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Foglio Geologico Borgo Grappa

Elementi di particolare interesse

Data la posizione geografica delle isole pontine settentrionali, al margine tra la piattaforma continentale dell’Italia centrale e il bordo orientale del bacino tirrenico, questo Foglio riveste una particolare rilevanza nello studio delle relazioni geologico-strutturali tra i settori interessati. Inoltre la sua realizzazione consente la sperimentazione di nuove metodologie di rilevamento: l’applicazione delle "Nuove linee guida al rilevamento delle aree marine alla scala 1:50.000", pubblicate su questo sito ed elaborate dal Servizio Geologico d’Italia insieme ad un gruppo di lavoro costituito dai direttori di rilevamento di aree marine ricadenti nei fogli CARG, nonché l’adozione delle UBSU ad isole vulcaniche.

Particolarmente utile ed importante si è rivelato il lavoro di rilevamento della parte emersa dell’arcipelago, non solo per la metodologia innovativa adottata, che ha previsto un criterio stratigrafico misto (UBSU e litostratigrafia), ma perché i risultati congiunti a quelli precedentemente ottenuti nei rilevamenti di aree costiere del Lazio settentrionale hanno permesso di riconoscere, reinterpretare e correlare alcune superfici di abrasione marina di ordine regionale. Inoltre la nuova organizzazione stratigrafica ha permesso una ricostruzione degli eventi vulcanici diversa da quella finora avanzata, rivelandosi essenziale anche per la risoluzione dell’evoluzione geologica dell’arcipelago, anche attraverso il riesame delle relazioni geometriche di terreno tra unità vulcaniche e sedimentarie (affioranti a Zannone). Tutto ciò ha fornito anche un importante contributo alla valutazione dell’entità dei sollevamenti regionali durante le fasi vulcaniche che hanno interessato il margine tirrenico.

Visualizza l'immagine ingrandita L’area di piattaforma circostante le isole risulta di particolare interesse poiché caratterizzata dalla presenza di sistemi deposizionali attuali e sub-attuali con sedimentazione carbonatica prevalente, che si differenziano notevolmente rispetto a quelli del margine laziale, e più in generale dei margini italiani, dominati da sedimentazione silico-clastica. Quindi anche sotto l’aspetto della cartografia geologica l’area rappresenta un caso limite tra le situazioni comunemente riscontrate, risultando in tal modo diverse anche le metodologie di prospezione e di interpretazione secondo i criteri stratigrafico-sequenziali. Gli studi realizzati per la redazione del Foglio hanno portato importanti ricadute ai fini della ricerca, poiché attraverso lo studio multidisciplinare ed integrato hanno fornito nuovi dati sulla sedimentazione carbonatica in aree temperate. Inoltre è stata perseguita la correlazione con i depositi terrestri, che si basa essenzialmente sui dati del campionamento diretto e sull’analisi morfologica del fondale. La realizzazione di questo foglio ha inoltre permesso la sperimentazione delle procedure di informatizzazione degli elementi marini, fase che completa la messa a punto delle nuove linee guida alle aree marine.

Infine la parte di terraferma, con il parziale riempimento sedimentario di antichi sistemi lagunari nella fascia di retroduna, oggi morfologicamente regolarizzata da interventi di bonifica, mostra come l’evoluzione dell’area sia legata alle oscillazioni del livello marino principalmente per fenomeni climatici.