La nuova Carta Geologica d’Italia alla scala
1:1.250.000
Il Dipartimento Difesa del Suolo – Servizio Geologico
d’Italia ha realizzato, in occasione del 32° IGC, la
Carta Geologica d’Italia alla scala 1:1.250.000 basata sulla
rielaborazione di una nuova carta geologica alla scala 1:500.000
elaborata dallo stesso gruppo di lavoro.
La principale innovazione di questa nuova edizione della Carta
Geologica d’Italia alla scala 1:1.250.000 consiste
nell’utilizzo, nella fase di elaborazione, dei prodotti
cartografici acquisiti nell’ambito del progetto di
cartografia geologica nazionale (progetto CARG) alla scala
1:50.000, derivati dai più recenti rilevamenti geologici di
campagna. In quei settori geografici non ancora oggetto dei
rilevamenti per i nuovi fogli geologici, le informazioni geologiche
sono state tratte dalla precedente edizione della cartografia
geologica ufficiale alla scala 1:100.000 o dalle più recenti
pubblicazioni scientifiche reperibili in letteratura.
Per la realizzazione della Carta Geologica d’Italia alla
scala 1:1.250.000 sono stati adottati criteri originali, basati su
una suddivisione per cicli orogenetici e per eventi geologici.
In particolare, per le successioni sedimentarie, la legenda
è stata predisposta basandosi su una suddivisione
lito-cronostratigrafica correlata con eventi di natura geodinamica
e considerando, successivamente, i diversi ambienti
paleogeografici.
Le unità vulcaniche sono state suddivise tenendo conto
dell’orogenesi o del contesto geodinamico a cui sono riferiti
i processi vulcanici che le hanno generate. Nell'ambito di ciascun
raggruppamento si è scelto, come criterio di ulteriore
differenziazione, il carattere chimico o l’affinità
petrogenetica delle rocce; l’età di messa in posto
è stata infine uno strumento distintivo per le rocce
appartenenti al medesimo tipo di vulcanismo e con caratteri
petrografici simili.
Relativamente alle unità intrusive, queste rocce sono state
distinte in due categorie principali basandosi
sull’età della messa in posto, ed in seguito
raggruppate in base ai caratteri petrografici legati
all’evoluzione magmatica.
Per finire, in merito alle rocce metamorfiche, è stata fatta
una prima distinzione sulla base dell’età
dell’evento metamorfico e, successivamente, queste
unità sono state raggruppate per il grado metamorfico e per
l’eventuale sovrimpronta di alta pressione; per i casi in cui
era ancora riconoscibile il protolite, le stesse unità sono
state assimilate alla roccia originaria.
Il risultato principale è quello di aver prodotto una nuova
carta geologica di sintesi dalla quale ottenere una chiave di
lettura dell’evoluzione geodinamica della penisola,
parallelamente ad una tradizionale “lettura” di tipo
litostratigrafico.
La procedura di sintesi sviluppata in questo lavoro ha inoltre
messo in evidenza aree geografiche e tematiche geologiche per le
quali è indispensabile sviluppare studi e ricerche mirati ad
un approfondimento della evoluzione geologica della penisola
italiana.
La Carta Geologica d'Italia
alla scala 1:1.250.000 (formato jpg - 3 Mb)