Nuove linee guida per il rilevamento geologico delle aree
marine ricadenti nei fogli CARG 1:50.000
PREMESSA
Le linee guida presentate in questo documento
sono il risultato delle esperienze fin qui maturate nel campo della
cartografia geologica marina, derivate dal progetto per la
realizzazione di una "Carta geologica dei mari italiani" (CARG).
Già dal 1988 si era dato avvio alla realizzazione di una
nuova cartografia geologica di base con una serie di finanziamenti
disposti da successivi interventi legislativi (L.67/88,
L.305/89).
Il progetto CARG prende avvio dalla legge n. 183
del 18/3/89 che contiene le "norme per il riassetto organizzativo e
funzionale della difesa del suolo" e recepisce l'esigenza di una
cartografia geologica e geotematica capace di costituire una valida
documentazione scientifica per la conoscenza del territorio; per la
prima volta tale termine viene esteso alla piattaforma continentale
che, anche dal punto di vista delle attività antropiche,
è ormai da considerare di rilevanza pari a quella delle
terre emerse.
La “Deliberazione CIPE” del 3 agosto
1990, nel definire gli obiettivi del progetto CARG, prevede quindi
l'estensione delle aree da cartografare nella nuova carta geologica
alla scala 1:50.000 alla piattaforma continentale antistante le
coste italiane, di cui si riconosce l’importanza per la
tutela e la corretta gestione del territorio costiero.
Il Servizio Geologico Nazionale, ora confluito
nel Dipartimento per la Difesa del Suolo (APAT), è l'organo
dello Stato istituzionalmente preposto alla cartografia geologica.
Compito specifico del Servizio è assumere informazioni,
anche provenienti dai numerosi Enti di ricerca su tematiche di
comune interesse (L. 183/89, art. 9), per rendere i risultati di
questa attività fruibili alle amministrazioni pubbliche
(art. 2 della stessa Legge) e suggerire i piani per la
ricerca sulle aree di interesse, in base alle priorità della
Nazione e d’accordo con le Regioni e le Province autonome,
vagliando le proposte degli Enti di ricerca.
Già nel 1992, (Quaderni, serie III, n. 1) per
rappresentare la geologia delle aree sommerse si era scelto di
utilizzare due scale di rappresentazione complementari: la scala
1:250.000, per una cartografia di sintesi, e la scala 1:50.000, che
costituisce la scala della cartografia geologica di base del
territorio italiano. La prima scala di rappresentazione è
dedicata interamente alle aree marine e permette, tra
l’altro, di rappresentare in modo sintetico gli elementi
geologici e strutturali più profondi, comprese le strutture
sismogenetiche localizzate a mare, che consentono di definire e
segnalare strutture geologiche attive, aree di potenziale rischio
(sismico, vulcanico, di frana sottomarina), ecc.
La scala 1:50.000, invece, oltre ad essere
adottata come base della nuova cartografia geologica d’Italia
nelle aree emerse, è più idonea a rappresentare
situazioni specifiche delle aree costiere o di piattaforma; essa
fornisce un supporto per una migliore gestione di queste aree,
interessate in quasi tutta la loro estensione da fenomeni di
arretramento della linea di riva, con conseguente rischio per le
strutture (abitati, ferrovie, strade, porti) che vi insistono.
Inoltre, essa permette di rappresentare informazioni che consentono
di definire anche la dinamica della sedimentazione attuale e
recente; questa conoscenza è necessaria per un uso
sostenibile e per la tutela delle zone costiere e delle aree di
piattaforma.
Alla fine degli anni ’80 il Servizio Geologico ha
prodotto, raccogliendo le esperienze di quanti operarono nel
settore (Enti territoriali, CNR, Dipartimenti ed Istituti
universitari) organizzati in Commissioni e Gruppi di lavoro, le
“Linee guida per il rilevamento della nuova Carta Geologica
d'Italia alla scala 1:50.000”, pubblicate nei Quaderni, serie
III, n. 1 del Servizio Geologico Nazionale (1992). Questa guida
conteneva anche le norme relative alle “informazioni
geologiche del fondo e dell’immediato sottofondo
marino”. Essa rappresentava un primo contributo per
definire “i criteri e le metodologie da utilizzare nel
rilevamento e nella rappresentazione delle principali
caratteristiche geologiche delle suddette zone”. Tale
proposta scaturiva da un'attenta analisi di quanto fino allora
prodotto sia in campo nazionale che internazionale, oltre che dalla
diretta esperienza acquisita dal Servizio Geologico nel corso di
diversi anni di studio in varie zone dei mari italiani.
