FAQ - Le domande più frequenti
Le seguenti domande frequenti (FAQ) sono state suddivise per
argomento in modo da facilitarne la consultazione.
Acqua
E' possibile conoscere il grado
di balneabilità delle spiagge?
Le informazioni sulla balneabilità delle spiagge sono
disponibili presso il sito del Ministero
della Salute. Il Ministero fornisce informazioni raccolte
dai laboratori su punti di prelievo fissati dalle Regioni
(D.P.R. 470/82 e successive modificazioni)
A chi è possibile
chiedere il controllo della qualità delle acque marine,
laddove si ritenga ci siano seri rischi di inquinamento e danno
alla salute e all'ambiente?
E' necessario rivolgersi al Nucleo ambientale dei Carabinieri e
portarne a conoscenza il Comune e l'ARPA a cui compete il tratto di
costa interessato.
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Amianto
Qual è l'iter generale
di un intervento di bonifica da amianto?
Nel caso in cui l'utente desideri asportare autonomamente il
materiale di amianto, può chiedere informazioni tecniche per
la rimozione in sicurezza alla ASL o all'ARPA della propria
Regione. Nel caso, invece, che la rimozione necessiti
dell'intervento di una ditta privata che asporti il materiale,
è necessario verificare che questa abbia l'abilitazione
secondo quanto stabilito dal DPR 8/8/94. La ditta
predisporrà un piano di bonifica che verrà approvato
dalla ASL (eventualmente in concerto con l'ARPA circa l'analisi di
campioni di materiali prelevati dal sito della bonifica). La ASL
seguirà i lavori, certificando la restituibilità
ambientale del luogo in cui è stata effettuato l'intervento
di bonifica. Per maggiori informazioni circa le competenze
attribuite alle ASL e alle ARPA del proprio territorio, è
necessario consultare il piano di bonifica approvato dalla Regione
di appartenenza.
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Elettromagnetismo
A chi è possibile
rivolgersi per avere informazioni circa l'eventuale
inquinamento elettromagnetico provocato da installazioni di antenne
e ripetitori attigui alle abitazione e ai centri
abitati?
Le informazioni relative all'inquinamento elettromagnetico
provocato da installazioni di antenne e ripetitori radio possono
essere richieste alle Agenzie Regionali per la Protezione
dell'Ambiente (ARPA) o, per le Provincie autonome, alle Agenzie
Provinciali per la Protezione dell' Ambiente (APPA). Per
maggiori informazioni consultate i siti di ciascuna agenzia,
raggiungibili dalla pagina del Sistema delle Agenzie. Le
installazioni di tali impianti sono, tuttavia, autorizzate dal
Comune, previa valutazione dell'impatto elettromagnetico sul
territorio circostante da parte delle ARPA/APPA.
A chi spettano le funzioni di
vigilanza e controllo sanitario e ambientale circa le esposizioni
della popolazione ai campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici?
Secondo quanto stabilito dall'art.14 della legge n.36/2001
"Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici,
magnetici ed elettromagnetici" le funzioni di vigilanza e controllo
sanitari e ambientali sono affidate alle Amministrazioni comunali
(e provinciali) che effettuano le opportune verifiche. Le suddette
Amministrazioni si avvalgono del supporto tecnico delle Agenzie
Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) o, per le
Provincie autonome, delle Agenzie Provinciali per la Protezione
dell' Ambiente (APPA).
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Energia
E' possibile segnalare abusi da
parte di condomini che tengano acceso il riscaldamento
centralizzato oltre agli orari e ai limiti di consumo stabiliti
dalla legge?
L'orario di accesione degli impianti di riscaldamento
centralizzato è disciplinato dal D.P.R. 26 agosto
1993, n. 412 e dal D.P.R. 21 dicembre 1999, n.551. I
controlli sul rispetto di tale normativa sono affidati ai Comuni
con più di 40.000 abitanti e alle Province per la restante
parte del territorio, in un quadro di azioni che vedano l'Ente
locale promuovere la tutela degli interessi degli utenti e dei
consumatori, ivi comprese informazione, sensibilizzazione ed
assistenza all'utenza. Gli Enti locali, di cui sopra,
"(...)effettuano, con cadenza almeno bimestrale, e con onere a
carico degli utenti ad anche avvalendosi di organismi esterni
aventi specifica competenza tecnica, i controlli necessari ad
accertare l'effettivo stato di manutenzione e di esercizio
dell'impianto termico" (art. 13. del D.P.R. 21/12/1999, n.
551).
