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ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
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Ultimo aggiornamento: 03/05/2010

Documentazione tecnica

In quest'area del sito si evidenziano alcuni documenti tecnici prodotti dall'Istituto, anche in collaborazione con altre strutture esterne.

 

 

Linee guida per la redazione del piano di monitoraggio volto a verificare “l’assenza di pericoli per le acque e per gli ecosistemi acquatici” derivanti dallo scarico diretto a mare delle acque risultanti dall’estrazione di idrocarburi. Ex art.104, comma 7 del Decreto Legislativo3 aprile 2006, n.152.
Pubblicazione

 

 

Implementazione della direttiva 2000/60/CE - Classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici delle acque marino costiere e di transizione

Solfuri acido volatili – AVS (Acid Volatile Sulphides)

 

 

Schede tecniche per l'applicazione delle normative vigenti sull'ambiente marino-costiero

1) Schede metodologiche per la valutazione dello Stato Chimico e per il campionamento e l’analisi degli Elementi di Qualità Biologica nell’ambiente marino costiero
L’ISPRA, sia come ex-APAT che come ex-ICRAM, ha collaborato attivamente nel corso degli anni con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la messa a punto dei Protocolli e delle Metodologie analitiche di riferimento finalizzate all’effettuazione delle indagini previste nell’ambito dei Programmi di Monitoraggio dell’ambiente marino che il Ministero - Direzione Protezione della Natura - finanzia e svolge in convenzione con le Regioni costiere, ai sensi della Legge 979/82.
Alla fine del 2001 è stato pubblicato il volume “Metodologie Analitiche di Riferimento”.
Successivamente (2007-2008) sono state redatte da ISPRA altre schede tecniche, riportate di seguito, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, e utilizzate nelle attività analitiche previste dal Programma di Monitoraggio attualmente in corso. Le schede sono state predisposte elaborando i risultati emersi negli anni precedenti dalle attività di monitoraggio finanziate dal Ministero e sono state redatte e condivise tra ex-APAT, ex-ICRAM, MATTM e alcune ARPA; per le schede Posidonia oceanica e Macrozoobenthos ci si è avvalsi anche della collaborazione di alcuni esperti dell’Università di Pavia e della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli.

Di seguito sono inoltre disponibili le schede sulle metodologie analitiche adottate, sempre nell’ambito del Programma di Monitoraggio attualmente in corso, per le analisi sui parametri chimico-fisici e sulla concentrazione di sostanze chimiche inquinanti per i comparti ACQUA, SEDIMENTI, BIOTA ed i Metodi analitici per le acque di ex APAT.


I contenuti delle schede metodologiche sopra riportate sono applicabili anche alle normative comunitarie in fase di attuazione, quali la Direttiva 2000/60/CE.

2) Elaborati Tecnici inerenti i criteri per la definizione delle Tipologie costiere, in relazione alla Direttiva 2000/60/EC


3) Strumenti operativi per la classificazione dello stato ecologico delle acque costiere e di transizione, in relazione alla Direttiva 2000/60/EC
I risultati dei contratti di ricerca con l’Università di Pavia, Dipartimento di Ecologia e con la Stazione Zoologica “A. Dohrn” di Napoli, Laboratorio di Ecologia del Benthos, per lo sviluppo di protocolli metodologici adeguati alla classificazione delle acque costiere italiane mediante le Angiosperme (Posidonia oceanica) e i Macroinvertebrati bentonici sono riportati nel Rapporto allegato.
Tali risultati vengono riportati in un unico documento che integra sia i contratti 2005-2006 che 2007-2008. Il documento illustra, in maniera esaustiva, il percorso dell'esercizio di Intercalibrazione Mediterraneo e le attività svolte per l'applicazione delle metodologie sviluppate, per le acque costiere italiane.

Nell’ambito dell’attività di supporto tecnico-scientifico al MATTM per l’implementazione della Direttiva 2000/60/CE e per l’elaborazione dei Decreti attuativi,  ISPRA ha definito la proposta tecnica di sistema di classificazione ecologica delle acque marino-costiere e di transizione, proposta che rientra nella II fase dell'esercizio di Intercalibrazione.
Per l’elemento di qualità biologica Macrofite (Acque di Transizione) viene messa a disposizione la linea guida per una corretta applicazione del Macrophyte Quality Index (MaQI), predisposta dal Prof. Adriano Sfriso (Università di Venezia) autore dell’Indice, con la collaborazione di ISPRA.

