Ultimo aggiornamento: 30/04/2004
Piani di tutela delle acque
Il Piano di tutela delle acque è lo strumento di
pianificazione introdotto dal decreto
152/99. Il piano contiene l'insieme delle misure necessarie
alla tutela qualitativa e quantitativa dei sistemi idrici, a scala
regionale e di bacino idrografico. L'elaborazione del Piano, che
costituisce piano stralcio di settore del Piano di bacino, è
demandata alle Regioni, in accordo con le Autorità di
bacino.
Alla base del piano di tutela vi è la conoscenza degli
aspetti quantitativi naturali che caratterizzano i corpi idrici
(andamenti temporali delle portate nei corsi d'acqua, delle
portate e dei livelli piezometrici negli acquiferi sotterranei, dei
livelli idrici nei laghi, serbatoi, stagni). Da tale conoscenza,
scaturisce la possibilità di conseguire i due principali
obiettivi del Piano:
- il mantenimento o il riequilibrio del bilancio idrico tra
disponibilità e prelievi, indispensabile per definire gli
usi compatibili delle risorse idriche al fine della loro
salvaguardia nel futuro;
- la stima delle caratteristiche di qualità dei corpi
idrici attraverso l'intensificazione del monitoraggio e la
conseguente definizione degli interventi per il conseguimento degli
obiettivi di qualità.
Attualmente le regioni che hanno adottato il Piano di Tutela
sono la Toscana, l'Emilia Romagna e la Val d'Aosta, in
conformità a quanto richiesto dal D.lgs. 152/99 e
anticipando i contenuti della
Direttiva Quadro 2000/60 CE che fissa la scadenza per la
presentazione dello stesso al 31/12/2008.