Nel caso in cui un Ente locale
affidi a soggetti esterni il compito dei controlli sulla
manutenzione e l'esercizio degli impianti termici presenti nel
proprio territorio, quali sono i requisiti richiesti per esercitare
tale attività?
In caso di affidamento ad organismi esterni i controlli di cui
al comma 18 del D.P.R. 21/12/1999, n. 551, i comuni e le province
stipulano convenzioni con i soggetti che dimostrino di avere una
buona formazione tecnica e professionale, un conoscenza
soddisfacente delle norme relative ai controlli da effettuare, la
competenza a redigere gli attestati, i verbali e le relazioni
relative ai controlli effettuati, (allegato 1 del D.P.R.
211/12/1999, n. 551). L'ENEA, secondo quanto stabilito dall'art. 3
della legge 9/1/1991, n. 10, o su specifica commessa, fornisce agli
Enti locali, che ne facciano richiesta, assistenza per
l'accertamento dell'idoneità tecnica dei predetti
organismi.
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Radon
A chi bisogna rivolgersi per
richiedere la misurazione del gas radon negli ambienti domestici e
lavorativi?
E' possibile rivogersi alle Agenzie Regionali per la
Protezione dell'Ambiente (ARPA) o, per le Provincie autonome, alle
Agenzie Provinciali per la Protezione dell' Ambiente (APPA). I
contatti sono disponibili presso la pagina dedicata al Sistema delle Agenzie.
Oppure a ditte private "idoneamente attrezzate" (comma 4,art.10-ter
del d.lgs 241/2000).
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Rifiuti
Quali classi di attività
bisogna inserire nell'applicazione della tariffa
rifiuti?
Le classi di attività sono indicate nel D.P.R.
158/99 (tabelle 3a, 3b, 4a e 4b).Tuttavia, si deve in
ogni caso far riferimento al regolamento di applicazione
della tariffa ed alle relative delibere tariffarie
emanate dall'amministrazione comunale competente per
territorio.
E' possibile scaricare l'acqua
generata da un impianto di condizionamento domestico nella fogna?
Anche se ha una temperatura leggermente superiore a quella immessa
nell'impianto?
L'autorizzazione agli scarichi è disciplinata
dall'art. 45 del Decreto legislativo 152/99 e s.m.i. Nella
fattispecie, il comma 4 recita: "In deroga al comma 1 (tutti gli
scarichi devono essere preventivamente autorizzati), gli scarichi
di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi
nell'osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del Servizio
Idrico Integrato".
E’ possibile disporre di
dati sulla quantità di rifiuti differenziati raccolti dalle
Regioni e nell’ambito delle Città metropolitane
italiane?
Tutte le informazioni sui rifiuti sono presenti nella
pubblicazione "Rapporto rifiuti 2007" disponibile sul sito
dell’APAT al seguente indirizzo internet:
http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html
Esistono dati relativi ai
quantitativi raccolti in tonnellate anno di pile?
I dati sono presenti in forma aggregata nella pubblicazione
"Rapporto rifiuti 2006" dell’APAT. I dati riguardano,
infatti, non solo le pile, ma anche gli accumulatori. La
pubblicazione è disponibile al sito:
http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html.
Per avere informazioni più dettagliate è necessario
contattare direttamente i Comuni e/o i Consorzi che si occupano di
effettuare la raccolta delle pile.
Esiste un elenco dove sono
raggruppate tutte le discariche presenti nel nostro territorio? In
particolare, le discariche per rifiuti speciali
pericolosi?
Nella pubblicazione APAT "Rapporto rifiuti 2006" è
indicato il numero totale, al livello nazionale, regionale e
provinciale delle discariche che si occupano di rifiuti speciali,
ma non la ragione sociale di queste, per motivi di privacy. Il
rapporto è disponibile sul sito dell’APAT al seguente
indirizzo internet:
http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html.
Nel caso si necessita di dati più esaurienti è
necessario rivolgersi alle Regioni e alle Province in quanto
dispongono dell’elenco completo delle discariche presenti sul
loro territorio.
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Rumore
Quali sono i riferimenti
normativi principali sul rumore?
"La legge quadro sull'inquinamento acustico è la legge 26
ottobre 1995, n. 447 che, assieme ai decreti attuativi emanati
successivamente, definisce le competenze sia degli Enti pubblici
che compiono le azioni di ordinamento, pianificazione e controllo
(Stato, Regioni, Province e Comuni), sia i parametri e i limiti per
la definizione stessa dell'inquinamento acustico.
Per un elenco esauriente della normativa italiana di settore,
si consiglia di visitarela pagina dei temi dedicata alla
normativa vigente sull'inquinamento acustico.
Per quanto riguarda la normativa a livello europeo è
possibile fare riferimento:
1) alla direttiva 2002/49 sulla gestione del rumore
ambientale con gli adempimenti previsti per le
città metropolitane e le infrastrutture di trasporto nella
realizzazione di Mappature Acustiche Strategiche e appositi Piani
d'Azione;
2) alla direttiva 2000/14 (recepita in italia come D.L. n.262
del 4 settembre 2002) concernente l'emissione acustica ambientale
delle macchine ed attrezzature destinate ad operare
all'aperto. La direttiva 2000/14 mira a ridurre l'inquinamento
acustico agendo sulla sorgente.
Ulteriori informazioni sono reperibili presso il sito della
Commissione
Europea.
Fra le attività e i
servizi offerti dall'APAT c'è anche quello della misurazione
dell'inquinamento acustico presso le abitazioni
private?
"L'APAT non svolge direttamente attività di controllo a
livello locale, queste competono alle Agenzie Regionali (o
Provinciali nel caso di Province autonome) per la Protezione
dell'Ambiente (ARPA/APPA)
Occorre, dunque, rivolgersi all'ARPA/APPA competente nella Regione
di appartenenza. Un elenco di tali Agenzie è disponibile
presso la pagina dedicata al Sistema delle Agenzie"
Quali sono le modalità
attraverso cui la legge intende controllare e ridurre
l'inquinamento acustico convolgendo i vari Soggetti istituzionali
locali?
I Comuni devono attuare la classificazione acustica (o
zonizzazione del territorio). Le Regioni, in base alla legge quadro
447/95 devono emanare specifiche leggi regionali che contengano le
modalità di assegnazione delle classi e i criteri di
realizzazione del piano di classificazione acustica comunale e gli
aspetti amministrativi riguardanti la gestione comunale
dell'inquinamento acustico.
Che cosa sono le
classificazioni acustiche (o zonizzazione) del
territorio?
La classificazione acustica è un atto di
pianificazione di competenza del Comune al quale fa riferimento il
territorio preso in esame. Essa è la suddivisione del
territorio comunale in aree acusticamente omogenee in cui sono
validi dei limiti di rumore specifici nei periodi di riferimento
diurno e notturno. L'attività di pianificazione mira, in
prima analisi, ad elaborare una classificazione acustica prodotta
dalle attività antropiche ed in seguito a disciplinarne
l'esercizio, portando le emissioni acustiche entro limiti
normativamente stabiliti (tabella A del D.P.C.M. 14/11/1997).
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Segnalazioni
ambientali
A chi posso rivolgermi per
chiedere maggiore tutela per l'ambiente naturale e paesaggistico e
la sicurezza agroalimentare?
E' possibile rivolgersi al Comando Provinciale del
Corpo Forestale dello
Stato.
A chi posso rivolgermi per
segnalare un reato ambientale?
E' possibile contattare il Nucleo
ambientale dei Carabinieri presso il Ministero dell'Ambiente
e Tutela del Territorio e del Mare, telefonando al numero verde:
800.253608.
A chi è possibile
rivolgersi per avere informazioni circa l'impatto ambientale di
costruzioni civili o industriali o quant'altro si ritenga possa
minacciare la salubrità ambientale?
E' possibile ottenere tali informazioni rivolgendosi al Comune
di appartenenza e all'ARPA o APPA (Agenzia Regionale o Provinciale
per la protezione dell'ambiente) presenti nel territorio regionale
o provinciale (nel caso di Provincie Autonome) a cui fa riferimento
il progetto di costruzione.
A chi posso rivolgermi per
chiedere maggiore tutela di giardini comunali e zone verdi del mio
Comune?
L'Assessorato all'ambiente del Comune può fornire
informazioni dirette o eventualmente indicare quale Ente ha in
gestione l'area verde per conto del Comune.
Se in un Comune, la raccolta
dei rifiuti solidi urbani è inefficiente ed è
costantemente bloccata per la chiusura dei centri per la raccolta
territoriale, il cittadino come può tutelarsi?
L'art. 59 comma 4 del Decreto legislativo n. 507/1993, prevede
la richiesta da parte del cittadino, di rimborso del 60% della
tariffa pagata per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, qualora sia inefficiente a causa della chiusura dei centri
di raccolta territoriale. Nell'eventualità in cui la
richiesta di risarcimento non venga accolta dal Comune, il
cittadino può intraprendere le azioni che ritiene opportune,
rivolgendosi ad esempio al Difensore civico o chiedendo il supporto
legale di un'Associazione per la difesa dei consumatori.
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