Un catalogo globale di effetti indotti dai terremoti
sull'ambiente
L’obiettivo principale delle attività della Focus
Area per il periodo 2008-2011 sarà la compilazione di un
catalogo globale di effetti indotti dai terremoti
sull’ambiente.
In analogia con i cataloghi sismici tradizionali, che tipicamente
riportano valutazioni di intensità basate sui danni agli
edifici, questo catalogo globale consisterà nella raccolta
delle caratteristiche degli effetti prodotti dai terremoti
sull’ambiente in diverse aree del globo, archiviate secondo
una metodologia standard.
Particolare attenzione sarà posta agli aspetti maggiormente
diagnostici per la valutazione delle intensità ESI
(epicentrale e locale). L’interfaccia web del catalogo
sarà anche migliorata con l’obiettivo di fornire un
modo più facile per archiviare e consultare le
informazioni.
Un buon catalogo richiede un grande contributo da parte dei Gruppi
di Lavoro Regionali nel fornire i dati sugli effetti ambientali.
Chi volesse collaborare, può contattare la Segreteria
Scientifica.
Background
I recenti progressi nel campo della paleosismologia hanno
chiaramente mostrato che, rispetto agli effetti sull’uomo e
sulle strutture antropiche, gli effetti sull’ambiente
naturale sono più strettamente legate alla magnitudo (cfr.
Wells & Coppersmith, 1994). Come evidenziato
dall’applicazione della scala ESI 2007, valutazioni di
intensità basate sulle caratteristiche e dimensioni degli
effetti ambientali forniscono una migliore rappresentazione del
terremoto nell’area epicentrale dei terremoti più
forti (intensità maggiori di IX). Gli effetti ambientali
consentono una valutazione dell’intensità più
accurata per i gradi più elevati, proprio quando le altre
scale giungono a saturazione. Pertanto, la scala ESI 2007 fornisce
uno strumento indispensabile per la valutazione della
pericolosità sismica.
Tale importanza è stata chiaramente confermata dal recente
terremoto che ha colpito la regione di Chuetsu-Oki (16 luglio 2008,
Mw =6,6) nel Giappone Centrale e che ha parzialmente danneggiato la
centrale nucleare di Kashiwazaki – Kariwa (KK NPP), la
più grande centrale nucleare civile nel mondo.
Questo evento è stato generato da una struttura nota come
“cieca” ubicata molto vicino alla centrale. I danni
alla centrale sono infatti stati prodotti essenzialmente da rotture
del terreno e liquefazione. Inoltre questo evento ha prodotto un
gran numero di effetti sull’ambiente (liquefazioni, frane,
fratture, sollevamenti cosismici) nelle vicinanze della centrale di
KK NP. Studi di siting eseguiti negli anni ’80 basati
sulla geologia del Quaternario, sulla sismicità storica e
strumentale, su prospezioni geofisiche, etc. avevano escluso la
presenza di faglie attive in prossimità del sito (a meno di
30 km), ed avevano ritenuto inattive negli ultimi 50,000 anni le
pieghe presenti sotto la centrale. Tuttavia, lo scenario da
terremoto risultante da tali indagini non aveva considerato la
possibilità di effetti ambientali.
Questo terremoto ha evidenziato in maniera drammatica che
un’approccio tradizionale può non essere adeguato, in
termini di finestra temporale e di risoluzione, per una corretta
valutazione di pericolosità sismica. Pertanto, è
necessario che lo stesso venga integrato con una dettagliata
caratterizzazione degli effetti cosismici prodotti
sull’ambiente naturale, attraverso tecniche
“innovative” quali le indagini paleosismiche. Per
questo obiettivo è necessaria una revisione mappatura e
classificazione sistematica degli effetti ambientali prodotti dai
terremoti recenti e dai paleoeventi, con speciale attenzione verso
quelli maggiormente diagnostici per la valutazione
d’intensità, quali la fagliazione superficiale e la
liquefazione.