Nel 1993 fu istituita presso il CNR la
Commissione di Studio per la Cartografia geologica marina
(Presidente: Prof. R. Catalano - Università di Palermo;
membri: C. Bartolini - Università di Firenze, A. Fabbri, M.
Marani, M. Roveri - Istituto per la Geologia marina CNR-Bologna, P.
Lembo - Servizio Geologico Nazionale, E. Marsella -
Istituto Geomare Sud CNR-Napoli, A. Ulzega - Università di
Cagliari) che presentò nel 1996 al Comitato Geologico i
risultati del lavoro, nel rapporto finale denominato "Norme
generali delle linee guida di rilevamento geologico nelle aree
marine da sottoporre al Servizio Geologico d'Italia". Nel documento
si sollecitava una “particolare attenzione all'immediato
sottofondo, utilizzando le possibilità interpretative della
stratigrafia sequenziale, che permette di riconoscere le
successioni sedimentarie depositatesi durante un ciclo completo di
variazione relativa di livello del mare attraverso l'integrazione
dei dati sismici, litologici e biostratigrafici”.
Negli anni a seguire il Servizio Geologico
Nazionale (ora APAT - Dipartimento Difesa del Suolo) ha avuto modo
di vagliare i prodotti derivanti dal progetto CARG in aree marine
(Foglio prototipo JOG-33-10 Ravenna a scala 1:250.000 e alcuni
fogli relativi ad aree costiere, a scala 1:50.000, con lembi
variamente estesi di aree marine) e ciò ha permesso di avere
una casistica sufficientemente ampia delle situazioni
fisiografico-deposizionali nelle diverse aree marine.
Contemporaneamente il Servizio Geologico Nazionale ha intrapreso il
rilevamento di aree marine in fogli prototipo. Queste esperienze
hanno evidenziato la necessità di rivedere le normative
pubblicate sul Quaderno, serie III, n. 1.
Nella riunione del Comitato Geologico del 5/6
aprile 2000 (verbale n. 53) è stato istituito il
“Gruppo di lavoro per la geologia marina” (GLM),
costituito dal Servizio Geologico, da un membro del Comitato
Geologico e dai rappresentanti referenti per la geologia marina del
Progetto CARG, con l’incarico di revisionare la normativa
della cartografia geologica delle aree marine alla scala 1:50.000
del Servizio Geologico. Del gruppo hanno fatto parte, in
qualità di Direttori di rilevamento delle aree marine dei
fogli CARG attivati a quella data: F.L. Chiocci (Università
“La Sapienza” di Roma), R. Catalano (Università
di Palermo), S. D’Angelo (Servizio Geologico Nazionale), F.
Fanucci (Università di Trieste), G.B. La Monica
(Università “La Sapienza” di Roma), M. Roveri
(CNR – Istituto di Geologia marina di Bologna), M. Sacchi
(CNR – Geomare Sud), T. Pescatore (Università del
Sannio), F. Trincardi (Comitato Geologico), A. Ulzega
(Università di Cagliari), G. Ventura (Servizio Geologico
Nazionale).
Questo testo scaturisce dalle discussioni in
merito svoltesi nell’ambito di cinque riunioni del GDL, dal
2000 al 2002, ed è stato discusso e rielaborato dal Servizio
Geologico per renderlo conforme alle linee guida delle diverse
“aree tematiche” di cui si compone la carta geologica
di base. E’ importante precisare che l’assunto
fondamentale di questo testo è di considerare la carta
geologica di base come oggetto unico, comprensivo di aree emerse e
sommerse, coerente al suo interno nell’esprimere la
realtà geologica dell’area rappresentata, frutto di
una banca dati di continuo rinnovata. Si ringraziano pertanto i
colleghi del Dipartimento Difesa del Suolo per il lavoro di
omogeneizzazione dei diversi argomenti di una carta geologica di
base: B. Compagnoni (rilevamento geologico), S. Falcetti
(rappresentazione dei dati), F. Ferri (banca dati geofisici), F.
Galluzzo (geologia delle aree emerse), C. Giovagnoli (banca dati
geologici), F. Papasodaro (geologia del Quaternario).
Nel periodo febbraio-dicembre 2003, infine, il
testo è stato sottoposto alla revisione critica del Comitato
Geologico che, nella riunione di gennaio 2004 ne approva le
linee generali. In particolare si ringrazia il dott. F.
Trincardi (CNR – ISMAR Bologna) per la revisione critica del
testo.
Per facilitare la consultazione, il documento
è stato suddiviso nelle seguenti voci: