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ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
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IPPC - Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento

Ultimo aggiornamento: 20/11/2007

IPPC nell'Unione Europea

UFFICIO EUROPEO IPPC DI BRUXELLES

La Direzione Generale Ambiente dell'Unione Europea (UE) ha la responsabilità degli atti amministrativi per l’attuazione della Direttiva IPPC (Direttiva 96/61/CE). La Direzione Generale Ambiente coordina, inoltre, un gruppo di consultazione di esperti degli Stati Membri dell’Unione detto IPPC Expert Group.

UFFICIO EUROPEO IPPC DI SIVIGLIA

Tutti gli impianti che ricadono nell'ambito definito dall'allegato I della direttiva IPPC dovranno essere autorizzati entro ottobre 2007 e dunque per ogni impianto dovranno essere fissati i valori limite di emissione basati sulla individuazione di standard tecnologici e gestionali, vale a dire rispondenti all'utilizzo delle migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques, BAT).
I criteri di riferimento che devono essere tenuti in considerazione, in generale o nei casi specifici, quando si effettua la valutazione delle migliori tecniche disponibili, tenendo nella dovuta evidenza anche i probabili costi e benefici ed i principi di precauzione e prevenzione, sono molto generali e, per una più efficace applicazione, necessitano di ulteriori approfondimenti di carattere tecnico, economico e procedurale, nonché dello sviluppo di un approccio gerarchico, soprattutto per i casi più complessi.
Per tale motivo, e per favorire lo scambio di informazioni, l'Unione Europea si è attrezzata per migliorare l'attuazione della direttiva IPPC creando un apposito ufficio, operante presso il centro comunitario di ricerca di Siviglia. Tale ufficio coordina una serie di gruppi tecnici, ai quali partecipano delegati italiani sotto il coordinamento del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, che sono incaricati della redazione di documenti di riferimento per l'individuazione delle migliori tecniche, i cosiddetti BAT reference documents (BRefs).
Il riferimento istituzionale per la costituzione dell'ufficio IPPC è contenuto nella stessa direttiva, nel comma 2 dell'articolo 16 (scambio di informazioni) che dice: "… la Commissione organizza lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e le industrie interessate sulle migliori tecniche disponibili, sulle relative prescrizioni in materia di controllo e i relativi sviluppi. La Commissione pubblica ogni tre anni i risultati degli scambi di informazioni …".
Il decreto legislativo 372/99 illustra meglio l'applicazione nazionale del principio dello scambio di informazioni nel comma 4 dell'articolo 11 che riporta " … Il Ministero dell'Ambiente, di intesa con il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, con il Ministero della Sanità e con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche avvalendosi della commissione di cui all'articolo 3, comma 2, provvede ad assicurare la partecipazione dell'Italia allo scambio di informazioni organizzato dalla Commissione Europea relativamente alle migliori tecniche disponibili e al loro sviluppo, nonché alle relative prescrizioni in materia di controllo, e a rendere accessibili i risultati di tale scambio di informazioni …".

LA RETE COMUNITARIA IMPEL

All’interno dell'Unione Europea opera una rete di amministrazioni ed agenzie ambientali degli Stati membri detta IMPEL (Implementation and Enforcement of Environmental Law).
Tale rete opera per progetti, la cui descrizione è disponibile sul sito IMPEL, ed ha prodotto numerosi documenti di interesse per l’attuazione della Direttiva IPPC.