Il Progetto Europeo ERA-Net CRUE
A partire dal novembre 2005, l’APAT partecipa
all’azione comunitaria ERA–Net CRUE di
coordinamento tra diversi partner europei sul tema della ricerca
dedicata alla prevenzione delle inondazioni. Il consorzio CRUE è
costituito attualmente da 15 partner provenienti da 11 nazioni o
regioni europee cui l’APAT partecipa, unico ente italiano,
attraverso il Dipartimento per la Tutela delle Acque Interne e
Marine. Il consorzio, le cui attività sono coordinate dal
DEFRA, Department for Environment, Food and Rural Affair (UK),
è in continua espansione ed ora sta sviluppando forti
sinergie con altri programmi della stessa azione in previsione di
future integrazioni.
Il progetto, finanziato attraverso i fondi del VI Programma Quadro
per la Ricerca e l’Innovazione Tecnologica (FP6) sulla
priorità “Cambiamento Globale ed Ecosistemi”
dell’area tematica “Sviluppo Sostenibile”, con un
budget totale di 3 milioni di euro, si inserisce nell’ambito
dell’azione ERA–Net finalizzata all’integrazione
e rafforzamento dell’area di ricerca europea. I progetti del
programma ERA–Net si propongono di migliorare la cooperazione
ed il coordinamento delle attività di ricerca condotte a
livello nazionale ed europeo, mettendole in una sorta di rete
condivisa ed aperta, a livello comunitario, a tutti i possibili
contributi di esperienza e sviluppo che provengono dagli enti
pubblici nazionali degli Stati Membri che finanziano e gestiscono
programmi di ricerca e di innovazione tecnologica.
Qual è il contesto in cui si situa il progetto
CRUE?
- Negli Stati membri della UE, la gestione del rischio
inondazione (e della relativa attività di ricerca) è
di competenza dei governi centrali e, in alcuni casi, delle
amministrazioni locali.
- I fattori che condizionano la politica di ricerca sulla
gestione del rischio inondazione si differenziano da paese a
paese.
- La maggior parte dei bacini idrografici in Europa sono
condivisi tra più Stati membri (circa l’80%).
- Gli attuali programmi di ricerca a tutti i livelli sono
strutturati diversamente nell’ambito del comune spazio
europeo.
- In ambito europeo, non c’è consultazione,
né coordinamento sulla programmazione della ricerca sul tema
delle alluvioni, con duplicazioni di sforzi e perdita di
opportunità.
- Manca un sistema di informazione integrato e
sistematizzato.
Il progetto CRUE è stato, quindi, istituito al fine di
consolidare i programmi nazionali di ricerca sulle alluvioni dei
rispettivi Stati Membri, ed in particolare quelli sul tema della
gestione del rischio inondazione, di promuovere e di diffondere le
buone pratiche nella prevenzione e previsione di tale
calamità naturale e di identificare le lacune e le
opportunità di collaborazione su attività di ricerca
future, attraverso la realizzazione di una agenda comune di
ricerca. A tal fine, è necessario, pertanto, armonizzare i
molteplici sforzi compiuti dagli enti finanziatori della ricerca,
dai politici e dagli stessi ricercatori in tale ambito, e riportare
tali sforzi nel contesto europeo attraverso lo sviluppo di
più efficaci strategie di gestione del rischio
inondazioni.
Una sintesi del progetto
CRUE è fornita dalla presentazione fatta da Andreas
Pichler – partner austriaco del Federal Ministry of
Agriculture, Forestry, Environment and Water Management (BMLFUW)
– nel corso della
Conferenza Finale del progetto INTERREG IIIB
HYDROCARE tenutasi a Roma presso l’Auditorium
APAT il 22 novembre 2007.
