periodi di tempo più o meno lunghi al mare.
Il fiume è uno dei principali protagonisti della fase finale
di questo "ritorno": attraverso il suo bacino idrografico raccoglie
l'acqua meteorica che non viene assorbita dal suolo (acqua di
scorrimento) e la convoglia verso il mare. Inoltre la presenza del
fiume influisce sull'umidità delle aree che attraversa,
regolandone il microclima, e modifica i territori percorsi,
modellando le zone elevate e colmando quelle depresse grazie ai
prodotti dell'erosione trasportati lungo il suo percorso.
Contrariamente a quanto spesso si pensa, il fiume non è
un'entità fisica inanimata ma è un insieme di
ambienti biologici che, lungo il profilo longitudinale, presentano
caratteristiche diverse in funzione di più variabili
fisico-chimiche: pendenza, velocità della corrente,
temperatura, ossigeno disciolto, natura del substrato, etc. Tali
variabili influenzano anche la composizione delle comunità
animali e vegetali che popolano il corso d'acqua nei vari
tratti.
Dal punto di vista morfologico, tutti i fiumi si possono
considerare come gli "architetti" del territorio in cui scorrono
poiché nel corso dei millenni con il loro fluire hanno
disegnato valli e pianure e definito montagne. Questo processo di
modellamento della superficie terrestre è dovuto a tre
azioni combinate tra loro: erosione, trasporto e sedimentazione che
permettono di dividere il fiume in tre parti.
Tratto montano o corso superiore:
la maggiore velocità della corrente, causata dalla elevata
pendenza, produce una forte azione erosiva e i ciottoli e le
particelle di grosse dimensioni che costituiscono il letto del
fiume vengono trascinati o trasportati in sospensione; predomina
così l'approfondimento del letto come effetto erosivo sulla
sedimentazione. L'aspetto granulometrico è caratterizzato da
un alveo costituito da roccia levigata o grosse pietre tra cui si
annidano piccoli invertebrati.
La velocità della corrente permette in questo caso solo
l'insediamento di quegli organismi che sono in grado di opporsi
attivamente alla corrente (pesci) o di resistere alla sua azione di
trasporto. Per tale motivo molti macroinvertebrati hanno sviluppato
adattamenti morfologici come uncini, ventose, forme appiattite e
per la presenza di detriti vegetali grossolani sono presenti
organismi trituratori e collettori.
Medio corso:
in corrispondenza della zona collinare e della pianura, quando il
fiume assume pendenze più dolci e diventa più ampio,
profondo e serpeggiante, predomina invece l'erosione laterale ed
inoltre tutti i detriti di maggiori dimensioni, precedentemente in
sospensione nell'acqua, vanno pian piano a depositarsi sul fondo;
il detrito vegetale ridotto ormai in particelle di dimensioni
più piccole permette la presenza di pascolatori, collettori,
filtratori.
Infine nel basso corso il fiume scorre in un'ampia
pianura alluvionale fino alla foce; la pendenza qui è
minima, la forza dell'acqua non è più capace di
trasportare nemmeno le particelle di dimensioni più piccole
e così si ha la sedimentazione di sabbie, limo, argilla. Il
fiume assume un andamento sempre più sinuoso ed aumenta la
possibilità che si formino meandri. Nell'ultimo tratto del
fiume fino alla foce, la notevole quantità di materiale in
sospensione dovuto alla grossa percentuale di limo del fondo e a
residui vegetali intensifica la torbidità e non permette
alla luce di filtrare in profondità limitando la vita di
piante totalmente sommerse. Inoltre il basso tenore di ossigeno fa
predominare nei macroinvertebrati e nei pesci le specie più
resistenti.
Altro fattore che influenza la vita nel fiume è la
temperatura dell'acqua che, a causa della scarsa profondità
e del continuo contatto con l'aria, è fortemente influenzata
dalle variazioni termiche dell'atmosfera; l'ossigeno disciolto poi
è tanto maggiore quanto più vasta è la
superficie esposta all'aria e quanto minore è la
temperatura. Quindi le acque del tratto montano dei fiumi sono
normalmente ben ossigenate mentre procedendo verso valle la
concentrazione di ossigeno diminuisce ma è compensata
dall'ossigeno prodotto con la fotosintesi dalla vegetazione
sommersa che nel tratto terminale aumenta considerevolmente.
