anno 0538
Aprile-Maggio 2008
www.apat.gov.it

Un terreno solido per costruire un sistema informativo ambientale nel Mediterraneo

Workshop sulla conoscenza ambientale e lo scambio di informazioni nel mediterraneo

a cura di: Maria Dalla Costa

Si è svolto a Roma il workshop conclusivo del progetto SMAP RMSU (Unità Regionale di Supporto e Gestione del Programma Euro-Mediterraneo per l’Ambiente), finanziato dalla CE e co-gestito da APAT e Istituto Finlandese per l’Ambiente. Tra le principali componenti del progetto, la “Clearing House SMAP” sviluppata dall’APAT e testata sul campo ha contribuito notevolmente a spianare la strada per un possibile sistema informativo regionale condiviso sull’ambiente nel Mediterraneo. Si tratta di un Portale su internet costruito in collaborazione con l’Agenzia Europea per l’Ambiente ed una molteplicità di attori ambientali della regione, operativo già dal 2004 all’indirizzo http://smap.ew.eea.europa.eu/. I paesi del Mediterraneo hanno ciascuno la propria sezione nella Clearing House, in cui hanno pubblicato la gran parte delle risorse informative sull’ambiente disponibili nel paese (leggi e regolamenti, profili istituzionali, descrizioni di Istituti di Ricerca e ONG, schede di progetti, rapporti, studi e valutazioni, programmi e strategie). Le organizzazioni internazionali, in particolare le agenzie tecniche, hanno contribuito alle sezioni tematiche della Clearing House, fornendo risorse informative (manuali, linee guida, casi di studio, buone pratiche) sulle priorità ambientali all’ordine del giorno. Il gruppo di esperti del progetto SMAP RMSU, attivato dall’APAT, ha progettato l’iniziativa, ha sviluppato il sistema, ha coinvolto i partner e li ha guidati nell’impiego dello strumento. Ha anche curato direttamente la raccolta di informazioni relative alla sezione progetti (il più grande database di iniziative ambientali nel Mediterraneo) e alla sezione informazione regionale in cui sono raccolte tutte le fonti informative che non hanno una base propriamente nazionale. Nel corso del workshop è stata presentata anche una nuova sezione tematica della CH dedicata alla Produzione più pulita ed ai Consumi Sostenibili, elaborata da due esperti dell’APAT che hanno condotto una rassegna sulle informazioni disponibili sulla produzione e consumi sostenibili nella regione, quali politiche, strategie, linee guida, manuali e documenti tecnici E’ stato pertanto predisposto un punto di accesso unico alla documentazione per i principali attori mediterranei quali decisori politici, ricercatori ed anche il pubblico più ampio. Al workshop hanno partecipato oltre all’APAT e al SYKE, rappresentanti di 8 paesi del Mediterraneo, della CE dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, del Piano d’Azione per il Mediterraneo dell’UNEP, del CEDARE, MedCities, WWF, MIO-ECSDE e di altre istituzioni coinvolte nel progetto, ovvero i principali organismi destinati a operare sulla gestione delle informazioni ambientali in ambito Horizon 2020, la nuova piattaforma di cooperazione ambientale euro-mediterraneanea, lanciata dai Ministri dell’Ambiente dell’area nel Novembre 2006. Dal workshop è emerso che la Clearing House costituisce un punto di partenza operativo per ogni ulteriore iniziativa in questa direzione poiché si basa su un impianto tecnologico “user friendly”, su un network di esperti che condividono simili approcci all’informazione ambientale e sulla quantità e qualità dell’ informazione già disponibile nel sistema. Il workshop ha anche discusso la creazione di un possibile “Mediterranean Shared Environmental Information System (MED-SEIS)” per assicurare un migliore coordinamento e coerenza della conoscenza ambientale condivisa a supporto dell’integrazione delle politiche ambientali nella regione. L’esperienza sul campo della Clearing House ha fatto emergere la necessità di supportare, soprattutto nei paesi della sponda sud del Mediterraneo, la parte tecnologica del sistema informativo con la costruzione di un tessuto omogeneo di capacità, competenze e professionalità supportate da un solido contesto istituzionale, a partire dal livello nazionale. Il ruolo delle iniziative e delle istituzioni internazionali è quello di catalizzatori di questo tipo di processi, ma il cuore degli stessi continua a risiedere nei singoli paesi.