Le principali attività del progetto
CRUE
Al fine di permettere una diffusione nel comune spazio europeo
delle informazioni riguardanti i programmi nazionali sulla gestione
del rischio di inondazione è stato predisposto un sistema di
informazione denominato CRUISE -
CRUe Information System Europe – che censisce, al momento,
una trentina di programmi di ricerca nazionali e si sta ampliando
con un numero considerevole di progetti di attuazione dei programmi
in questione. Questo continuo censimento sui programmi e i progetti
di ricerca finanziati sia dalla Commissione Europea che –
soprattutto – da ciascuno degli Stati Membri partecipanti al
consorzio CRUE ha permesso, in una prima fase, di condurre
un’analisi approfondita sulle tematiche affrontate da ciascun
programma, sulla gestione dei programmi stessi e sulle diverse
tipologie e fonti di finanziamento. I risultati dell’analisi,
riportati su una pubblicazione dal titolo “National
Research Programmes on Flood Risk Management across
Europe”, disponibile sul sito del progetto
e la cui
sintesi (in italiano) è disponibile direttamente dal
presente sito, hanno evidenziato una predominanza di programmi
orientati nell’area delle scienze naturali e tecniche
rispetto a quella socio-economica. In altre parole, lo studio dei
processi naturali – meteorologia, idrologia, idraulica, ecc.
– fornisce la base necessaria sia per un approccio fondato
sulla valutazione del rischio e sulla stima dei potenziali impatti
degli eventi alluvionali e sia per interventi e strategie di difesa
da alluvioni. Di pari importanza è l’integrazione tra
i risultati dei programmi di ricerca con l’implementazione e
lo sviluppo delle politiche comunitarie. Per questo motivo, si
è tenuto a L’Aia, nei giorni 17 e 18 aprile 2007, un
workshop
dal titolo “Linking Flood Policy and Research
Workshop – Tapping into the best of European and national
research programmes” che aveva come scopo,
partendo dall’esperienza nazionale di ciascun Stato Membro
del consorzio, la stesura di una agenda condivisa, per i
prossimi 5-10 anni, delle priorità sul tema alluvioni,
che includesse anche una analisi delle lacune e delle
necessità della ricerca evidenziate dai programmi
nazionali. La partecipazione al dibattito di circa 100 tra
decisori e ricercatori europei, provenienti da Austria,
Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Italia (con una
delegazione composta dal personale APAT e da esperti
universitari del settore), Paesi Bassi, Polonia, Repubblica
Ceca, Romania, Scozia, Spagna, Ungheria e USA, ha permesso di
avere una visione globale delle necessità della ricerca
sul tema delle inondazioni e dei suoi legami con
l’attività dei decisori politici. Per procedere
alla stesura finale dell’agenda di ricerca CRUE, con
l’individuazione delle priorità, a breve e a medio
termine, della ricerca sul tema inondazione tra quelle definite
durante il workshop a L’Aia, è stata organizzato a
Budapest, il 23 aprile 2008, un workshop
dal titolo “Determining the future of
flood-related research in Europe – Workshop on
CRUE’s Research Agenda”, che ha visto la
partecipazione di circa 60 esponenti tra i decisori politici
degli Stati Membri afferenti al consorzio CRUE. Il workshop
è stato anche un’occasione per discutere di come le
attività del progetto possano supportare
l’implementazione della Direttiva Europea sulle Alluvioni
(Direttiva 2007/60/CE) e quali strategie di adattamento,
presenti e future, siano applicabili dagli Stati Membri. Per
l’Italia era presente la Dr.ssa Maria Grazia Cotta del
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
che ha presentato una relazione dal titolo “Flood
Risk Management in Italy: Tools for Hydrogeological Land
Planning”. Non da ultima, bisogna ricordare tra le
principali attività del progetto CRUE quella dedicata al
finanziamento di progetti multinazionali di ricerca sul tema
della gestione del rischio di inondazione. Il primo bando comune
è stato pubblicato alla fine del 2005 sul tema del
“Risk Assessment and Risk Management: Effectiveness and
Efficiency of Non-structural Flood Risk Management
Measures” ed ha visto il finanziamento di sette
progetti di ricerca. Il secondo
bando comune è invece sul tema del “Flood
resilient communities – managing the consequences of
flooding” ed è in pubblicazione nel mese di giugno
2008.