Caratterizzazione e documentazione
Siti di interesse nazionale
I siti d’interesse nazionale (SIN) sono aree del
territorio nazionale definite in relazione alle caratteristiche del
sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti
presenti, all’impatto sull'ambiente circostante in termini di
rischio sanitario ed ecologico e di pregiudizio per i beni
culturali ed ambientali. I SIN sono individuati e perimetrati con
Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare, d’intesa con le regioni
interessate.
Differiscono dagli altri siti contaminati anche perché la
loro procedura di bonifica è attribuita al Ministero
dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che
può avvalersi anche dell’APAT, delle ARPAT e dell'ISS
ed altri soggetti.
Nella tabella sono riportate le norme d’individuazione e
perimetrazione dei SIN (ad oggi 54); in alcuni siti con aree
molto vaste (ad esempio Litorale Domizio Flegreo-Agro aversano,
Litorale Vesuviano, Bacino del Sarno), alla perimetrazione è
seguita una sub-perimetrazione, condotta a scala di dettaglio, che
ha evidenziato le aree sulle quali avviare le procedure di
caratterizzazione.
Caratterizzazione dei siti contaminati
La caratterizzazione rappresenta le indagini (sondaggi,
piezometri, analisi chimiche etc.) condotte in un sito contaminato
o ritenuto potenzialmente tale, il cui scopo principale è
quello di definire l’assetto geologico e idrogeologico,
verificare la presenza o meno di contaminazione nei suoli e nelle
acque e sviluppare un modello concettuale del sito.
Di seguito è elencata una serie di documenti utili in
questa prima fase di analisi, sia nella progettazione delle
indagini di caratterizzazione sia per analizzare i risultati
scaturiti.
Anagrafe dei siti contaminati
L'anagrafe è uno strumento predisposto dalle regioni e
dalle province autonome, previsto dalle norme sui siti contaminati
(articolo 17 del D.M. 471/99 e articolo 251 del D.Lgs 152/06), che
contiene: l'elenco dei siti sottoposti ad intervento di bonifica e
ripristino ambientale nonché degli interventi realizzati nei
siti medesimi; l’individuazione dei soggetti cui compete la
bonifica; gli enti pubblici di cui la regione intende avvalersi, in
caso d’inadempienza dei soggetti obbligati, ai fini
dell’esecuzione d’ufficio.
I contenuti e la struttura dei dati essenziali dell'Anagrafe dei
siti da bonificare, sono stati definiti dall’APAT in
collaborazione con le Regioni e le ARPA. La prima versione di
questi criteri è stata pubblicata nel corso del 2001.