4) Schede tecniche per l'applicazione delle normative vigenti sui sistemi di transizione

 

 

Quadro generale dell’acquacoltura italiana
Il presente volume recepisce le esperienze acquisite durante le fasi di un progetto di ricerca promosso dall’ICRAM, denominato “Monitoraggio dati acquacoltura nazionale 2006”, svolto grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API). L’obiettivo del presente progetto, che si estrinseca con la raccolta e l’aggiornamento dei dati di produzione dell’acquacoltura in Italia al 2006, è essenzialmente quello di mantenere attivo un sistema di rilevamento efficace, aggiornando le serie storiche, raccolte fin dalla prima metà degli anni ’80 dall’ICRAM e dall’API. 
Pubblicazione

 

 

Sviluppo del bilancio ambientale nel settore dell’acquacoltura per tecnologie intensive
Il presente manuale costituisce un estratto del progetto di ricerca Sviluppo del Bilancio ambientale nel settore dell’acquacoltura per tecnologie intensive, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Direzione generale della pesca e dell’acquacoltura, L. 41/82 VI Piano Triennale della pesca e dell’acquacoltura.
Pubblicazione 

 

 


Dispersione del deflusso fluviale nell'area portuale di Pescara: proposte preliminari di intervento
L’interazione tra deflusso fluviale e opere marittime, in particolare la diga foranea realizzata nella metà degli anni 90, impedisce la libera dispersione in mare del fiume Pescara. Ciò, pur non comportando problemi per quanto concerne lo smaltimento in condizioni di sicurezza delle portate di piena del fiume, causa effetti di natura ambientale sul litorale a nord del porto. Nell'ambito del convegno nazionale dal titolo "Pescara - Quale porto", tenutosi nella città abruzzese il 27 gennaio 2006, l'APAT ha presentato un rapporto che individua alcune ipotesi di modifica della struttura delle opere portuali.
Pubblicazione (pdf 2,5 Mb)

 

 


Linee Guida per le misure di Radon in ambienti residenziali
La presente linea guida è stata realizzata dal gruppo di lavoro del Centro Tematico Nazionale Agenti Fisici (CTN-AGF), essa si propone di integrare le conoscenze esistenti riguardo le azioni da effettuare per una corretta valutazione della presenza di radon negli ambienti di vita e di fornire riferimenti operativi utili per quanti si trovino ad operare in questo campo, con riferimento alle diverse finalità delle azioni di misura intraprese. L’impostazione è quindi rivolta più agli aspetti inerenti le metodologie di indagine piuttosto che alle tecniche strumentali di misura.
Linee guida (pdf - 287 Kb)

 

 


Attività lavorative con materiali ad elevato contenuto di radioattività naturale (NORM:
Naturally Occurring Radioactive Materials)
Le fonti di pressione ambientale relative ai NORM sono le attività lavorative che implicano l'impiego, lo stoccaggio oppure la produzione di materiali e/o di residui che provocano un aumento della esposizione della popolazione a causa del contenuto di radioattività naturale. Le informazioni presentate sono state raccolte a partire dal 2000 nell’ambito di una linea di attività, dedicata ai NORM, del progetto Centro Tematico Nazionale Agenti Fisici (CTN-AGF), promosso dall’ex-ANPA (oggi APAT) e realizzato da una compagine di Agenzie Ambientali Regionali/Provinciali coordinata da ARPA Veneto.
Rapporto tecnico (pdf - 1,26 Mb)

 

 

Bio-energia e cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici, l’aumento del costo delle fonti fossili d’energia e le politiche internazionali di contenimento dei loro consumi hanno determinato negli ultimi tempi una crescente attenzione verso la bio-energia. Nell'articolo, in uscita sul prossimo numero della rivista "Sherwood - Foreste ed alberi oggi", si prende in esame il contributo attuale della bio-energia al fabbisogno energetico globale e gli scenari futuri. 
Articolo 

 

 


Analisi ambientale dei cicli produttivi
Nel seminario tenutosi a Firenze in luglio 2005, è stata presentata la "Metodologia di analisi dei cicli produttivi", sviluppata dal Gruppo di lavoro nazionale APAT/ARPA Analisi ambientale per comparto produttivo e sono stati discussi i risultati delle analisi ottenuti con l'applicazione della stessa metodologia. L'approccio alle analisi, in linea con la nuova politica ambientale promossa dall'Unione Europea, tende a valorizzare l'approccio integrato all'analisi ambientale delle attività umane e si propone di coinvolgere nell'attività le imprese, in un'ottica di condivisione degli obiettivi, al fine principalmente di promuovere l'impiego delle migliori tecnologie disponibili per la salvaguardia dell'ambiente.
La metodlogia di analisi, gli atti del seminario ed i risultati delle analisi sviluppate negli anni passati sono stati raccolti in un CD-Rom e presentati qui di seguito.
Documenti