Anche se è vero che tutti i fattori naturali sopra elencati
influenzano l'insediamento degli organismi nei vari tratti del
fiume, è altrettanto vero che ogni causa perturbatrice che
va ad alterare il naturale equilibrio dell'ecosistema si riflette
sulla struttura della comunità. L'immissione di sostanze
estranee o di quelle naturali (nutrienti) ma in quantità
eccessive, causano l'impoverimento dei popolamenti acquatici, che
si manifesta con la scomparsa delle specie più sensibili e
l'incremento di individui nelle poche specie che in qualche modo
traggono vantaggio dalle nuove condizioni.
La tabella successiva riporta l'elenco dei bacini idrografici,
così come riportata nelle diverse normative di settore (L.
349/86; L. 183/89; L. 305/89, D.
lgs. 152/99).
| Bacini |
Superficie (km2) |
% superficie (1) |
Deflusso (Milioni m3) (2) |
% deflusso (3) |
a.e. Totali (4) |
| Bacini Nazionali (L. 183/89) |
| Isonzo |
1.122 |
0,37 |
5.434 |
3,51 |
1.300.000 |
| Tagliamento |
2.700 |
0,90 |
3.992 |
2,58 |
| Livenza |
2.000 |
0,66 |
2.518 |
1,62 |
| Piave |
4.500 |
1,29 |
4.058 |
2,62 |
637.049 |
| Brenta-Bacchiglione |
6.576 |
2,18 |
1.630 |
1,05 |
183.698 |
| Adige |
12.000 |
3,98 |
8.110 |
5,23 |
4.086.905 |
| Po |
68.700 |
22,81 |
46.358 |
29,91 |
59.504.992 |
| Arno |
8.228 |
2,73 |
3.413 |
2,20 |
7.831.595 |
| Tevere |
17.156 |
5,70 |
8.101 |
5,23 |
10.283.187 |
| Liri-Garigliano |
4.955 |
1,64 |
3.652 |
2,36 |
1.868161 |
| Volturno |
5.680 |
1,89 |
3.239 |
2,09 |
1.516.361 |
| TOTALE |
133.017 |
44,15 |
90.515 |
58,39 |
(87.000.000) (5) |
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| Bacini Interregionali (L. 183/89) |
| Bradano, Conca, Fiora, Fortore, Lao, Lemene, Magra,
Marecchia, Noce , Ofanto, Reno, Saccione, Sangro, Sinni, Sele,
Fissero-Tartaro-C.Bianco,Trigno, Tronto |
| Bacini Regionali |
| Tutti i restanti bacini non compresi in questo
elenco con area di bacino secondo i criteri riportati dal D. L.gs
152/99 |
| Bacini Sperimentali (L. 183/89 e L. 305/89) |
| Aterno-Pescara, Basento, Leogra-Timonchio(bacino
Brenta-Bacchiglione), Serchio |
| Bacini in aree a elevato rischio di crisi
ambientale (L. 349/86) |
| Anapo, Bormida , Flumentepido, Frigido, Gela, Neto,
Regi Lagni, Rio di Palmas, Sarno. Appartengono al bacino del Po:
Bormida, Burana, Crostolo, Enza, Lambro, Olona, Panaro, Parma,
Secchia e Taro |
(1) %
superficie: aliquota percentuale del bacino rispetto alla
superficie nazionale
(2) Deflusso medio annuo
(3) aliquota percentuale rispetto al valore nazionale
(4) numero degli abitanti equivalenti
(5) valore stimato
Corsi d'acqua significativi ai sensi del D. lgs.
152/99
Per i corsi d'acqua che sfociano in mare il limite delle acque
correnti coincide con l'inizio della zona di foce, corrispondente
alla sezione del corso d'acqua più lontana dalla foce, in
cui con bassa marea ed in periodo di magra si riscontra, in uno
qualsiasi dei suoi punti, un sensibile aumento del grado di
salinità. Tale limite viene identificato per ciascun corso
d'acqua.
Vanno censiti, secondo le modalità che saranno stabilite nel
decreto di cui all'articolo 3, comma 7, tutti i corsi d'acqua
naturali aventi un bacino idrografico superiore a 10
km2.
Sono significativi almeno i seguenti corsi d'acqua:
- tutti i corsi d'acqua naturali di primo ordine (cioè
quelli recapitanti direttamente in mare) il cui bacino imbrifero
abbia una superficie maggiore di 200 km2;
- tutti i corsi d'acqua naturali di secondo ordine o superiore il
cui bacino imbrifero abbia una superficie maggiore a 400
km2.
Non sono significativi i corsi d'acqua che per motivi naturali
hanno avuto portata uguale a zero per più di 120 giorni
l'anno, in un anno idrologico medio.
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