Un terreno solido per costruire un sistema informativo
ambientale nel Mediterraneo
Workshop sulla conoscenza ambientale e lo scambio di
informazioni nel mediterraneo
a cura di: Maria Dalla Costa
Si è svolto a Roma il workshop conclusivo del progetto SMAP
RMSU (Unità Regionale di Supporto e Gestione del Programma
Euro-Mediterraneo per l’Ambiente), finanziato dalla CE e
co-gestito da APAT e Istituto Finlandese per l’Ambiente. Tra
le principali componenti del progetto, la “Clearing House
SMAP” sviluppata dall’APAT e testata sul campo ha
contribuito notevolmente a spianare la strada per un possibile
sistema informativo regionale condiviso sull’ambiente nel
Mediterraneo. Si tratta di un Portale su internet costruito in
collaborazione con l’Agenzia Europea per l’Ambiente ed
una molteplicità di attori ambientali della regione,
operativo già dal 2004 all’indirizzo
http://smap.ew.eea.europa.eu/.
I paesi del Mediterraneo hanno ciascuno la propria sezione nella
Clearing House, in cui hanno pubblicato la gran parte delle risorse
informative sull’ambiente disponibili nel paese (leggi e
regolamenti, profili istituzionali, descrizioni di Istituti di
Ricerca e ONG, schede di progetti, rapporti, studi e valutazioni,
programmi e strategie). Le organizzazioni internazionali, in
particolare le agenzie tecniche, hanno contribuito alle sezioni
tematiche della Clearing House, fornendo risorse informative
(manuali, linee guida, casi di studio, buone pratiche) sulle
priorità ambientali all’ordine del giorno. Il gruppo
di esperti del progetto SMAP RMSU, attivato dall’APAT, ha
progettato l’iniziativa, ha sviluppato il sistema, ha
coinvolto i partner e li ha guidati nell’impiego dello
strumento. Ha anche curato direttamente la raccolta di informazioni
relative alla sezione progetti (il più grande database di
iniziative ambientali nel Mediterraneo) e alla sezione informazione
regionale in cui sono raccolte tutte le fonti informative che non
hanno una base propriamente nazionale. Nel corso del workshop
è stata presentata anche una nuova sezione tematica della CH
dedicata alla Produzione più pulita ed ai Consumi
Sostenibili, elaborata da due esperti dell’APAT che hanno
condotto una rassegna sulle informazioni disponibili sulla
produzione e consumi sostenibili nella regione, quali politiche,
strategie, linee guida, manuali e documenti tecnici E’ stato
pertanto predisposto un punto di accesso unico alla documentazione
per i principali attori mediterranei quali decisori politici,
ricercatori ed anche il pubblico più ampio. Al workshop
hanno partecipato oltre all’APAT e al SYKE, rappresentanti di
8 paesi del Mediterraneo, della CE dell’Agenzia Europea per
l’Ambiente, del Piano d’Azione per il Mediterraneo
dell’UNEP, del CEDARE, MedCities, WWF, MIO-ECSDE e di altre
istituzioni coinvolte nel progetto, ovvero i principali organismi
destinati a operare sulla gestione delle informazioni ambientali in
ambito Horizon 2020, la nuova piattaforma di cooperazione
ambientale euro-mediterraneanea, lanciata dai Ministri
dell’Ambiente dell’area nel Novembre 2006. Dal workshop
è emerso che la Clearing House costituisce un punto di
partenza operativo per ogni ulteriore iniziativa in questa
direzione poiché si basa su un impianto tecnologico
“user friendly”, su un network di esperti che
condividono simili approcci all’informazione ambientale e
sulla quantità e qualità dell’ informazione
già disponibile nel sistema. Il workshop ha anche discusso
la creazione di un possibile “Mediterranean Shared
Environmental Information System (MED-SEIS)” per assicurare
un migliore coordinamento e coerenza della conoscenza ambientale
condivisa a supporto dell’integrazione delle politiche
ambientali nella regione. L’esperienza sul campo della
Clearing House ha fatto emergere la necessità di supportare,
soprattutto nei paesi della sponda sud del Mediterraneo, la parte
tecnologica del sistema informativo con la costruzione di un
tessuto omogeneo di capacità, competenze e
professionalità supportate da un solido contesto
istituzionale, a partire dal livello nazionale. Il ruolo delle
iniziative e delle istituzioni internazionali è quello di
catalizzatori di questo tipo di processi, ma il cuore degli stessi
continua a risiedere nei singoli paesi.