La terra, un bene prezioso e vulnerabile che è nostro
dovere difendere
Giancarlo Viglione, Presidente APAT
Prima di entrare nel vivo dell’argomento oggetto di questo
editoriale non posso non formulare al nuovo Ministro
dell’ambiente, On. Stefania Prestigiacomo, i miei personali
auguri di buon lavoro. Nella mia funzione di Presidente
dell’APAT, desidero esprimere, fin da subito,
l’auspicio che il Ministro voglia favorire il processo in
atto di consolidamento del ruolo dell’Agenzia quale soggetto
tecnico centrale a supporto delle politiche ambientali del nostro
Paese. Nell’augurarmi che il Ministro voglia anche in tal
senso adottare specifiche direttive, posso assicurare a nome mio
personale e dell’intero Consiglio di Amministrazione che tali
direttive costituiranno parte integrante del programma di
attività dell’Agenzia. Questo editoriale tratta di un
argomento di grande rilievo per le questioni ambientali. Questo
numero della rivista esce, infatti, nel pieno delle celebrazioni
dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra, proclamato per la
prima volta nella storia dalle Nazioni Unite nel dicembre del 2005,
quale riconoscimento dell’importanza strategica delle Scienze
della Terra per lo sviluppo sostenibile. L’evento, pur
essendo centrato sul 2008, si sviluppa nell’arco
dell’intero triennio 2007- 2009, ad ulteriore riprova
dell’importanza che le Nazioni Unite hanno ritenuto di
attribuirgli. Dall’atto della sua proclamazione, in tutto il
mondo sono stati velocemente costituiti Commissioni e Comitati
nazionali per l’implementazione ed il perseguimento
dell’obiettivo primario: penetrare nel tessuto sociale per
accrescerne cultura delle geoscienze e senso di
responsabilità. L’Anno, infatti, partendo dal
presupposto che, ad oggi, il patrimonio inestimabile di
informazioni finora acquisite dalle Scienze della Terra, su temi
come acqua, energia, salute, suolo, calamità naturali
rimane, non solo per lo più sconosciuto al grande pubblico,
ma spesso non adeguatamente sfruttato dai decisori politici, mira a
diffondere tali informazioni per realizzare una vera e propria
cultura geologica che salvaguardi il pianeta anche con azioni che
partano dai piccoli gesti quotidiani. In Italia il lavoro di
coordinamento nazionale è cominciato a fine 2005 ed è
andato via via crescendo di intensità, fino ad assumere
carattere formale con l’emanazione di un apposito Decreto
Ministeriale che istituisce la Commissione Italiana per il
coordinamento dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra. Nel
nostro Paese APAT, tramite il Servizio Geologico d’Italia, ha
promosso l’iniziativa e ne sta curando il coordinamento. Lo
stesso Servizio Geologico d’Italia presiede un apposito
Comitato Tecnico-Scientifico. E’ stato approntato ed
approvato un Programma di Lavoro, concepito per essere in continua
evoluzione, e sono stati istituiti Gruppi di Lavoro per
l’attuazione dello stesso. L’Italia ha, quindi, voluto
dare una veste istituzionale alle attività dell’Anno
del Pianeta Terra, riuscendo ad acquisire un ruolo di primissimo
piano anche in campo internazionale. Abbiamo, infatti, fatto parte
della ristretta cerchia di Paesi che ha inaugurato formalmente
l’evento con un discorso ufficiale durante la cerimonia
mondiale tenutasi a Parigi presso il quartier generale
dell’UNESCO a febbraio 2008. In tale occasione ho avuto
l’onore di rappresentare il Governo Italiano, tenendo il
discorso di apertura insieme a Ministri di Francia, Tanzania,
Egitto e Norvegia. Si tratta di un importantissimo riconoscimento
per le attività da noi sinora svolte nell’ambito delle
Scienze della Terra. Per l’inaugurazione di Parigi cinque
studenti italiani, vincitori di un concorso appositamente
organizzato, sono stati invitati a partecipare alla celebrazione
insieme a studenti di tutto il mondo. Oggetto del concorso era la
produzione di un elaborato (un saggio, una poesia, un disegno, un
videomessaggio…) su uno dei temi chiave dell’Anno
Internazionale: acque sotterranee, rischi naturali, Terra e salute,
clima, risorse minerali, megalopoli, interno della Terra, oceani,
suolo, Terra e vita. Tra le principali iniziative che
l’Italia sosterrà vi è la creazione
dell’Agenzia Europea per le Scienze della Terra, cui
sarà affidato il compito di armonizzare e diffondere le
attività condotte dai singoli Paesi. In questo modo, oltre a
facilitare la comunicazione, la raccolta e lo scambio dei dati, si
rafforzerebbe la posizione geopolitica europea su temi tanto
delicati come lo sfruttamento delle risorse minerarie o i
combustibili fossili. E’stata una segreteria per la
preparazione delle candidature italiane da sottoporre
all’attenzione della Rete Europea dei Geoparchi, ovvero aree
di particolare interesse geologico, che risultano spettacolari dal
punto di vista paesaggistico e si prestano a scopi didattici. Per
quest’attività l’APAT svolge il ruolo di
focal-point nazionale. L’Italia ha, inoltre, aderito con
successo al progetto internazionale OneGeology, il Google geologico
contenente la prima mappa geologica del pianeta in formato digitale
e resa gratuitamente disponibile su Internet. Si tratta del
più grande progetto scientifico esistente nel campo delle
Scienze della Terra, cui hanno aderito più di 80 Paesi,
uniti nello sforzo di rendere di facile accesso una quantità
enorme di informazioni disponibili sulla Terra. Anche in questo
caso, l’Italia ha un ruolo di primo piano, coordinando i
lavori europei. I primi risultati saranno presentati ad Oslo
già ad agosto. Anche il Presidente della Repubblica Italiana
ha voluto sostenere questo importante evento, dedicando ad esso la
tradizionale Festa di Primavera. Nel corso di questa
manifestazione, che ha visto la premiazione dei cinque studenti
vincitori del concorso indetto nell’ambito del programma
dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra. Il successo che
già ha riscosso finora l’iniziativa, mi porta a
credere che l’Anno Internazionale del Pianeta Terra
aiuterà, senz’altro, a far riconoscere sempre
più l’importanza delle Scienze della Terra. In Italia,
in particolare, ancora manca la conoscenza dell’importanza
che tali scienze rivestono per l’economia di un Paese e, di
conseguenza e per gli aspetti che più attengono alle
competenze dell’APAT, per i risvolti che le differenti scelte
di sviluppo possono determinare come ricadute sull’ambiente.
Sono certo che l’Anno Internazionale del Pianeta Terra
darà un apporto fondamentale in questo senso, e noi stiamo
facendo del nostro meglio perché si possa raccogliere il
massimo da questo sforzo a vantaggio di tutta la nostra
società. Il mio auspicio, così come espresso dal
sottotitolo conferito alla manifestazione, Le Scienze della Terra
per la Società, è che si riesca ad imprimere una
sensibilizzazione delle coscienze così profonda da
determinare un cambiamento di percezione, di condotta e, dunque, di
vita.