Sismi: sullo stretto aumenta il rischio catastrofe
L’eccessiva urbanizzazione costiera può incrementare
l’impatto di frane e maremoti.
L’area dello Stretto che separa Sicilia e Calabria si
conferma, ad un secolo esatto dal catastrofico terremoto del 1908,
un’area ad altissimo rischio sismico per l’intenso
sviluppo urbano che si concentra nelle aree costiere.
L’intensa urbanizzazione rende concreta la possibilità
che una nuova calamità naturale possa essere ancora
più disastrosa di quella di cento anni fa, visto che una
parte della costa orientale siciliana così come quella della
Calabria meridionale, rappresentano zone particolarmente
vulnerabili a frane e maremoti, oltre che allo scuotimento sismico.