Primi esempi di catalogazione degli effetti ambientali indotti dai
terremoti nell’ambito del progetto INQUA 0418 (2003-2007)
sono l’EEE
database e il catalogo degli effetti indotti dai terremoti sul
terreno in Spagna (Silva et al., 2007).
Struttura del catalogo: una proposta preliminare
Secondo i cataloghi sismici, un terremoto viene descritto da una
stringa di una tabella caratterizzata da campi standard.
Riferimenti temporali e geografici sono riportati da campi quali
“Data” (Anno, Mese, Giorno, Ora, Min, Sec), “Area
Epicentrale”, “Coordinate Epicentrali” (in genere
Latitudine e Longitudine). La severità del terremoto viene
descritta da campi quale “Intensità epicentrale”
(I0) e “Magnitudo” (strumentale o basata su
osservazioni macrosismiche). Naturalmente, cataloghi sismici
regionali possono utilizzare scale d’intensità
differenti così come differenti magnitudo.
Inoltre, altri campi specifici per ulteriori parametri sismologici
sono frequentemente presenti, poiché sono adattati alle
caratteristiche locali dei dati sismologici. Ciò
ridurrà notevolmente la confrontabilità tra i diversi
cataloghi.
Con l’obiettivo di garantire la massima
confrontabilità tra i terremoti, la struttura del catalogo
globale dovrebbe seguire i formati standard sopramenzionati. La
stringa qui sotto riporta un possibile schema:
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La seconda parte della stringa dovrebbe essere maggiormente
focalizzata sulle caratteristiche degli effetti
sull’ambiente. Parametri di fagliazione superficiale
(lunghezza della superficie di rottura, massimo rigetto, tipologia
di scorrimento prevalente) e l’area totale degli effetti
secondari sono dati necessari per la valutazione
dell’I0 attraverso la scala ESI. Un valore di
magnitudo corrispondente (MESI) dovrebbe essere definito
sulla base di relazioni empiriche elaborate “ad hoc”
tra intensità ESI e magnitudo, in analogia con quelle che
mettono in relazione la magnitudo con le valutazioni sui danni.
L’esempio sottostante mostra una possibile configurazione
della stringa avente l’obiettivo di confrontare i risultati
di un approccio tradizionale con quello mediante la scala ESI, in
cui il numero di osservazioni (N. eff., Np) fornisce una misura
indicativa della quantità di informazione che supporta la
valutazione d’intensità. A parità di
affidabilità dei dati di input, il grado finale di
intensità sismica coinciderà con il valore più
elevato.
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L’ultimo campo collega la stringa ad un documento che
sintetizza le caratteristiche degli effetti ambientali più
in dettaglio. Questo documento dovrebbe prevedere almeno i) una
introduzione descrittiva dell’evento; ii) un elenco degli
effetti ambientali classificati per località e
corrispondenti valori di intensità ESI locale; iii) un
elenco di riferimenti bilibliografici. A completamento, si
potrebbero aggiungere le mappe di intensità ESI locali,
oltre a foto e disegni esplicativi. Possibili esempi in questo
senso sono illustrati in Silva et al. (2007) e Serva et al.
(2007).
Riferimenti bibliografici
- Serva L., Esposito E., Guerrieri L., Porfido S., Vittori E.
& Comerci V. (2007). Environmental Effects from some historical
earthquakes in Southern Apennines (Italy) and macroseismic
intensity asseessment. Contribution to INQUA EEE scale project.
Quaternary International 173-174 (2007), 30-44.
- Silva P.G., Alfaro P., Azañón J.M. ,
Bardají T., Feriche M. M., Giménez
Carcía J. J., Goy J.L. , Lario J. J., .
Martínez-Díaz J., Reicherter K.,
Pérez-López R. , Rodríguez Pascua
M.A., Zazo C.( 2008) - AEQUA Catalogue of
Earthquake Ground Effects in Spain: applications of the EEE INQUA
Scale in the Iberian Peninsula (Preliminary report). Association
Espanola para el Estudio del Cuaternario, 20 pp.