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Risorse idriche

Ultimo aggiornamento: 29/04/2004

Acque dolci

Esempio di acque dolci: un torrente di montagna

Le acque dolci le troviamo distribuite sulla superficie terrestre nei fiumi, nei laghi e nei corpi idrici artificiali (invasi e canali). Il bacino imbrifero è la porzione di territorio che convoglia, attraverso i corsi d'acqua (torrenti e fiumi) costituenti il reticolo idrografico, le acque meteoriche ad un determinato corpo d'acqua. E' delimitato dalla linea spartiacque. Le acque drenate al di là di essa sono convogliate verso altri corpi idrici. Il bacino imbrifero influisce enormemente sugli ecosistemi acquatici: la sua superficie determina il volume delle acque raccolte, la sua composizione mineralogica influenza il chimismo di base dei laghi, la sua copertura vegetale influisce nella ripartizione delle acque di ruscellamento e di evapotraspirazione. Le acque drenate si caricano poi di sostanze organiche ed inorganiche e di inquinanti in funzione dell'uso prevalente (agricolo, industriale, urbano) del territorio attraversato. Da quanto detto è chiaro che la fisiologia e l'evoluzione a breve e lungo termine degli ecosistemi acquatici dipende dalle caratteristiche del territorio che li circonda.
Anche nelle acque dolci, come in tutti gli ecosistemi, si instaurano relazioni complesse tra la componente abiotica e quella biotica e si stabiliscono le appartenenze ai vari livelli della catena trofica a seconda della disponibilità delle fonti energetiche: gli organismi autotrofi producono sostanze organiche che vengono utilizzate dagli erbivori, come ad esempio molluschi, larve di insetti e alcuni pesci. I detritivori ("vermi", crostacei, larve di insetti, etc.) si nutrono di frammenti vegetali, spoglie di animali morti e residui delle attività umane che sono trasportate dall'azione dilavante delle piogge e dagli scarichi urbani. Sia gli erbivori che i detritivori rappresentano il cibo per i carnivori; infine per ultimi, ma non meno importanti, ci sono i batteri e i funghi decompositori che grazie alla degradazione e trasformazione dei resti animali e vegetali rimmettono nel ciclo della materia le sostanze mineralizzate e utilizzabili così dalle piante e da tutti gli altri organismi autotrofi.
La normativa attualmente in vigore, il D. lgs. 152/99 fornisce i criteri di selezione dei corpi idrici significativi, su cui vanno attuate le azioni di monitoraggio. Nella tabella seguente si riporta una stima preliminare del numero di corpi idrici significativi nelle diverse tipologie di acque dolci superficiali.

Reticolo dei corpi idrici superficiali significativi e a specifica destinazione ai sensi del D.lgs. 152/99 e successive modificazioni

TIPOLOGIA Criteri Dimensione
  Corpi idrici significativi  
Corsi d'acqua superficiali Corsi d'acqua superficiali di 1° ordine il cui bacino imbrifero abbia superficie maggiore di 200 km2;
Corsi d'acqua di 2° ordine o superiore il cui bacino imbrifero abbia superficie superiore a 400 km2;
Corsi d'acqua di qualunque ordine e dimensioni che per valori naturalistici e/o paesaggistici o per particolari utilizzazioni in atto, hanno rilevante interesse ambientale.
234 corsi d'acqua di I e II ordine per 288.026 km2 (95% del territorio)
Laghi Laghi aventi superficie dello specchio liquido, riferita al periodo di massimo invaso, pari a 0,5 km2. N° 69 laghi naturali
Corpi idrici artificiali Canali artificiali aventi portate di esercizio di almeno 3 m3/s;
Laghi artificiali e serbatoi aventi superficie dello specchio liquido pari a 1 km2 o un volume di invaso, nel periodo di massimo invaso, di 5 milioni di m3.
N° 183 laghi artificiali Canali: da definire
  Acque a specifica destinazione  
Acque destinate alla potabilizzazione Acque dolci superficiali e sotterranee utilizzate o destinate alla produzione di acqua potabile dopo opportuno trattamento 498 corpi idrici superficiali
Acque idonee alla vita dei pesci Acque idonee alla vita dei pesci Classificati: 4.682 km di fiumi; 551 km2 di laghi
Acque idonee alla vita del molluschi Acque idonee alla vita del molluschi Designazioni: 3110 km2 di aree marine, 771 km2 di aree salmastre

(dati elaborati da APAT, Centro Tematico Nazionale Acque Interne e Marino Costiere. Progetto SINA, 1993; progetto LIMNO CNR-IRSA, 2000; Rapporto acque potabili, Ministero della sanità, 1998; Rapporto sulla balneazione, Ministero della Sanità, 1999; Ministero dell’ambiente, Servizio Difesa Mare , SIDIMAR, 2000; fonti regionali e delle province autonome; DSTN, Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Servizio Dighe, 1998; APAT, Progetto Nazionale Monitoraggio Acque superficiali).