Procede il cammino verso un Mediterraneo più pulito
Entra in vigore il Protocollo per la protezione del
Mediterraneo contro l’inquinamento da fonti di origine
terrestre dell’UNEP/MAP
Dopo molti anni di
negoziati e a seguito della ratifica da parte di Siria e Croazia,
il Protocollo per la Protezione del mar Mediterraneo contro
l’inquinamento da fonti di origine terrestre, emendato nel
1996 e ratificato dall’Italia nel ‘99, è
finalmente entrato in vigore l’11 maggio 2008.
Il Protocollo accelera lo sviluppo di piani e programmi
d’azione regionali a breve e medio termine con misure
vincolanti e tabelle di marcia specifiche.
Grande soddisfazione viene espressa dal coordinatore
dell’UNEP/MAP, Paul Mifsud che considera il Protocollo una
delle maggiori conquiste del MAP e del suo quadro legislativo
poiché impegna le parti contraenti della Convenzione di
Barcellona ad intraprendere un concreto processo di riduzione
dell’inquinamento del Mediterraneo.
Dal 1996 a oggi, il programma MED POL, la componente
dell’UNEP/MAP responsabile dell’assistenza ai paesi
nell’applicazione del Protocollo, ha già predisposto
le basi per i piani d’azione sopraccitati attraverso un
processo culminato nell’adozione del Programma Strategico
d’Azione (SAP) atto ad affrontare l’inquinamento da
fonti di origine terrestre.
Secondo Francesco Saverio Civili, il coordinatore di MED POL,
nell’ultimo biennio questo programma ha proposto una nuova
strategia che dovrebbe includere la definizione delle sostanze
inquinanti per priorità; l’identificazione di un
approccio differenziato per la loro riduzione; la formulazione di
piani d’azione specifici a seconda delle priorità
esaminate. La prossima tappa di questo processo è la
presentazione di un documento legalmente vincolante che fissi
obiettivi e scadenze precise per ogni sostanza definita come
prioritaria che sarà presentato alla prossima Conferenza
delle Parti della Convenzione di Barcellona prevista per il
2009.
Quest’ultima conquista fornisce nuovo impulso al processo
inaugurato dall’UNEP/MAP e da MED POL, sostenuto dalla Banca
Europea degli Investimenti, dalla Banca Mondiale anche attraverso
altre iniziative quali Horizon 2020 e il nuovo Partenariato
strategico del Fondo Globale per l’Ambiente (GEF).
Perché l’applicazione del Protocollo
è importante?
Recenti studi hanno rivelato che l’80% delle fonti di
inquinamento del Mar Mediterraneo sono di origine terrestre e i
suoi principali responsabili sono: l’industria, i centri
urbani e l’agricoltura.
Come evidenziato dall’UNEP/MAP, il bacino del Mediterraneo
è in avanzato stato di deterioramento infatti ogni anno
vengono trasportate dagli oltre 80 corsi d’acqua e gettate in
mare sostanze nocive prodotte dalle circa 200 industrie
petrolchimiche, installazioni energetiche e impianti per la
produzione di cloro.
Uno dei problemi più gravi della regione mediterranea
è l’inadeguato trattamento delle acque reflue urbane:
finora infatti solo il 55% delle città costiere è
fornito di stazioni di trattamento, questo significa che ogni anno
nel Mediterraneo vengono riversati più di 3 miliardi di m3
di acque non trattate.
Le acque reflue non trattate, sommate ai nutritivi derivanti da
pratiche agricole insostenibili come l’uso smodato di
fertilizzanti, causano gravi fenomeni di eutrofizzazione e
conseguente diminuzione dell’ossigeno che provocano perdita
della ricchissima biodiversità che caratterizza la regione
mediterranea.
Contribuiscono all’inquinamento del Mediterraneo anche le
acque reflue industriali composte principalmente da fenolo,
mercurio, piombo, cromo e zinco che ammontano a circa 66 milioni di
m3 annui.
Senza considerare i riversamenti accidentali di idrocarburi dovuti
ad incidenti in mare e quindi straordinari, pericolo peraltro
costante nel Mediterraneo che accoglie la più alta
intensità di traffico di petroliere del globo, vengono
regolarmente scaricate in mare piccole quantità di petrolio:
un sondaggio riguardante solo 6 paesi della regione ha infatti
rivelato che 12,5 tonnellate per ogni milione di petrolio lavorato
sono state gettate in mare ogni anno da 13 raffinerie.
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