anno 0538
Aprile-Maggio 2008
www.apat.gov.it

La terra, un bene prezioso e vulnerabile che è nostro dovere difendere

Giancarlo Viglione, Presidente APAT

Prima di entrare nel vivo dell’argomento oggetto di questo editoriale non posso non formulare al nuovo Ministro dell’ambiente, On. Stefania Prestigiacomo, i miei personali auguri di buon lavoro. Nella mia funzione di Presidente dell’APAT, desidero esprimere, fin da subito, l’auspicio che il Ministro voglia favorire il processo in atto di consolidamento del ruolo dell’Agenzia quale soggetto tecnico centrale a supporto delle politiche ambientali del nostro Paese. Nell’augurarmi che il Ministro voglia anche in tal senso adottare specifiche direttive, posso assicurare a nome mio personale e dell’intero Consiglio di Amministrazione che tali direttive costituiranno parte integrante del programma di attività dell’Agenzia. Questo editoriale tratta di un argomento di grande rilievo per le questioni ambientali. Questo numero della rivista esce, infatti, nel pieno delle celebrazioni dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra, proclamato per la prima volta nella storia dalle Nazioni Unite nel dicembre del 2005, quale riconoscimento dell’importanza strategica delle Scienze della Terra per lo sviluppo sostenibile. L’evento, pur essendo centrato sul 2008, si sviluppa nell’arco dell’intero triennio 2007- 2009, ad ulteriore riprova dell’importanza che le Nazioni Unite hanno ritenuto di attribuirgli. Dall’atto della sua proclamazione, in tutto il mondo sono stati velocemente costituiti Commissioni e Comitati nazionali per l’implementazione ed il perseguimento dell’obiettivo primario: penetrare nel tessuto sociale per accrescerne cultura delle geoscienze e senso di responsabilità. L’Anno, infatti, partendo dal presupposto che, ad oggi, il patrimonio inestimabile di informazioni finora acquisite dalle Scienze della Terra, su temi come acqua, energia, salute, suolo, calamità naturali rimane, non solo per lo più sconosciuto al grande pubblico, ma spesso non adeguatamente sfruttato dai decisori politici, mira a diffondere tali informazioni per realizzare una vera e propria cultura geologica che salvaguardi il pianeta anche con azioni che partano dai piccoli gesti quotidiani. In Italia il lavoro di coordinamento nazionale è cominciato a fine 2005 ed è andato via via crescendo di intensità, fino ad assumere carattere formale con l’emanazione di un apposito Decreto Ministeriale che istituisce la Commissione Italiana per il coordinamento dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra. Nel nostro Paese APAT, tramite il Servizio Geologico d’Italia, ha promosso l’iniziativa e ne sta curando il coordinamento. Lo stesso Servizio Geologico d’Italia presiede un apposito Comitato Tecnico-Scientifico. E’ stato approntato ed approvato un Programma di Lavoro, concepito per essere in continua evoluzione, e sono stati istituiti Gruppi di Lavoro per l’attuazione dello stesso. L’Italia ha, quindi, voluto dare una veste istituzionale alle attività dell’Anno del Pianeta Terra, riuscendo ad acquisire un ruolo di primissimo piano anche in campo internazionale. Abbiamo, infatti, fatto parte della ristretta cerchia di Paesi che ha inaugurato formalmente l’evento con un discorso ufficiale durante la cerimonia mondiale tenutasi a Parigi presso il quartier generale dell’UNESCO a febbraio 2008. In tale occasione ho avuto l’onore di rappresentare il Governo Italiano, tenendo il discorso di apertura insieme a Ministri di Francia, Tanzania, Egitto e Norvegia. Si tratta di un importantissimo riconoscimento per le attività da noi sinora svolte nell’ambito delle Scienze della Terra. Per l’inaugurazione di Parigi cinque studenti italiani, vincitori di un concorso appositamente organizzato, sono stati invitati a partecipare alla celebrazione insieme a studenti di tutto il mondo. Oggetto del concorso era la produzione di un elaborato (un saggio, una poesia, un disegno, un videomessaggio…) su uno dei temi chiave dell’Anno Internazionale: acque sotterranee, rischi naturali, Terra e salute, clima, risorse minerali, megalopoli, interno della Terra, oceani, suolo, Terra e vita. Tra le principali iniziative che l’Italia sosterrà vi è la creazione dell’Agenzia Europea per le Scienze della Terra, cui sarà affidato il compito di armonizzare e diffondere le attività condotte dai singoli Paesi. In questo modo, oltre a facilitare la comunicazione, la raccolta e lo scambio dei dati, si rafforzerebbe la posizione geopolitica europea su temi tanto delicati come lo sfruttamento delle risorse minerarie o i combustibili fossili. E’stata una segreteria per la preparazione delle candidature italiane da sottoporre all’attenzione della Rete Europea dei Geoparchi, ovvero aree di particolare interesse geologico, che risultano spettacolari dal punto di vista paesaggistico e si prestano a scopi didattici. Per quest’attività l’APAT svolge il ruolo di focal-point nazionale. L’Italia ha, inoltre, aderito con successo al progetto internazionale OneGeology, il Google geologico contenente la prima mappa geologica del pianeta in formato digitale e resa gratuitamente disponibile su Internet. Si tratta del più grande progetto scientifico esistente nel campo delle Scienze della Terra, cui hanno aderito più di 80 Paesi, uniti nello sforzo di rendere di facile accesso una quantità enorme di informazioni disponibili sulla Terra. Anche in questo caso, l’Italia ha un ruolo di primo piano, coordinando i lavori europei. I primi risultati saranno presentati ad Oslo già ad agosto. Anche il Presidente della Repubblica Italiana ha voluto sostenere questo importante evento, dedicando ad esso la tradizionale Festa di Primavera. Nel corso di questa manifestazione, che ha visto la premiazione dei cinque studenti vincitori del concorso indetto nell’ambito del programma dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra. Il successo che già ha riscosso finora l’iniziativa, mi porta a credere che l’Anno Internazionale del Pianeta Terra aiuterà, senz’altro, a far riconoscere sempre più l’importanza delle Scienze della Terra. In Italia, in particolare, ancora manca la conoscenza dell’importanza che tali scienze rivestono per l’economia di un Paese e, di conseguenza e per gli aspetti che più attengono alle competenze dell’APAT, per i risvolti che le differenti scelte di sviluppo possono determinare come ricadute sull’ambiente. Sono certo che l’Anno Internazionale del Pianeta Terra darà un apporto fondamentale in questo senso, e noi stiamo facendo del nostro meglio perché si possa raccogliere il massimo da questo sforzo a vantaggio di tutta la nostra società. Il mio auspicio, così come espresso dal sottotitolo conferito alla manifestazione, Le Scienze della Terra per la Società, è che si riesca ad imprimere una sensibilizzazione delle coscienze così profonda da determinare un cambiamento di percezione, di condotta e, dunque, di vita.