 

 


I siti minerari italiani (1870-2006)
Il documento è stato predisposto da APAT nell’ambito della convenzione stipulata con il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio nel corso del 2002, riferita al Censimento dei Siti Minerari abbandonati.
Questa convenzione prevede quattro fasi operative: in questo manuale sono contenuti i dati relativi alla chiusura della 3a fase, di "Verifica, validazione ed integrazione del database relativo alla fase 2, con conseguente realizzazione della versione definitiva del censimento dei siti minerari italiani con copertura 1870-2006".

Manuale sui Siti Minerari Italiani

 

 

Gas naturale ed effetto serra
Articolo APAT su sicurezza e riduzione dell'inquinamento atmosferico in città
La ratifica del Protocollo di Kyoto e l'impegno che ne deriva all'Italia di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, entro il 2008-2012, del 6,5% rispetto al 1990, ha riaperto il confronto su come assicurare il fabbisogno energetico nazionale in modo ambientalmente ed economicamente compatibile.
Ai fini della valutazione ambientale delle varie fonti di energia è opportuno far riferimento al loro intero Ciclo di Vita, dalla produzione all'uso finale. E' necessario, quindi, valutare gli aspetti ambientali anche delle reti di trasporto e di distribuzione dell'energia, con particolare riferimento al metano ed all'energia elettrica.
Articolo
Pagine tematiche correlate del sito APAT

 

 


Atlante delle coste
L'"Atlante delle coste" è rivolto ad una investigazione preliminare delle caratteristiche meteomarine al largo delle coste italiane per studiarne gli effetti sui litorali, sul trasporto solido potenziale e sull’erosione costiera. Uno dei principali obiettivi è di fornire una descrizione sintetica, omogenea e completa dei risultati di analisi e procedure utilizzate per lo studio delle distribuzioni statistiche delle diverse grandezze fisiche relative allo stato del mare.
Atlante delle coste

 

 

"Piano per il controllo e la valutazione di eventuali effetti derivanti dall’utilizzazione dei prodotti fitosanitari sui comparti ambientali vulnerabili"

Il piano riguarda il triennio 2003 – 2005 e si propone principalmente di valutare la presenza di residui e i livelli di concentrazione dei pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee. E' possibile effettuare il download dei documenti. 
Piano di controllo - Rapporto 2003 e 2004


 

 

"Criteri metodologici per l'applicazione dell'analisi assoluta di rischio ai siti contaminati e alle discariche"
I manuali, elaborati a cura del Gruppo di Lavoro APAT-ARPA/APPA-ICRAM-ISPESL-ISS, hanno l'obiettivo di fornire un punto di riferimento teorico ed applicativo per tecnici delle Pubbliche Amministrazioni, ricercatori, professionisti ed operatori del settore che si trovino a dover redigere e/o valutare progetti di bonifica dei siti contaminati contenenti elaborazioni di analisi di rischio sanitario-ambientale.

Scarica il Manuale e le Appendici sulle discariche
Scarica il Manuale e le Appendici sui siti contaminati
Scarica il file aggiornato della banca dati relativa alle proprietà chimico-fisiche e tossicologiche dei siti contaminati


 

 

Selvicoltura e cambiamenti climatici: adempiere agli impegni di Kyoto
Articolo APAT scritto per la rivista "Alberi e territorio" - numero di marzo 2005
L'aumento della temperatura globale (global warming) nel corso del XX secolo è stato di circa 0,75 °C ed è attribuito all'incremento della concentrazione di anidride carbonica e altri gas-serra.
Il Protocollo di Kyoto stabilisce impegni vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra con l'obiettivo di diminuirle del 5,2% rispetto al 1990. Per raggiungere questi obiettivi i paesi che aderiscono al Protocollo possono adottare, oltre alle contromisure nei settori dell'energia e del trasporto, anche una serie di attività legate alla gestione del territorio tra cui la costituzione di nuove foreste (afforestazione e riforestazione), la conservazione di quelle già esistenti e una loro gestione più appropriata.
Articolo

 

 


Arcipelago "La Maddalena"
Monitoraggio della radioattività ambientale
Documento